Centro Unico Prenotazioni Lazio: se telefonando, potessi prenotare anch’io…

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Il C.U.P. è l’arcinoto Centro Unico di Prenotazione per le visite sanitarie che saranno prenotate dopo la morte del paziente.

Non è colpa degli operatori, è il Sistema Sanitario Nazionale che è in mano alle lobby della privatizzazione.

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Ma questa è un’altra storia. Per ora soffermiamoci sul Centro Prenotazioni che nel Lazio è gestito dalla Cooperativa Sociale Integrata “Capodarco”, da almeno dieci anni, In regime di monopolio di fatto.

Quando chiamate il CUP, vi rispondono i “soci lavoratori” del call center Capodarco che sono una fonte preziosa di informazioni, anche perché sono, in quota, persone svantaggiate e di sanità ne capiscono parecchio, un po’ perché ci combattono per primi, un po’ per l’esperienza che si sono fatti in questi anni.

Non è raro quindi che oltre a cercare di trovarvi il posto con la lista di attesa meno lunga, possano darvi utili consigli di sopravvivenza urbana nella giungla sanitaria laziale.

Protesta

Ma, se nessuno risponde, o cade la linea, è perché sono stati messi in mobilità, quindi, di “soci” nel call center, ce ne sono pochini.

Ma facciamo una breve premessa:

Le ASL del Lazio si appoggiano ai call center esterni. Appaltati al Terzo Settore.

I call center (quasi tutti Capodarco ma non solo) sono pagati con fondi pubblici, dedicati alla sanità, della Regione.

L’appalto vale ben 90 Milioni di Euro.

Da qui cominciano i guai, come sempre dai soldi.

Guai che coinvolgono almeno tre aspetti:

1) Il discorso della privatizzazione dei servizi per i quali paghiamo le tasse;

2) la commistione fra gara pubblica, criminalità e finanza;

3) le condizioni dei lavoratori.

Nel 2014 parte la gara di rinnovo dell’appalto, che viene annullata a dicembre dello stesso anno.

Spiegare perché è complicato e richiede tutta la nostra attenzione:

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Gli attori della parte giudiziaria della vicenda sono tanti, troppi persino per una telenovela. Sono presenti nella storia della capitale da sempre. Per dovere di cronaca, qui di seguito, ve ne elenchiamo solo alcuni, fra quanti sono, o sono stati, sotto indagine e/o sotto processo per turbativa d’asta relativamente all’ultima gara per l’assegnazione del CUP regionale. Il commissariamento è stato necessario per garantire la prosecuzione del servizio che oramai dipende da una realtà esterna al Sistema Sanitario della Regione Lazio.

marotta-EDIT-21) Il presidente e direttore generale della Capodarco Maurizio Marotta, Su cui abbiamo una bella letteratura (link_1; Link_2; Link_3; Link_4; Link_5; Link_6)

2) Il capo ufficio di Gabinetto del presidente della regione Lazio al tempo dei fatti, Nicola Zingaretti Maurizio Venafro recentemente assolto per non aver commesso il fatto

3) il consigliere del PDL in regione Lazio dell’epoca, il già citato Luca Gramazio;

4) il protagonista di mafia capitale Salvatore Buzzi nonché presidente della Coop. “29 giugno la cooperativa di ex detenuti e detenuti attualmente che gestisce la cura di parte dei giardini di Roma, la pulizia degli argini del Tevere, effettua lo smaltimento dei rifiuti a Roma e in alcuni piccoli comuni del Lazio, ecc…

5)  Massimo Carminati quello in affari con Buzzi e in collegamento con Gramazio. Un ex terrorisbuzzi-casamonica-e-alemanno-EDITta dei NAR.

L’elenco è lungo, soprattutto perché gli appalti del servizio arrivavano ad un valore di 90 Milioni. Per brevità, abbiamo elencato le persone che più sono state sulla ribalta.

Tra loro, Buzzi in particolare, ha offerto a tutti noi lo spaccato di una democrazia finalmente compiuta, dalle intercettazioni è infatti emerso che: […] i lotti della gara per l’assegnazione del servizio di Recup erano “oggetto di spartizione politica” al 50% tra la maggioranza e la minoranza. […]

Tranne il Movimento 5 Stelle, forza incorruttibile, ovviamente.

La verità, come ci dice l’ANAC, è che nel sistema sanitario italiano tutti i servizi, anche quelli indi-spensabili, sono esternalizzati con la rilevante conseguenza di vedere messa a rischio proprio la tutela del diritto fondamentale alla salute.

E’ stata fatta un’importante interrogazione al governo che non risponde.

Ed è in quest’ultimo paragrafo che si chiude il cerchio tratteggiato nei tre filoni di cui sopra.

Democraticamente, come ci insegna Buzzi, chi ci rimette è la collettività che soccombe tre volte,  come contribuenti, con la rapina degli appalti regalati, come utenti per lo scadimento della qualità del servizio e, infine, come lavoratori.

Soldi e Bilanci nella Sanità Privata del Lazio

La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano – Il super accreditamento di Zingaretti

I Migliori “Annali” di Zingaretti

 

Gruppo INI – Soldi pubblici e sanità privata: Dove sono i soldi?

“A Villa Armonia gli operatori sono sfruttati”

Il Sistema a Zingaretti piace: c’è un’Armonia Nuova

La mia ultima notte

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La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano è la più grande casa di cura del Lazio, si trova presso Tivoli, in provincia di Roma, è uno dei tanti crocevia degli interessi economici legati alla Sanità e dell’accoglienza degli immigrati. Uno dei tanti tentacoli di Mafia Capitale.

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Un mastodonte che ha:

1) 200 posti letto (tra Psichiatria e Residenza Sanitaria Assistita),

2) costa ai contribuenti ogni anno, più di 8 milioni di euro.

3) E’ circondato da oltre 70 ettari di terra la cui possibilità di costruirci sopra e di farne usi diversi ne aumenta di molto il valore.

Nel 2004 la clinica passa nelle mani della Geress, la Società di un ginecologo, Manfredino Genova, che però preferisce definirsi imprenditore, e dell’Ing. Massimo Forti amm.re delegato de “gli Annali”, un’altra casa di cura del Lazio nelle cui casse arrivano altri milioni di euro la cui provenienza, molto interessante, vi spiegheremo in un prossimo articolo

Nel luglio 2010 la Colle Cesarano avvia una procedura di licenziamento collettivo e mette in cassa integrazione 28 lavoratori (più della metà sono addetti all’assistenza). La cassa integrazione verrà poi estesa ad un totale di 35 dipendenti che saranno tutti licenziati entro il 2014.

Il motivo del licenziamento è dichiarato come una conseguenza della situazione di “crisi aziendale”.

Crisi che non impedisce l’aumento del compenso degli amministratori che passa da 80 mila a 220 mila euro l’anno nel 2013.

In seguito a una perizia contabile fatta da un professionista, sembra che 6 milioni di euro destinati all’assistenza sanitaria della Clinica “Colle Cesarano”, siano passati in altre società ben collegate tra loro, riconducibili sempre al “gatto” Forti e alla “volpe” Genova.

http://www.massimoenricobaroni.it/wp-content/uploads/2016/12/Relazione-Bilanci-Geress-Srl-Colle-Cesarano.pdf

I 35 dipendenti, quelli licenziati dopo tre anni di cassa integrazione, vengono pagati con gli ammortizzatori sociali, cioé con i nostri soldi; tutto questo perché i due amministratori hanno avuto la faccia tosta di mettersi il cartello al collo con la scritta: “crisi aziendale”.  La “crisi” è il pretesto per ottenere, dalla regione Lazio, la firma su ben cinque procedure di licenziamento ed ottenere i “dobloni” dall’INPS, moderno albero della cuccagna del Forti e del Genova.

Nel frattempo i tagli al personale mietono i loro effetti. Ad agosto del 2010 muore un paziente. I parenti, a cui viene negato l’ingresso, si fanno strada con la forza e riescono a raggiungerlo, per trovarne il corpo in una officina per la manutenzione, sporca e senza aria condizionata. Gli stessi riescono a girare un video che viene trasmesso anche in alcuni tg nazionali.

Nel 2011 un medico psichiatra, ex lavoratore della clinica, denuncia alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, una insostenibile situazione all’interno della casa di cura, sia per i pazienti che per i dipendenti. Addirittura dice di aver litigato con l’amministrazione per ottenere 20 coperte per i pazienti, denuncia cibo insufficiente e false ispezioni alla struttura da parte della ASL RMG.

La Direzione della Colle Cesarano viene infatti avvisata sempre con largo anticipo delle ispezioni.

Il medico riferisce anche di atti falsificati ad “hoc” per “mettere tutti al sicuro”

Da: Commissione Errori Sanitari (omissis)
A: “Claudio Antoniello”<antoniello_c@camera.it>, “Ranieri de Maria”<omissis>, <el-omissis>, “francesca gigli”<f-omissis>, <j-omissis>, <aucasati@libero.it>
24 nov 2011 – 15:38
Inoltro anche la mail di una dipendente—-Messaggio originale—– Da: …omissis...
Inviato: giovedì 24 novembre 2011 15.26
A: orlando_l@camera.it
Oggetto: Leoluca Orlando: CdC …omissis… E-mail di richiesta informazioni da parte di …omissis… Gentile On. Orlando,
le scrivo a proposito della Casa di Cura …omissis… di Tivoli, presso la quale ho prestato servizio di collaborazione professionale come medico psichiatra fino a 2 settimane fa. La situazione della clinica è assolutamente grave ed inaccettabile, i pazienti vertono in una situazione di abbandono e trascuratezza a causa della drastica riduzione del personale, della carenza dei servizi e di una gestione amministrativa votata al taglio e al risparmio, con conseguenti deficit clinici, assistenziali e di vigilanza inammissibili. Per farle solo un esempio, ho dovuto condurre una battaglia personale per avere 20 coperte affinché i pazienti non patissero il freddo, visto che molti si stavano ammalando ed erano costretti a dormire con addosso giacche e cappotti. Oltre a questo, il quantitativo di cibo è nettamente insufficiente (molti familiari hanno riscontrato l’evidente dimagrimento dei pazienti) e per ovviare al rischio di ulteriori soffocamenti sa qual è stata la soluzione? Togliere il pane ai pazienti ricoverati presso il reparto dei “cronici” a cui, tra l’altro, da mesi non vengono restituiti gli indumenti mandati a lavare nella lavanderia interna, che vengono sostituiti con vestiti provenienti dalla Caritas o dalle raccolte degli operatori..
Nel mese di ottobre abbiamo ricevuto l’ispezione della ASL …omissis…, di cui l’amministrazione e la direzione sanitaria era al corrente da circa 2 settimane.. giusto il tempo di inventare protocolli mai elaborati e mai applicati riguardanti la sicurezza, gli interventi in caso di intossicazione farmacologica e di agiti aggressivi e le procedure in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio. Inoltre, ai fini dell’ottenimento della convenzione per il reparto che verrà adibito a Comunità Terapeutica, sono stati formulati progetti riabilitativi personalizzati ai quali, in realtà, molti pazienti non hanno mai partecipato.
Ritengo che l’avvio di un’inchiesta approfondita riguardo a questo caso eclatante di malgestione sanitaria sia necessario ed urgente.. le assicuro che i mesi trascorsi in quel luogo mi hanno fatta sentire nell’era pre-basagliana, perché non c’è nulla che discosti …omissis… da un manicomio.
La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.
— Livia Parisi
Ufficio stampa  Commissione d’inchiesta errori e disavanzi sanitari
Palazzo San Macuto,  via del Seminario 76  Roma
Tel: +39 0667603575 –  Cell: +39 xxxxxxxxxxxxx

Genova a Sx & Forti a dx NOMINel 2012 qualcuno comincia a fare la conta dei morti. La stima è di un morto ogni 50 giorni.

Nel 2012 l’ASL Roma G controlla la Colle Cesarano senza “accorgersi” delle irregolarità, anzi ne certifica i requisiti di qualità che saranno importantissimi per conseguire, nel 2013, l’accreditamento definitivo ricevendo contemporaneamente un aumento di spesa di 600 mila euro.

I successivi controlli della Regione Lazio e dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, sono stati totalmente inesistenti, come accertato da numerose fonti parlamentari e segnalazioni del sindacato SICEL.

La Colle Cesarano ha inoltre fatturato alla Regione Lazio oltre 3 milioni di euro “extra accordi regionali“. Per spiegare quello che si configura come una truffa ed un danno erariale occorre far un esempio per spiegare il “trucco”: la Regione Lazio e la Colle Cesarano hanno siglato un accordo per  la cura di 5 appendiciti l’anno, sapendo che le altre strutture territoriali si occuperanno di altre diverse patologie. Il pagamento, da parte della Regione, avviene con puntualità e correttezza, a fronte delle fatture e le cifre infatti corrispondono. Il problema è che nelle fatture si legge che sono state curate 5 braccia rotte. Per carità molte braccia sono state curate, anzi moltissime, ma cosa ne è stato di quelli con l’appendicite?

Zingaretti, è stato messo a conoscenza di tutto questo dal momento dell’insediamento, come potete leggere qui di seguito:

All’attenzione del Presidente Regione Lazio Nicola Zingaretti – clinica XXX Tivoli
13 aprile 2013 10:08
ALL’ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO – NICOLA ZINGARETTI
Di seguito la mail inviata all’avv. Passi – Regione Lazio – in merito alla fatturazione della Casa di Cura privata xxx di Tivoli, gestione xxx.
L’avv. Passi mi aveva invitato lo scorso 10 gennaio nel suo ufficio per avere dettagli di una precedente segnalazione riguardo il medesimo argomento, oggetto di un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Lazio.
In allegato:
  • gli accordi regionali tuttora vigenti,
  • copia delle aftture con timbro di ricevuta e di liquidazione della ASL Roma G,
  • dettaglio dei posti letto equivalenti.
Da quanto sopra si evince fatturazione in eccesso di 3,5 milioni € per il periodo considerato.
Rimango in attesa di cortese riscontro agli indirizzi in firma.
Distinti saluti,
Aurelio Casati
—-Messaggio originale—-
Da: aucasati@xxx
Data: 04/02/2013 9.00
A: <mpassi@regione.lazio.it>
Ogg: Colloquio 10 gennaio 2013 – XXX
Buongiorno,
faccio seguito al ns. colloquio del 10 gennaio u.s.; con questo materiale, che dovrebbe essere già a disposizione della Regione Lazio, credo che bastino 24 ore per intervenire.
Cordialità,
ing. Aurelio Casati
aucasati@xxx
aucasti@xxx
PEC aurelio.casati@xxx
mobile xxx
 Allegato

Zingaretti sa che strutturalmente alla clinica mancano almeno 600 metri quadri per accogliere i 40 pazienti nei reparti di residenza sanitaria assistita. Insomma sa che la gestione della Colle Cesarano ha bisogno di coperture e fino ad oggi le ha garantite.

Come? proviamo a sbirciare dietro le quinte del palcoscenico della politica, dove troviamo uomini come Marco Vincenzi, uomo di punta di Zingaretti, sebbene a tratti sembri esattamente l’opposto.

Marco Vincenzi è:12073

1) Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Roma dal 2008 al 2012 (quando Zingaretti era Presidente) e, prima ancora;

2) è stato Consigliere Provinciale di Roma;

3)  Sindaco del comune di Tivoli (per due mandati);

4) Amministratore Unico della società termale Acque Albule di Tivoli;

5) Direttore Sanitario delle Terme Acque Albule di Tivoli

6) Dal 2013 è stato Capogruppo del PD.

Ruolo dal quale si è dimesso dopo gli scandali di mafia capitale, i pizzini scambiati con Buzzi e gli emendamenti in suo favore.

Ricapitolando, Marco Vincenzi è strettamente legato a Zingaretti da un lato e ad uno dei protagonisti di Mafia Capitale: Buzzi.

Nonostante Vincenzi frequentasse Buzzi, a volte persino presso la Colle Cesarano, e nonostante il coinvolgimento nell’inchiesta Mafia Capitale, Zingaretti continua a proteggere la carriera politica di Vincenzi. Che infatti diventa:

7) Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio.

Ruolo dal quale si è dovuto dimettere, pochi giorni fa, dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia per CORRUZIONE.

Sarà un caso ma dal 2011 un braccio della struttura sanitaria della Colle Cesarano, destinato fino ad allora alle attività ricreative dei pazienti (bar, luogo di culto, palestra ecc…), è stato adibito a centro accoglienza per gli immigrati ed è stato dato in gestione alla cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi. Tra l’altro l’ingresso degli ospiti e degli immigrati è in comune mentre gli immobili sono divisi tra loro solo da un cancello facilmente scavalcabile.

Le interrogazioni e le denunce presentate dal M5S sono state numerosissime, c’è stata anche una “visita ispettiva” fatta da me e dal consigliere regionale Davide Barillari a giugno del 2015.

E’ stato sollevato il caso  all’attenzione del governo che , superfluo dire, ad oggi risulta non aver risposto in alcun modo.

Tirando le somme possiamo dire che dopo anni di coperture e tutele è arrivato il momento di dare risposte, fare chiarezza e soprattutto fare pulizia. [/read] 

Il PD sostiene la gestione del Registro Tumori ai privati

All’interno del rinnovato consiglio direttivo dell’AIRTUM figura Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice Finocchiaro, imputato nell’inchiesta per abuso d’ufficio  nell’ambito di un’indagine sugli appalti al Pta di Giarre.

ROMA, 6 maggio 2016 – “Restiamo quantomeno stupiti dall’ostinata volontà del PD di lasciare la gestione del registro dei tumori nazionale alla Airtum, la quale ha indubbi meriti ma resta pur sempre un ente privato. Questo ci porta a fare un cattivo pensiero quando ci si accorge che fra i nuovi consiglieri dell’associazione, da pochi giorni, figura anche Melchiorre Fidelbo, medico sì, ma anche imprenditore e marito della senatrice Pd Anna Finocchiaro. Il nostro dissenso cresce ulteriormente di fronte al fatto che il suo nome figuri fra gli imputati per abuso d’ufficio nell’ambito di un’indagine sugli appalti milionari nel presidio ospedaliero di Giarre, in provincia di Catania”.

Così il deputati M5S della commissione Affari Sociali rispetto al question time a prima firma Massimo Baroni e Alberto Zolezzi, primi firmatari della proposta di legge in discussione in commissione alla Camera dei Deputati.

“Nella risposta il ministero della Salute non è stato affatto esauriente, arrivando persino a negare profili di conflitto d’interessi da parte di Fidelbo. Francamente la commistione di interessi pubblici e privati da parte dell’imprenditore ci sembra assolutamente palese. La nostra proposta era di affidare all’Istituto Superiore di Sanità il Registro Tumori Nazionale, così da renderlo obbligatorio su tutto il territorio nazionale e poter finalmente analizzare con margini di certezza i nessi causali fra l’insorgere delle patologie tumorali e inquinamento ambientale. Uno strumento fondamentale e potentissimo per realizzare finalmente vere e concrete politiche di prevenzione primaria.”

Ecco la mozione presentata da me Istituzione Registro Tumori e Attuazione art. 12 DL 179 -2012

Colle Cesarano – Il super accreditamento di Zingaretti

Mafia

Il 30.10.2015 è venuta una giornalista di “Presa Diretta” a farmi un’intervista sulla Clinica Neuropsichiatrica e Residenza Sanitaria Assistita Colle Cesarano, di Tivoli , Oggetto di indagini di giornalisti, alcuni esposti, molte interrogazioni. La mia prima interrogazione, una di Paola Taverna , una di Elena Fattori, ma soprattutto di Davide Barillari (prima interrogazione del 4.09.2013 – seconda interrogazione, terza interrogazionequarta interrogazionequinta interrogazionesesta interrogazione, settima interrogazione) e frutto del lavoro del Movimento 5 Stelle Lazio in questo ultimo anno.

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Sembra infatti che le indagini in procura non riescano mai a prender quota nonostante numerosi esposti del M5S, dei sindacati e di lavoratori licenziati e cassaintegrati.
Quasi come se venissero “insabbiate” da una zavorra invisibile ma pesantissima.

Inutile dire che la pianta organica di Colle Cesarano non è a norma con l’accreditamento regionale, molto discutibile la divisione dei “moduli”, e i “proprietari” si ostinano a eludere norme fondamentali per il benessere dei pazienti, sembra, nella più ridente impunità.

La più grande clinica privata del Lazio Colle Cesarano – ben 200 posti letto – è finanziata con soldi pubblici.

9 milioni di euro all’anno.

Super accreditata da Nicola Zingaretti con l’appoggio dell’amico Vincenzi ex capogruppo del Partito Democratico in regione lazio, dimessosi e poi indagato – grazie al m5s lazio – in seguito allo scandalo di #mafiacapitale e a un suo emendamento “ad buzzim” che i consiglieri regionali m5s hanno spiegato alle procure.

Seguite i soldi, ci diceva Giovanni Falcone.

l’Ing. Forti e il Dott. Manfredino Genova sono i plenipotenziari di Colle Cesarano e di altre strutture (Gli annali – RSA da 134 posti letto, la LOB srl di Viterbo, RSA da 35 posti letto) che ci hanno accompagnato nella visita ispettiva notturna del 23 giugno 2015, omettendo ogni informazione utile all’ispezione.

Tutte queste strutture afferiscono all’ AIOPAssociazione Italiana Ospedalità Privata

Dentro l’AIOP troviamo:
L’Ing. Forti e il Dott. Genova consiglieri direttivi.
La Jessica Veronica Faroni potentissima presidente sia AIOP che del grande gruppo INI e Villa Alba, gruppi sempre soci AIOP.
Da un informativa ROS è accertato che il gruppo INI finanziasse Vincenzi coi soldi della società.

Dulcis in fundo, Michele Vietti attuale vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex parlamentare del CCD e del UDC. Michele Vietti è presidente del collegio dei proboviri, ovvero quelli che dovrebbero controllare il comportamento deontologico dei soci AIOP.
Va beh, si fa per dire, serve a mandare un messaggio subliminale a eventuali magistrati che volessero indagare sull’associazione, sia chiaro.

Il Direttore Generale del Lazio dell’AIOP è Mauro Casanatta, ex plenipotenziario Tosinvest, già agli arresti domiciliari e poi rinviato a giudizio assieme ad Angelucci con l’accusa di truffa e associazione a delinquere per fatture false nello scandalo da 160 milioni di euro, della clinica riabilitativa San Raffaele di Velletri. Una delle cliniche di mister Sanità Lazio.

Attualmente Casanatta in veste di direttore generale Lazio, ha il ruolo scomodo di discutere con i sindacati quando protestano per i continui licenziamenti o per i turni massacranti a loro imposti.
Uno di essi, il SICEL è allucinato di dover parlare di legalità delle prestazioni erogate, con uno come lui, AIOP, per difendere i diritti dei lavoratori. Andreste a sindacare con uno rinviato a giudizio per associazione a delinquere e truffa? Non se state bene di cervello, perché se quello è un delinquente, voi, o state perdendo il vostro tempo oppure siete in pericolo.
L’AIOP al contrario, evidentemente, si sente ben rappresentato da Mauro Casanatta.
Evidentemente anche Michele Vietti, l’ex vicepresidente CSM.

E cosi scriveva un’anno fa il Corriere sul San Raffaele di Velletri e sul “sistemaCasanatta e Angelucci.

Una rete di copertura – Assicurare al sodalizio una rete di copertura in grado di garantire profitti illeciti». Come? «Evitando ed attenuando le conseguenze pregiudizievoli di attività di contenimento della spesa sanitaria, ovvero di controlli operati da soggetti istituzionali (Nas e Asl Roma-H), acquisendo notizie riservate in ordine a ispezioni, controlli, indagini giudiziarie, attuando all’occorrenza iniziative finalizzate ad esercitare indebite pressioni sulle indagini di polizia giudiziaria in corso».

E ci stupiamo come mai i controlli della ASLRMG non riscontrino MAI quello che riscontriamo noi del MoVimento 5 Stelle a Colle Cesarano?

Siamo entrati dentro il futuro, come lo chiamiamo questo nuovo gioco playstation?
Mafiacapitale3 ?!?

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Milano “Capitale Morale” – L’Inno stonato di Cantone

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Presidente, la «Capitale Morale», sono tutti cittadini onesti di tutte le città d’Italia che combattono contro la corruzione con ogni mezzo, spesso rischiando di proprio: mobbing, minacce e licenziamenti.

Altri cittadini al contrario non sanno nemmeno del loro diritto all’accesso civico garantito dall’Autorità nazionale anticorruzione.
L’accesso civico è una forma di partecipazione del cittadino per garantire la trasparenza degli enti pubblici che noi abbiamo pubblicizzato ad Italia 5 Stelle il 17 e il 18 ottobre con un apposito gazebo dedicato, che ha avuto un enorme successo di pubblico.

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Roma è conciata da far schifo, ma l’inno a Milano, “Capitale Morale”, da parte del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, è stonato e sciocco.

Expo ha scoperchiato un sistema di tangenti a pacchi; a Milano hanno sede alcune banche al centro di indagini pesantissime, coinvolte con la mafia siciliana. Formigoni se n’è dovuto scappare a gambe levate; Maroni è sotto indagine, l’ex assessore alla sanità lombarda della giunta Maroni è stato arrestato esattamente 15 giorni fa per corruzione aggravata.

Cantone è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Oggi abbiamo deciso di sostituirci a lui, visto che lui lavora da politico, noi lavoreremo da cittadini e da pubblici ufficiali.

Andate sul sito dell’Autorità nazionale anticorruzione e denunciate tutte quelle mancanze di trasparenza che sono i reati spia, spia della corruzione.

Ci sono migliaia di segnalazioni inevase e senza risposte. Risposte che sono obbligatorie da parte dell’ANAC e che non preoccupano minimamente Cantone.

Quando saremo al Governo garantiremo le risposte alle segnalazioni dei cittadini nei corretti termini di legge.

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