Roma Est – Troppe Ombre sul caso LIDL

Nella periferia di Roma est, in una zona di competenza del Municipio V, è possibile ancora ammirare scorci del paesaggio tipico della campagna romana, dove pianura e lievi pendenze del terreno si incontrano, ravvivate dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea e da squarci boschivi costituiti ad esempio, da aceri e cerrete, dove si alternano  campagne incolte, a campi coltivati.

Quest’area, di competenza del Municipio V di Roma, era ricompresa nell’ Ager romanus (Agro Romano), che a metà del IV secolo a.c. superava già i 2000 kmq.

L’Agro Romano venne riorganizzato dalla Chiesa nel VIII secolo, e trova il suo massimo sviluppo nel XII e XIII secolo, quando vengono fondati i castra (castelli) e si diffondono i casalia (casali) fortificati con mura o torri: si tratta di un’ area dall’ incommensurabile valore archeologico e ambientale, un bene comune, da preservare. 

E infatti grazie al Decreto Ministeriale del 21 ottobre 1995, viene vincolata un’estesa area di Roma Est, reputata di interesse archeologico, denominata “Ad Duas Lauros”. 

Tuttavia in maggio 2015,  in una zona verde adiacente a via di Acqua Bullicante e ricadente nell’ Ad Duas Lauros,  il fracasso di ruspe e motoseghe attira la mia attenzione, ma anche quella dei cittadini che guardano impotenti da dietro alle transenne.

Un gruppo di persone protesta e agita cartelli “NO CEMENTO ROMA EST”! Si tratta del comitato di quartiere omonimo che ha tentato il tutto e per tutto, pur di bloccare la costruzione di un supermercato della LIDL di 995 mq. 

Ruspe e motoseghe proseguono indisturbate e radono al suolo davanti ai residenti in lacrime, questa oasi verde tra i palazzoni alti 10 piani.

Ma come hanno fatto i costruttori, a ottenere l’autorizzazione su un’area vincolata da un Decreto Ministeriale? 

La certezza che ci fossero opacità sul rilascio dell’autorizzazione spinsero i pentastellati Giovanni Boccuzzi, ora Presidente del V Municipio e Mario Podeschi, oggi vicepresidente, a non mollare l’osso della vicenda. 

Finché il 4 novembre 2015 decidemmo di presentare l’interrogazione parlamentare n.. 4-10983 a mia prima firma e appoggiata dai portavoce del Movimento 5 Stelle Gallo, Brescia, Valente, Vacca, D’uva, Daga, Vignaroli, Di Battista, Lombardi e Ruocco,  indirizzata al Ministero dei Beni Culturali, per esigere spiegazioni.

La risposta fornita dal Ministero interpellato fu avvilente: poichè nel testo del citato Decreto Ministeriale l’area veniva specificatamente indicata come ricadente nel perimetro del vincolo, ma nella planimetria allegata al Decreto non veniva riportata – forse per un errore del cartografo – l’autorizzazione a costruire è da ritenersi valida, perchè fa fede la cartografia e non il testo del Decreto (!). Non ci siamo persi d’animo, anzi!

Viene infatti ribadita la coerenza della risposta della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggi di Roma, certificata dalla funzionaria Anna Buccellato, secondo cui in sostanza, il vincolo non esisteva, in quanto la cartografia era in grado di individuare le aree specifiche inscritte in figure geometriche chiuse su tutti i lati, cosa  che non ha potuto fare la declaratoria descrittiva del vincolo.

Ritenere affidabile questo parere è risultato ancora più difficile, dopo aver appreso dalla stampa che nell’ambito dell’inchiesta sul progetto dello Stadio della Roma,  Anna Buccellato  è stata intercettata mentre cercava di imporre gente di sua fiducia al costruttore romano Luca Parnasi, per l’esecuzione dei campionamenti archeologici del sottosuolo. E anche il suo capo, il Soprintendente  Francesco Prosperetti,  è stato iscritto nella lista degli indagati per aver effettuato mediazione per conto di Luca Parnasi, percependo quale compenso per attività illecita, 53.440 euro.

Dulcis in fundo, indovinate chi c’era al dipartimento Urbanistica del V Municipio all’epoca del rilascio del  permesso di costruire il supermercato? Udite udite: c’era Daniele Leoni, rinviato a giudizio in luglio 2019 assieme ad altri 11, tra cui l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio  Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale Michele Civita del Pd, il Soprintendente Francesco Prosperetti, e naturalmente Luca Parnasi, con l’accusa di aver rilasciato un parere favorevole in una conferenza dei servizi per lo Stadio della Roma, in cambio di una mazzetta.

Ma anche la LIDL non scherza:  in maggio 2017 alcuni funzionari dela LIDL avrebbero garantito appalti e commesse a un gruppo di imprenditori accusati di associazione a delinquere in cogestione con clan mafiosi, in cambio di bustarelle. Il tribunale di Milano ha quindi ordinato la misura preventiva di 6 mesi di amministrazione giudiziaria per 4 direzioni generali LIDL, e il commissariamento di circa 200 punti vendita sparsi in tutta Italia.

Dunque non sorprende che la LIDL abbia ottenuto l’autorizzazione a costruire nell’Ad Duas Lauros.

E sotto i nostri occhi ormai impotenti,  ha gettato tonnellate di metri cubi di cemento su un’area protetta, nostro patrimonio comune, per costruire l’ennesimo supermercato, cancellando e seppellendo per sempre, un pezzetto del nostro passato, che i nostri discendenti non potranno mai ammirare se non in qualche vecchia foto museale, o immaginare attraverso i nostri racconti. 

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