Gruppo INI – Soldi pubblici e sanità privata: Dove sono i soldi?

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Qualcuno mi chiedeva se stesse arrivando la puntata successiva del malaffare sulla Sanità del Lazio.

Visto l’argomento l’attesa è sempre breve rispetto alla morte e alle liste d’attesa alle quali Zingaretti, garante della Salute Pubblica, costringe i malati italiani.

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Liste d’attesa che si liberano come per magia, dato che ogni anno sempre più italiani rinunciano definitivamente a curarsi.

E per i malati cronici?

Parleremo ancora di strutture sanitarie private accreditate, le “clinicarie”, e questa volta di un gruppo che da solo ne conta ben 9 tra Lazio e Abruzzo.

Il gruppo INI ha mille (1000!) posti letto e almeno altrettanti dipendenti.

Gli appassionati del “genere”  si accorgeranno dei comuni segni di riconoscimento con le altre Cliniche trattate fino ad oggi su questo blog, i neofiti non si impressionino è uno schema lineare, definito e di facile comprensione.

Eravamo rimasti agli ingredienti comuni e necessari alla ricetta che garantisce un menù a base di “soldi pubblici”.

Vediamo il menù della Sanità Laziale gestita dal privato e accreditata da Zingaretti:

  1. Regione Lazio; (primo)
  2. ASL di competenza; (secondo)
  3. Sindacati; (contorno)
  4. Crisi Aziendale (supposta).

Chef esperti utilizzano in ricetta la formula “q.b.” (quanto basta) di tutto.
Preparano il piatto e lo gustano comodamente seduti sotto il tendone dell’AIOP Lazio.

Questa volta ci occuperemo della “prova del cuoco” della famiglia Faroni che gestisce il gruppo INI e di Jessica Faroni Presidente Regionale dell’AIOP Lazio. L’Associazione Italiana Ospedalità Privata che rappresenta, su tutto il territorio nazionale, 500 Case di Cura con oltre 53.000 posti letto di cui 45.000 accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le Strutture sanitarie che abbiamo imparato a conoscere, Villa Armonia [2], Gli Annali, Colle Cesarano [2], sono tutte associate all’AIOP e i nomi dei loro gestori, Paolo Rosati, Massimo Forti, Manfredino Genova  sono tutti parte del Direttivo e/o dell’Esecutivo dell’Associazione stessa

Un’inquietante coincidenza, ma per coloro che non credono alle coincidenza il termine  “Associazione” potrebbe far pensare ad un altro tipo di attività.

Tra gli chef non può mancare l’aiuto cuoco, dr. Marco Vincenzi. Pare che sul territorio tiburtino sia il punto di riferimento per il controllo e la cottura dei manicaretti.

Un amico aiuto cuoco serve sempre…

Il caso ha voluto che pochi giorni prima dello scadere del suo mandato da Sindaco di Tivoli, rilasciasse l’autorizzazione  al cambio di destinazione d’uso per una favolosa speculazione edilizia a vantaggio dei Faroni  e secondo un’informativa del Ros dei Carabinieri, risalente al 18 ottobre 2014, allegata all’inchiesta su Mafia Capitale, Marco Vincenzi “ percepisce reddito anche dall’Istituto Neurotraumatologico Italiano Spa”

E che volete? quando la cucina è buona uno si “Associa”, prima assaggia, poi si accomoda e gradisce …

Ma torniamo alla prova del cuoco. Pronti?

Carta, penna e fornelli…seguite con attenzione la ricetta!

Le ASL di competenza sul territorio, dopo i dovuti sopralluoghi, certificano che nelle strutture sanitarie del gruppo, sono rispettati i requisiti minimi previsti dalla legge.  Ma non sempre come vedremo dopo, indagando.

La Regione, al contrario, accredita sempre.

L’equivalente di:  “prendete una pirofila”;

Il 22 luglio 2015 il gruppo INI avvia una procedura di licenziamento collettivo per 496 dipendenti.
Praticamente si vuole dimezzare il costo del personale  e “diliscare la trota”

Il solito funzionario della Regione Lazio, dr. Raffaele Fontana e i sindacalisti della CGIL, CISL e UIL, che sanno come montare la maionese senza farla impazzire, avallano in alternativa ai licenziamenti, un contratto di solidarietà per 802 dipendenti, che prevede fino al 60% in meno delle ore lavorative. “imburrare la pirofila”

“L’intruglio” era già riuscito negli anni precedenti durante i quali  i lavoratori, oltre alla presenza ordinaria sono stati costretti agli straordinari…

Sotto il naso di  Zingaretti a al lezzo di bruciato, la grande certezza: l’accreditamento non si tocca.

Dopotutto qualcuno deve pur tenere il forno acceso e, che volete, se si passa troppo tempo ai fornelli gli odori non si riconoscono più…

Gli chef, intanto, esperti e qualificati, autorizzano l’abbassamento del livello di assistenza del 60% (corrispondente al minor costo per il datore di lavoro che viene pagato dall’INPS, ovvero dai nostri soldi), confermano l’esubero di 496 lavoratori che restano a rischio licenziamento e quando serve sono costretti a fare gli straordinari. Questa è arte culinaria, signori,  destinata alle buone forchette!

La ricetta, sempre ben riuscita, questa volta diventa una frittata indigesta.

Talmente abituati all’équipe solida ed efficiente, all’affidabilità della ricetta della nonna e al forno sempre caldo, che nessuno si è fermato.

Il Gruppo INI, Villa Armonia, Gli Annali, Colle Cesarano, hanno fatto tutti una bella infornata di ghiottonerie con soldi pubblici ma adesso che conosciamo le ricette, gli ingredienti e soprattutto i cuochi, siamo impazienti di vedere cosa rimarrà  dei loro enormi tacchini ripieni.

A marzo del 2016 sul gruppo INI, come per le altre strutture, ho presentato un’interrogazione parlamentare che ha coinvolto il Governo sull’ennesima vicenda dell’ospedalità privata laziale.

Stranamente  la Ministra Beatrice Lorenzin, risponde (evento rarissimo!), affermando che sono state rilevate delle irregolarità a macchia di leopardo su alcune strutture del gruppo INI. Il fumo e l’olezzo di bruciato è talmente forte, che la Ministra non può più ignorarle, ormai è costretta ad ammettere che qualcosa sia irregolare.

A questo quadro dovete aggiungere che il Gruppo INI non risulta aver depositato i bilanci del 2014 e del 2015.
Stanno smantellando il gruppo? Cerchiamo di capire dove finisce, un enorme flusso di denaro pubblico.
La presidente del Lazio della più importante associazione che tutela il privato sanitario in concorrenza con il pubblico è fuori legge.
Non deposita i bilanci da due anni.

Tutta la documentazione disponibile è stata depositata presso la Corte dei Conti per appurare il possibile danno erariale e che trasmetterà alla Procura della Repubblica qualora rilevasse eventuali responsabilità penali.

In tal caso si spegnerà il forno dello sfruttamento del personale nella riabilitazione sanitaria e dello sperpero di denaro pubblico.
Le parole vuote (“io non sapevo…”) del fratello di Montalbano, al contrario, senza un sonoro VAI A CASA! di cittadini indignati,   continueremo a sentirle. [/read] 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sistema a Zingaretti piace: c’è un’Armonia Nuova

Stanno giocando a un gioco.
Stanno giocando a non giocare a un gioco.
Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco,
di non vedere che vedo il gioco.

R.D. Laing

 

 

 

 

 

Questo è il secondo articolo che dedico a Villa Armonia Nuova e del sistema di illegalità che denuncio.

C’è un Sistema.
Un sistema illegale che viene portato avanti da imprenditori e politici come se fosse UN GIOCO
Per semplificare, il gioco è quello dei mattoncini della 
LEGO.

Tanti pezzi di colore diverso fra loro che combinati danno tante forme al gioco.

Un pezzo del gioco è una clinica, in questo caso sarà “Villa Armonia Nuova”, in quelli precedenti c’era un gioco simile fatto alla “Colle Cesarano” prima e a “gli Annali” poi.

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Leggendo le istruzioni vediamo che in questa scatola ci stanno i seguenti mattoncini:

il proprietario, (Dott. Paolo Rosati);

la Regione Lazio;

i sindacati;

l’INPS;

la crisi aziendale;

la cassa integrazione;

l’accreditamento definitivo;

il licenziamento.

La parte più facile del gioco, per quanto possa sembrarvi strano è dichiarare la

CRISI AZIENDALE

I pezzi restanti vanno combinati a piacere, in questo caso: Prima ci si accredita definitivamente presso la Regione Lazio, DOPO di che, Il legale rappresentante (in questa versione del gioco il dr. Paolo Rosati) deve:

accusare “problemi di natura economica”

e tagliare gli stipendi ai dipendenti del 40%.

La regione Lazio e i sindacati sono invece incaricati di firmare la cassa integrazione per 20 lavoratori e per licenziarne almeno 15.

Il 1 aprile 2016…

Fatto scherzetto. 🙂

Questa gente il gioco lo prende seriamente, mica ti fanno pesci d’aprile.

Contemporaneamente, mentre hai dichiarato di essere in crisi e quindi stai licenziando i dipendenti, puoi liberamente aggiungere l’opzione che più ti piace fra le tante a disposizione, come, ad esempio: prestare soldi ad altre società, ristrutturare, acquistare quote societarie ecc…

considerazioni finali

Estratto dall’analisi dei bilanci.

Insomma i soldi non devono restare fermi ma muoversi in continuazione.

In questo caso che stiamo narrando il nostro simpatico Paolo Rosati ha introdotto nel gioco la variante dello scambio dei posti letto.

Aveva capito che i posti letto RSA hanno un valore in picchiata libera e quindi ha chiesto di fare a cambio… manco fossero figurine… con i posti per i disturbi alimentari.

Noi intanto abbiamo fatto controllare da un professionista i bilanci dalla cui relazione si capisce che le regole del loro gioco sono state rispettate:

Considerazioni finali 2

Da questo estratto dell’analisi dei bilanci emerge il dettaglio interessante che la controllante è una società immobiliare.

Infatti, seguendo tutte le regole, il fatturato è aumentato (dal 2011, in tre anni, è passato da circa 5 milioni a circa 5 milioni 440. ), l’utile è aumentato assieme ai compensi degli amministratori e la GES.CA.S. Villa Armonia Nuova srl (la società che gestisce Villa Armonia Nuova) ha finanziato una società controllante per oltre 1 milione di euro.

Noi, che facciamo un altro gioco, ci siamo posti delle domande, ci siamo interrogati, e abbiamo girato i nostri dubbi al governo e con essi al commissario straordinario del Lazio Nicola Zingaretti.

Come si poteva evitare tutto questo?

Se i politici della Regione Lazio, i sindacati CGIL, CISL e UIL, avessero controllato, ora, “questi imprenditori con le pezze al culo”, non attingerebbero DUE VOLTE a soldi pubblici (Regione e INPS) per pagare regolarmente gli stipendi dei loro dipendenti, operatori sanitari.

Vedete com’è utile che non ci sia lavoro in giro? Che ci sia tanta disoccupazione? Ti permette di risparmiare un sacco sul personale, non hai concorrenza imprenditoriale, e l’operatore sanitario dovrà fare buon viso a cattivo gioco per non restare disoccupato, la politica locale chiude un occhio, anzi ti aiuta.

I dubbi derivanti dalla nostra ricerca sono stati sottoposti alla Corte dei Conti per la verifica. Nell’eventualità non ci fossimo sbagliati, e conseguentemente si configurasse il reato di danno erariale, sarà poi compito della Procura di Roma procedere. Se per converso ci fossimo sbagliati, secondo il parere della Corte dei Conti, sarà interessante leggerne la relazione e darne notizia qui.

E se dovesse essere un sistema, significa associazione a delinquere. Per tutti quanti.
E, perdonatemi la battuta, ora vado a controllare le gomme dell’automobile. 🙂

Al prossimo articolo di denuncia!

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“A Villa Armonia gli operatori sono sfruttati”

villaarmoniasicuro

La Casa di Cura Villa Armonia Nuova è una casa di cura privata accreditata definitivamente dal 2014 per 119 posti letto, al Sistema Sanitario Regionale Lazio .

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In Italia ogni Struttura sanitaria per operare privatamente è soggetta a degli standard minimi stabiliti dalla legge nazionale e regionale. Queste strutture private se sono a caccia di soldi pubblici del SSR, le cosiddette strutture accreditate, devono operare un ulteriore passaggio, ovvero farsi accreditare dalla Regione in cui si trovano.

L’accreditamento istituzionale delle Strutture (sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private) è un procedimento con cui, a livello regionale, si attesta formalmente il possesso di requisiti ulteriori di qualità, condizione necessaria per erogare prestazioni sanitarie a carico del Sistema Sanitario Regionale.

In altre parole, l’accreditamento garantisce al cittadino e alle Regioni la qualità delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie rispetto a requisiti minimi che comprendono aspetti strutturali, tecnologici e organizzativi (es: numero e formazione del personale) in ordine alle patologie che vengono curate.

Il legale rappresentante, dr. Paolo Rosati, dopo qualche mese dall’ottenimento dell’agognato accreditamento istituzionale, ha reclamato, presso la Regione Lazio, un “baratto” tra 40 posti letto di RSA (Residenze Assistenziali Sanitarie) con posti letto di pazienti con diagnosi come “stati psicotici all’esordio” e/o “disturbi del comportamento alimentare e dipendenze patologiche”.

Per giustificare lo scambio,come leggerete nella lettera successiva, il dr. Rosati, dichiara che non gli arrivano richieste di ricovero presso l’RSA della sua Struttura e che la Casa di Cura, per questo motivo, sta affrontando una grave Crisi economica. Così dai primi mesi del 2015 ha ridotto lo stipendio dei lavoratori di circa il 40 %; da novembre 2015 a marzo 2016, ha fatto richiesta e ha ottenuto gli ammortizzatori sociali e dal 01 aprile 2016 ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per circa 20 dipendenti con inevitabili ripercussioni sul livello assistenziale e di cura.

I dipendenti, quindi, oltre a subire gli ammortizzatori sociali, lamentano la riduzione dello stipendio e denunciano anche l’ambigua presenza di cooperative, condizioni lavorative da sfruttamento, requisiti strutturali inadeguati e un insufficiente assistenza ai pazienti rispetto agli stessi standard di cura della struttura accreditata definitivamente.

Le organizzazioni sindacali hanno addirittura avallato, in sede regionale, le procedure poste in essere dalla Casa di Cura. La crisi aziendale “dichiarata” dal legale rappresentante (nonostante un budget annuale che supera i 5 MILIONI di euro), non ha prodotto alcuna diffida a procedere previo approfondimento dei dati di bilancio. Solo in data 22 aprile 2016, durante una riunione presso la “Direzione Territoriale del Lavoro”, le organizzazioni sindacali si svegliano e finalmente “ammoniscono” su stipendi tagliati, ordini di servizio per doppi turni a copertura del personale in cassa integrazione e livello d’assistenza penalizzato.

La vicenda è aperta grazie agli interventi di qualche politico “amico” che strumentalizza la notizia dei licenziamenti per sponsorizzare il progetto dell’imprenditore.

Qualche mese fa, Francesco Storace, vice presidente alla regione Lazio, ex ministro della salute, ex governatore del Lazio e novello candidato sindaco alle amministrative di Roma interviene. A sostegno dei lavoratori?

Ovviamente no ma a sostegno delle richieste avanzate dal gestore di Villa Armonia Nuova. Sfruttando perfettamente la condizione di bisogno , che rendono i lavoratori ricattabili con l’dea che un padrone più forte e più ricco tratterà meglio i suoi dipendenti, dichiara: “… la regione Lazio acceleri la soluzione del caso villa armonia nuova: sarebbe davvero criminale subire il rischio di licenziamento del personale perché Zingaretti non firma un decreto …” Questo decreto, si sottointende, dovrebbe riguardare la modifica dei posti letto e un nuovo accreditamento della struttura.

Prima di lui si è comportato in maniera assolutamente identica Rodolfo Lena del PD presidente commissione politiche sociali e salute della regione Lazio.

Gli imprenditori si sfregano le mani in questo sistema studiato a garanzia del più forte in cui ci guadagna l’imprenditore, ci guadagna il politico che deve essere riconfermato, mentre l’operatore sanitario che deve prendersi cura delle nostre nonne o dei nostri parenti disabili, è costretto ad ammazzarsi di lavoro sotto pagato e sfruttato con ricatto del licenziamento per mantenere uno standard dignitoso nella cura di questi pazienti.

Quando vediamo tutti quei video della polizia che mostrano operatori sanitari che maltrattano pazienti non autosufficienti o disabili, ricordiamo sempre che qualcuno sopra di loro ha deciso le regole del gioco e, oltre a fare profitto come nel privato, potrebbe anche decidere di sfruttare al massimo qualsiasi situazione pur di fare soldi.

E’ stata prodotta, da alcuni lavoratori della Casa di Cura “ Villa Armonia Nuova” (accreditata presso la Regione Lazio con decreto n. U00383 del 12 novembre 2014), una relazione che ha lo scopo di denunciare i fatti di gestione che li vede coinvolti dagli inizi del 2015.

Per opportuna conoscenza e per trasparenza si provvede a pubblicare fedelmente la narrazione ricevuta:

 

nel mese di Febbraio 2015 ci venne comunicato dal legale rappresentante dr. Paolo Rosati, che in ordine ai 114 posti letto accreditati dalla Regione Lazio, i 40 posti letto di RSA risultavano vuoti, senza richieste e che malgrado la domanda presentata in data 09/08/2013 alla Regione per la rimodulazione di posti letto da RSA ad altri di diversa patologia (esordi e disturbi del comportamento dell’alimentazione) ancora non era uscito il decreto che modificasse l’accreditamento con i moduli richiesti e ne autorizzasse le procedure di ricovero. Di conseguenza l’azienda si trovava nell’impossibilità di pagare le competenze del mese di Dicembre 2014 riguardanti le indennità festive e notturne e che inoltre gli straordinari effettuati sarebbero stati trasformati in riposi compensativi.

Di questa riunione con i rappresentanti sindacali interni malgrado molte insistenze non venne rilasciato nessun verbale.

In data 09/03/2015 (come da verbale allegato) in una riunione sindacale ci venne comunicato “che l’Azienda era nell’impossibilità di onorare dal mese in corso il pagamento totale degli stipendi ai propri dipendenti”. Tant’è che sul retro delle busta paga di Febbraio venne riportato a matita dall’Amministrazione quanto ci avrebbero erogato e quanto “circa” avremmo dovuto avere come residuo. Anche chi era in maternità o in malattia da mesi ha ricevuto la stessa riduzione dello stipendio e a coloro i quali avevano in busta la cessione del quinto veniva comunque detratta la somma conteggiando lo stipendio intero anziché quello realmente erogato.

Di questa mancanza di liquidità da parte dell’azienda non é mai stato mostrato un documento e nessun sindacato si é mai preso carico di reperirlo.

Nei successivi mesi ci sono stati molte riunioni sindacali, hanno iniziato lo stato di agitazione e nel mese di Maggio 2015 l’Amministrazione, i Sindacati e un rappresentante dell’ASL RMD sono stati ricevuti dal Prefetto che, dopo l’incontro, visto che non c’era nessun accordo tra le parti, ha consigliato di fare entro una settimana una riunione tra sindacati e amministrazione per trovare un accordo e di fargli avere il verbale in modo da poter procedere per la tutela dei dipendenti. Risulta che il verbale al Prefetto non é mai stato consegnato.

Il 13 Luglio 2015 durante una manifestazione alla Regione Lazio fu ricevuta una delegazione sindacale dal vice di D’Amato. Ai sindacalisti vennero consegnati dei documenti che riguardavano gli importi che la Regione Lazio aveva erogato a Villa Armonia Nuova fino a quel momento e gli fu inoltre detto che visto che la Regione pagava regolarmente non c’era nessun motivo di manifestare contro di essa ma che sarebbe stato lecito chiedere all’Azienda dove erano finiti o come erano gestiti i fondi pagati.

Siamo andati avanti fino ad oggi (Marzo 2016) con solo l’acconto dello stipendio (il 60% circa) sempre in attesa del decreto attuativo e con continue minacce di licenziamento (in una occasione fecero addirittura 8 nomi, poi successivamente smentiti) e con lo spauracchio dall’attuazione del contratto AIOP RSA, insomma oltre un anno vissuto con uno stipendio ridotto e sempre in ATTESA che qualcosa si sbloccasse. Il classico gioco del bastone e della carota.

Ci sono stati anche molti casi di malattia tra i dipendenti (soprattutto a causa dello stress) tanto che in reparto c’erano giá gli ordini di servizio firmati con solo il nome e la data da inserire. A volte dipendenti in riposo dopo le notti venivano chiamati a casa per coprire dei turni e quando non reperibili gli veniva inviato un SMS. Ordini di servizio “telematici” fuori da ogni regola.

Da notare che la struttura opera su tre piani (piano terra, primo e secondo piano).

Al secondo piano, un’ intera ala con 11stanze (più una stanza adibita per i gruppi di reparti) é stata tenuta libera da metá Gennaio 2015 fino a Dicembre 2015 senza degenti. Nell’altra ala del piano sono presenti 24 ospiti tutti del modulo SRSR.

Per ottenere questo, cioé far vedere di avere posti liberi, al primo piano ( capienza 44 posti letto) hanno convissuto senza divisioni (a volte anche nella stessa stanza) tre (3) tipologie di modulo diverse (STPIT, SRTR I, SRTR E).

Al piano terra (capienza 16 posti letto) convivono due (2) tipologie di moduli (STPIT, SRTR I).

Una cosa inoltre da accertare riguarda il fatto che la struttura prima del decreto era accreditata per 100 posti letto e tanti ospiti al massimo ne ospitava. Ora, malgrado alcune stanze siano state adibite per legge ad uso medico, terapeutico o per gruppi di reparto, l’accreditamento é salito a 114 posti letto. I dipendenti non sanno spiegarsi come, ma forse la planimetria lo puó chiarire, ma in ogni caso i moduli risulterebbero non divisi (come ora del resto, ossia piú moduli sullo stesso piano).

La turnazione non viene stabilita in base ai moduli assistenziali ma per piano, inoltre i turni sono settimanali e vengono esposti il venerdí per il lunedí successivo.

Dal mese di Novembre con il personale sfinito e le numerose malattie dovuta anche alle malattie stagionali i turni sono usciti anche giorno per giorno e dove non c’erano cambi venivano consegnati ordini di servizio per doppi turni (di 14 ore nei diurni e fino a 17 ore nei turni notturni).

Da Dicembre 2015 a marzo 2016 l’Azienda è riuscita a farsi riconoscere dalla Regione la cassa integrazione in deroga con la firma di due sindacati su tre. Sono stati inseriti altri 2 tecnici della riabilitazione (4 in totale) che hanno sostituito il personale sanitario ( infermieri ed OSS) i turni sono tornati ad uscire settimanalmente ed il personale a rotazione é stato mandato in cassa integrazione.

I sindacati hanno continuato a firmare le procedure di CIG senza far notare che si è abbassato il livello assistenziale fino a togliere gli OSS o gli infermieri da alcuni turni sostituendoli con i tecnici..

Il 07/10/2015 l’azienda ha comunicato alle OO.SS di aver ” fomalizzato lo stato di crisi per i licenziamenti collettivi”. Nello specifico sono stati proposti i licenziamenti di: 9 Infermieri, 1 OSS, 3 Ausiliari, 1 Operaio specializzato, 1 Centralinista, 3 Impiegati. Da notare inoltre che 9 Infermieri che inizialmente l’amministrazione riteneva in esubero, sarebbero dovuti essere riqualificati nella mansione di “tecnico della riabilitazione”, infatti a fronte della necessità di 11 tecnici nella turnazione, ne sono stati assunti solo 4 a partita iva. Questi 9 Infermieri/tecnici fanno tutti doppia mansione, in base alle esigenze del turno e del piano.

Nel frattempo 4 infermieri non più in pianta organica non sono stati sostituiti.

Il 1 aprile 2016 è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo per l’esubero di 15 unità lavorative ma nessun riferimento esplicito da parte dei sindacati ai documenti riguardo il bilancio, la pianta organica e la planimetria.

All’interno della struttura opera una cooperativa per le pulizie che sembra, faccia riferimento in qualche modo alla Direttrice Amministrativa Elisabetta Guidi, infatti quasi tutti sono parenti o comunque legati a dipendenti vicini all’amministrazione o alla Guidi stessa da notare che questi dipendenti vengono regolarmente retribuiti con stipendio pieno.

A quanto risulta sembra che anche i fornitori vengono regolarmente pagati.

In tutto questo periodo alcuni esponenti politici della Regione Lazio sono andati in struttura personalmente. Il Presidente della commissione sanità regione lazio Rodolfo Lena è addirittura intervenuto durante una riunione sindacale i primi di agosto del 2015 Il 29/02/2016 l’On. Francesco Storace ha incontrato l’amministrazione ed il personale chiedendogli di attendere ancora un po’ “abbiate ancora un po’ di pazienza” e ha consigliato nel frattempo di fare la cassa integrazione e che, ORA che era venuto a sapere della situazione, se ne sarebbe occupato personalmente.

Riguado ció giro i link che mi hanno consigliato.

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/874867/Posti-letto-vuoti-e-lunghe-liste.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/865324/Villa-Armonia–per-una-firma.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/863818/Villa-Armonia-Nuova–e-crisi.html

 

http://lanotiziah24.com/2015/07/roma-i-lavoratori-di-villa-armonia-nuova-incontrano-il-presidente-lena/

 

Nessuno interviene garantendo azioni che istituzionalmente gli competono. Pare piuttosto che corruzione, connivenza e mancanza di controllo permettano di porre in essere azioni nei confronti dei lavoratori e degli ospiti della Struttura. Isindacati hanno permesso che venissero violati diritti costituzionali, non hanno controllato i turni, le mansioni, la somma delle ore che i dipendenti sono costretti a fare. Nessuno si è accertato della veridicitá dello “stato di crisi” asserito dall’amministrazione

La ASL RMD ha controllato il livello assistenziale durante i turni per ogni singolo modulo?

Ha controllato la disposizione dei pazienti, la loro divisione?

La Regione Lazio ha controllato come vengono spesi i soldi pubblici erogati a Villa Armonia Nuova?

Ci chiediamo se questo stato di crisi è reale o é il classico sistema di ricatto del datore di lavoro per ottenere tutto quello che si vuole.

I lavoratori devono essere rispettati, in passato c’é chi ha dato la vita per questi diritti. Noi tutti non possiamo permettere che squallide figure per propri interessi si prendano gioco del nostro passato e decidano il nostro futuro.” [/read]