Il Sistema a Zingaretti piace: c’è un’Armonia Nuova

Stanno giocando a un gioco.
Stanno giocando a non giocare a un gioco.
Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco,
di non vedere che vedo il gioco.

R.D. Laing

 

 

 

 

 

Questo è il secondo articolo che dedico a Villa Armonia Nuova e del sistema di illegalità che denuncio.

C’è un Sistema.
Un sistema illegale che viene portato avanti da imprenditori e politici come se fosse UN GIOCO
Per semplificare, il gioco è quello dei mattoncini della 
LEGO.

Tanti pezzi di colore diverso fra loro che combinati danno tante forme al gioco.

Un pezzo del gioco è una clinica, in questo caso sarà “Villa Armonia Nuova”, in quelli precedenti c’era un gioco simile fatto alla “Colle Cesarano” prima e a “gli Annali” poi.

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La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano è la più grande casa di cura del Lazio, si trova presso Tivoli, in provincia di Roma, è uno dei tanti crocevia degli interessi economici legati alla Sanità e dell’accoglienza degli immigrati. Uno dei tanti tentacoli di Mafia Capitale.

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Delega Pubblica Amministrazione: Siete in scadenza e presto andrete a casa

Questa delega aveva l’auspicio di riordinare la pubblica amministrazione nell’ottica della semplificazione, dell’efficienza, della trasparenza ,così da non renderla un ostacolo per i privati cittadini, per le imprese e per i dipendenti che ci lavorano. Si è parlato di innovazione!

Non è così.

Quello che doveva essere un disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione è diventato ed è un provvedimento omnibus! Come tutti i provvedimenti omnibus che si rispettino dentro è stato infilato di tutto, in maniera incoerente e illogica. Un mio collega l’ha definito “la galleria degli orrori”. IO LA DEFINISCO L’ENNESIMA OCCASIONE UTILE DI INSERIRE QUA E LÀ LE “SOLITE SCHIFEZZE” E I SOLITI FAVORI AGLI AMICI DEGLI AMICI, SPERANDO CHE IN PIENA ESTATE PASSINO INOSSERVATE.

A titolo di esempio, cito l’emendamento Fiano e Giorgis, approvato in accordo con il Ministro Madia, che prevede la possibilità di affidare ai pensionati pubblici o privati incarichi dirigenziali e direttivi a titolo gratuito, ovviamente senza alcuna procedura concorsuale e al di fuori del regime d’incompatibilità del pubblico impiego. Significa che, ad esempio, ad un ipotetico Ing. Incalza collocato in pensione, può utilmente e discrezionalmente, essere affidato per un anno un incarico dirigenziale o direttivo. L’UOMO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO E AL POSTO GIUSTO! L’anno successivo sarà affidato ad un altro Ing. Qualcuno e cosi via e, di anno in anno, si potranno collocare nei posti chiave tutti gli amici degli amici. Il tutto gratuitamente! Perché intanto l’ipotetico Ing. Incalza ha il suo studio tecnico o la sua bella società che prende appalti pubblici! Tutto ciò potrà avvenire tanto nelle amministrazioni pubbliche quanto negli enti e nelle società controllate!

Alla faccia del ricambio generazionale che il Presidente Renzi e il Ministro Madia avevano sbandierato orgogliosamente all’indomani dell’approvazione del decreto legge 90/2014. Ma soprattutto alla faccia del ruolo unico dirigenziale che si vuole istituire con questo stesso decreto di delega!

Se queste sono le intenzioni e i giochi sottobanco come possiamo affidare o delegare una riforma così importante senza che siano ben delineati criteri e principi direttivi! Sì, perché questa delega è carente di direttive chiare e stringenti, è confusionaria, piena di incongruenze.

Lungo il suo percorso il disegno di legge ha perso di vista la pubblica amministrazione ed è diventato un insieme di deleghe volte ad attribuire pericolosi poteri al Presidente del Consiglio (addirittura in taluni casi si parla di non ben identificate determinazioni personali!). S’interviene sull’Avvocatura dello Stato, sulla Corte dei Conti, sulle intercettazioni, sui corpi di polizia (addirittura si vuole militarizzare il corpo forestale!).

Sotto la bandiera della semplificazione in realtà si vuole far passare una diffusa deregulation a discapito della tutela della salute, dell’ambiente e dei beni culturali, eliminando qualsiasi clausola di garanzia e rafforzando indiscriminatamente gli istituti del silenzio assenso!

Con questi presupposti come si può attribuire una delega sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza? La delega è già stata esercitata con i decreti legislativi 33 e 39 e se si avverte il bisogno di migliorarli sono sufficienti degli interventi diretti o d’interpretazione autentica. Quello che serve è rafforzare i controlli e le sanzioni, chiarire chi debba farli, quando e come!

Si fanno decreti in fretta e furia per assicurare il finanziamento pubblico ai partiti ma non si riesce a fare un decreto di tre righe che risolve e chiarisce le incongruenze lamentate dal Presidente dell’ANAC che, in un crescendo demoralizzante per chi lo ascolta, dice che questi decreti sono proprio fatti male! Per tale motivo, si presume, si trova costretto a reinterpretarli, ormai quotidianamente! Quindi abbiate il coraggio di fare un’interpretazione autentica con buona pace di tutti e di Cantone, ma per favore non si chiedano deleghe sulla materia. Si chiarisca, ad esempio, che l’incompatibilità del Presidente di un ordine professionale, dal lato dell’ente pubblico, va dichiarata dall’ANAC e non dalle giunte del Parlamento che la dichiarano solo ed esclusivamente rispetto al ruolo di parlamentare.

Con questa delega voi volete ulteriormente ridefinire l’ambito soggettivo di applicazione delle norme sulla trasparenza come se non fosse ancora sufficientemente chiaro che la trasparenza, così come l’anticorruzione, si applicano, a norma dell’art. 11 del decreto 33, a qualsiasi soggetto pubblico o privato che sia controllato o finanziato dalla pubblica amministrazione, come è giusto che sia!

Cosa volete ancora ridefinire? Semmai dovete ampliare l’ambito soggettivo anche al mondo delle cooperative e delle fondazioni bancarie e per fare questo non serve una delega ma è sufficiente dire che il decreto 33 si applica anche al mondo opaco delle fondazioni e delle cooperative dove gira il flusso della corruzione da e per la pubblica amministrazione.

Avete appena distrutto la scuola pubblica creando i presupposti per un’istruzione di serie A ed una di serie B ma, non paghi di ciò, volete anche creare i presupposti affinché vi siano anche Università e laureati di serie A e di serie B, permettendo che magari un titolo di studio preso alla Bocconi abbia un valore diverso da quello preso in qualsiasi altra Università pubblica italiana.

Volete una delega sulle partecipate senza dire con chiarezza che una partecipata con un numero di consiglieri maggiore del numero dei dipendenti NON PUÒ E NON DEVE ESISTERE, che una partecipata con un bilancio in negativo DEVE ESSERE SOPPRESSA e il servizio pubblico deve essere reinternalizzato!

Oggi abbiamo un mondo di partecipate commissariate vita natural durante con tutte le conseguenze tipiche della straordinarietà delle gestioni che vedono uomini soli al comando, lì da decenni e incapaci di risanare alcunché!

Il fenomeno delle partecipate è nato e proliferato per tentare di derogare alle norme pubbliche sugli appalti e sugli impieghi, per tentare di far girare i soldi pubblici (e con essi i servizi) al di fuori dello sguardo indiscreto del cittadino che quei soldi ce li mette e di quei servizi ne ha diritto.

Oggi che vi siete resi conto che anche le partecipate DEVONO rispettare i principi e le regole pubbliche (come peraltro prevedono proprio le direttive europee) ivi incluse le norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione, volete correre ai ripari chiedendo una delega che vi consenta, di trovare l’escamotage giusto per continuare a gestire soldi e servizi pubblici in assoluta opacità e con il consueto arricchimento delle solite multinazionali e delle solite organizzazioni camorristiche e mafiose.

La pubblica amministrazione ha bisogno del rinnovo dei contratti che non sia il pannicello caldo per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale ma che sia un effettivo ristoro dell’illegittimo blocco durato anni per ordine della Troika!

La pubblica amministrazione ha bisogno di pulizia rispetto agli innumerevoli consulenti e collaboratori messi lì dai politici di turno e dai loro pacchetti di voti, non di rado anche mafiosi!

Vogliamo ricordare quanto messo in luce dall’inchiesta di Mafia Capitale, ovvero che i dirigenti e i vertici sono messi nei posti chiave dalle organizzazioni criminali in accordo con la politica? Quel “CE L’AVEMO MESSA NOI“ che emerge da tutte le intercettazioni dimostra come il problema della dirigenza non può essere risolto solo con elenchi e ruoli unici , con valutazione e merito, ma anche e soprattutto ponendosi il problema DA CHI e PERCHE’ viene scelto un dirigente! E voi che fate? Vi preoccupate da quali atenei provengono i candidati dirigenti e del loro livello di accreditamento ma non prevedete un sistema di garanzia nella composizione delle commissioni di concorso e di valutazione e da chi vengono affidati gli incarichi dirigenziali. Tra i miei emendamenti presentati in commissione ho tentato di proporre il meccanismo del sorteggio a parità di requisiti sia per chi fa parte delle commissioni e sia per gli incarichi da conferire, proprio per impedire che siano affidati in maniera discrezionale o per contentare I Carminati e I Buzzi di turno!

Sono talmente tanti i decreti delegati previsti da questa norma e anche così confusi, aleatori e sconclusionati che mi vengono forti dubbi che riuscirete MAI a produrli.

E il motivo principale è che SIETE IN SCADENZA E PRESTO ANDRETE A CASA!

Sacrofano #MafiaCapitale

Sacrofano è il paese al nord della provincia di Roma dove è stato arrestato “Er Cecato”, Massimo Carminati, ex terrorista dei NAR e grande protagonista di #MafiaCapitale.

Il SIndaco di Sacrofano ha due inchieste sul groppone.

L’operazione “Caronte” della procura di Roma mette le mani su una banda che vinceva in maniera sospetta le gare per il business delle onoranze funebri.

Il sindaco di Sarcofano Tommaso Luzzi con la finta opposizione in consiglio comunale, e la complicità del segretario comunale, l’ha sempre passata liscia.
Il sindaco Luzzi fa parte della cordata dei Gramazio, il cui figlio consigliere Regionale, eletto con il PDL, è ora indagato per #MafiaCapitale. Tutti riferibili alla destra laziale.

La seconda inchiesta è #Mafiacapitale in cui è coinvolto anche il figlio trovato ad accordarsi col Carminati per la questione della discarica.

Una discarica tutta nuova, da inaugurare fuori dal paese, ma che serve solo a far girare tangenti e mazzette: dato della aggiudicazione dell’appalto è € 950.000.

Pazzesco dato che molto vicino già c’è una discarica attiva.

Il Prefetto ha costituito una “commissione di accesso agli atti” per approfondire eventuali infiltrazioni mafiose a Sacrofano.
Speriamo non finisca come a #RomaCapitale, ovvero una presa in giro nei confronti dei cittadini che esclude nuovi accordi in odore di continuità.

Chiediamo ai giovani cittadini di Sacrofano di incontrarsi e costituire con attivisti del M5S del paese un gruppo per entrare nelle istituzioni comunali e controllare da vicino questa casta politica locale legata al malaffare.
#LuzziSparisci #MafiaCapitale #Sacrofano

Leggi l’interrogazione su Sacrofano

MAFIA REGIONALE

Le semplificazioni giornalistiche fanno parte del gioco sporco di questa democrazia alla vaselina di cui i cittadini italiani sono vittime. Così la semplificazione #mafiacapitale diventa riduttiva rispetto alle implicazioni di carattere regionale che sono venute fuori in questi giorni e che, con la solita truffa semantica, vengono rimpicciolite se non abilmente nascoste.

Ma noi il giochino lo conosciamo bene, non ci lasciamo ingannare e rimaniamo in attesa.

Rimaniamo in attesa che la Magistratura, se già non lo ha fatto, scopra il nome di quel famoso personaggio che nelle intercettazioni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” ha percepito ben 2500 euro al mese per “tenere i rapporti” con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Naturalmente lui cade dal pero: “Io? Non conosco nessuno. Avete visto come è difficile contattarmi?”.

Ma qui qualcuno pensa che i cittadini siano tutti degli imbecilli? Ma se un personaggio del calibro criminale di Buzzi paga 2500 euro al mese per “tenere i rapporti” con Zingaretti che fa, butta i soldi dalla finestra? Non lo crediamo, non lo possiamo credere, non lo vogliamo credere e non siamo così imbecilli da crederlo.

Noi del Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli, dal Parlamento fino ai Municipi, non facciamo altro da mesi e mesi che denunciare ogni sorta di malcostume, sia di tipo amministrativo che politico. Evidentemente nessuno ci ascolta, o meglio, fa finta di non ascoltarci. Fanno finta di ignorarci. Perché ci temono. Tutti, a destra come a sinistra. Poi un bel giorno arriva la Magistratura, la Finanza o la Polizia e i ghigni e i sorrisini che ci fanno dietro le spalle improvvisamente si spengono. Basta vedere come è finita la precedente consigliatura, rasa al suolo dalle inchieste, anche se con una evidente differenza: gli esponenti del centro-destra, tranne la Presidente Renata Polverini, o sono agli arresti domiciliari o sono scomparsi dalla scena politica, mentre quelli del PD sono stati quasi tutti PROMOSSI, 5  al Senato e 1 alla Camera nella migliore tradizione italiana per cui uno più è indagato e più strada fa nella vita.

Ma tornando all’oggi, è possibile che personaggi della forza di un Luca Gramazio o della posizione del Presidente della Commissione Cultura in Regione Eugenio Patané siano coinvolti in uno scandalo così imponente e il Presidente Zingaretti faccia finta di niente? Certo è facile “dopo” fare indagini conoscitive o sospendere l’assegnazione di tutte le gare in corso, ma, in sostanza, alla Pisana non si è fatto nulla.

Anzi, sì, qualcosa si è fatto. Si è approvato il bilancio con un maxi -emendamento senza che l’opposizione abbia potuto discutere nulla, contando poi sul fatto che le variazioni di bilancio siano poi fatte direttamente con dei decreti del Presidente, senza passare dal Consiglio, alla chetichella, così da favorire amici e amici degli amici con grande riguardo a quelli che “tengono i rapporti”.

Quando noi denunciamo questa politica come clientelare è esattamente a questo che ci riferiamo. Questo andazzo per cui in periodo di campagna elettorale, i personaggi come Buzzi non solo finanziano direttamente i politici di entrambi gli schieramenti, ma distribuiscono “santini elettorali” o “raccomandazioni al voto” in cambio, naturalmente, di appalti, cioè di soldi: è un do ut des che deve finire e noi ci batteremo come leoni perché finisca il più presto possibile.

Man mano che passano i giorni si scoprono sempre maggiori particolari sulle mille attività di Buzzi, anche in Regione: per adesso abbiamo scoperto “solo” 40 mila euro che la Regione Lazio ha concesso alla Cooperativa 29 Giugno, ma continueremo a cercare, non ci fermeremo mai!!!

#TUTTIACASA