Ordini professionali e incompatibilità. L’audizione di Cantone alla Camera

Volevamo sapere se ben 4 senatori, che siedono tutti nella Commissione Sanità, possano rivestire contemporaneamente anche la carica di Presidente di ordine professionale.
I 4, nel corso di questa legislatura, hanno fatto di tutto per sfuggire alle norme sulla trasparenza e sull’anti corruzione oltre a quelle sulla incompatibilità di incarichi secondo il decreto legislativo 39/2013, tanto che nel “decreto del fare” sono riusciti a far mettere un emendamento ad castam per evitare di essere disarcionati dalle loro poltrone dorate di presidenti di ordini, almeno per il corrente mandato.
Nonostante la chiara azione di disturbo dell’on. Sisto, le risposte che ha dato il Dott. Cantone, da questo punto di vista, sono state chiare e nette: gli ordini professionali, in quanto enti pubblici non economici, devono sottostare a tutte le norme che riguardano la trasparenza e l’anti corruzione. Ma c’è di più: Cantone ha anche affermato, come già da noi più volte ribadito, che i Presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali non solo hanno precisi poteri gestionali ma molto di più! E ciò li rende assolutamente incompatibili con il ruolo di Senatori.
Dopo queste dichiarazioni rese alla Camera da Cantone, la palla passa alla Giunta delle elezioni del Senato che non ne potrà non tenere conto.
Il Movimento 5 stelle vigilerà in maniera che al Senato non si perpetui ancora questo enorme ed ormai non più sopportabile conflitto di interessi.

 

Precisazione su delibera n° 8/2015 – Ordini Professionali (…e i 4 Senatori)

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Gentile Presidente Cantone,
su richiesta del Capogruppo portavoce del Gruppo parlamentare M5S alla Camera dei Deputati, dep. Andrea Cecconi, inoltriamo comunicazione come da oggetto.
Cordiali saluti.
La Segreteria
VEDI ANCHE
Delibera n. 8 del 21 gennaio 2015Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013.Delibera con la quale l’Autorità fornisce interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali. La precedente delibera n. 1 del 2015 deve intendersi integralmente sostituita dalla presente.

Delibera n. 8 del 21 gennaio 2015

DIS-ORDINE PROFESSIONALE DEI MEDICI E I QUATTRO DELL’AVE MARIA

In riferimento alle precisazioni pubblicate su Quotidiano Sanità da Marco Cavallo, direttore generale della Fnomceo nonché responsabile dellatrasparenza e, immaginiamo, dell’anticorruzione (qui il link alla sua lettera), occorre innanzitutto segnalare e precisare che la “sezione trasparenza” richiamata nella sua replica, che prevede l’obbligo di pubblicazione di tutta una serie di informazioni quasi integralmente assenti, è assolutamentelontana dalle prescrizione di legge.

Prima fra tutte manca nella sezione la dichiarazione (resa nella forma prescritta dalla legge e che prevede conseguenze penali per chi dichiara il falso) reddituale e patrimoniale (riportante anche tutte le altre cariche o incarichi), nonché la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi di tutti i componenti gli organi d’indirizzo politico amministrativo e che si possono senz’altro identificare nel comitato centrale e nel consiglio nazionale della FNOMCEO.

Ed è solo sulla base di tali dichiarazioni che Marco Cavallo, dopo le dovuteverifiche, in qualità di responsabile, può attestare l’assenza di cause d’inconferibilità o di incompatibilità. Manca tutta la parte relativa ai bandi,contratti e pagamenti. Manca soprattutto il piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza dal quale potremo evincere, ad esempio, la rotazione degli incarichi dirigenziali, ivi compreso il suo.

Così manca il suo atto di nomina, il suo curriculum e la dichiarazione di assenza di cause d’incompatibilità. Manca il diritto di accesso civico. Manca l’indicazione degli enti vigilati, partecipati, controllati (come ad esempio eventuali fondazioni o il COGEAPS che, al pari del CUP, è finanziato totalmente da pubbliche amministrazioni e non risulta essersi adeguato né al codice dei contratti pubblici né alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione). Manca quasi tutto. E tutto ciò sarà da noi segnalato attraverso gli opportuni strumenti di legge.

Per quanto riguarda invece le dichiarazioni rese dal Presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco sono senz’altro distintive rispetto ai suoi sodaliAnnalisa Silvestro (presidente IPASVI), Andrea Mandelli (Presidente FOFI) eLuigi D’ambrosio Lettieri (vicepresidente FOFI) che sembra continuino apercepire le doppie indennità o, comunque, in tal senso non hanno ancora fornito alcun chiarimento o smentita. Occorre però chiarire che la rinuncia al doppio compenso (e a qualsiasi tipo di rimborso) non è un atto benefico o di volontà, ma un atto dovuto per legge. Il fatto che gli ordini non gravino sul bilancio pubblico appare un’affermazione assolutamente discutibile perché quello degli ordini è di per se un bilancio pubblico, alimentato da un potere impositivo delegato dallo Stato a norma di legge. Il professionista è obbligatoad iscriversi all’albo e può essere inibito all’esercizio della professione laddove non paghi questa tassa (riscuotibile con i ruoli esattoriali).

Il Senatore/Presidente Bianco, nella sua relazione, richiama la riforma delle professioni sanitarie in discussione al Senato, il DDL Lorenzin. Ebbene, questa riforma è esattamente una controriforma perché non risolve il problema dei revisori dei conti eletti tra gli stessi iscritti all’Albo (medici o infermieri che fanno esercizio abusivo della professione di revisore dei conti), laddove prevede ancora la figura del tesoriere o del segretario, che sono assolutamente in contrasto con la gestione amministrativa che discende dal d. lgs 165/2001. Questa controriforma vuole ancora mantenere gli ordini provinciali nonostante non abbiano la capacità e la struttura adeguata per agire come un ente pubblico. Ci risulta che la maggior parte degli ordini provinciali non abbia dipendenti amministrativi e praticamente esistono solo le poltrone degli eletti (che evidentemente gestiscono anche gli affari amministrativi ed economici, nonostante siano medici o infermieri). Con questa controriforma si vuole anche inserire uno statuto autoreferenziale che consenta agli ordini di gestire un ente pubblico in modo assolutamenteautonomo, per non dire familiare.

Allora, finiamola con l’ipocrisia che vi vede poi andare in processione dal dottor Raffaele Cantone o alla Funzione Pubblica per chiedere un’applicazione ad hoc o peculiare delle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione. Se non siete in grado di funzionare a norma di legge, accorpatevi o vi accorpi il Ministero vigilante o Renzi in persona!

Avete dato indicazione ai vostri ordini provinciali di nominare il responsabile dell’anticorruzione tra i componenti degli organi d’indirizzo politico-amministrativo, consapevoli che è fuori da ogni logica e norma di legge(controllati e controllori appassionatamente insieme).

Finiamola con l’ipocrisia del reclamare il ruolo di sussidiarietà nei confronti dello Stato e con la vostra collocazione di diritto in organi tecnici e consultivi dello Stato (come ad esempio il Consiglio superiore di Sanità). Il vostro ruolo è a tutela della collettività e della salute pubblica? Ebbene, comportatevi come una qualsiasi pubblica amministrazione!

Ci sono emendamenti e dichiarazioni nelle aule del Senato che dimostrano il vostro imperante conflitto d’interesse, rispetto al quale in alcuni casi può ravvisare addirittura l’abuso d’ufficio laddove voi, in virtù della carica di senatori, non scordatelo, siete anche pubblici ufficiali e avete il dovere di rispettare l’art. 97 della Costituzione! Ci sono emendamenti o dichiarazioni attraverso cui viene addirittura chiesta una deroga nell’applicazione della trasparenza e dell’anticorruzione, nonostante tali orme si applichino a tutte le partecipate o controllate o vigilate dalla Pubblica Amministrazione. Perché mai la prevenzione della corruzione vi indispettisce così tanto? Perchétemete la trasparenza?

La norma citata dal Senatore Bianco e che consente alle cariche in corso di non risolvere l’incompatibilità comunque esistente, è un obbrobrio anticostituzionale (fatta in piena estate e in sordina), discutibile sotto molteplici aspetti, e che non risolve un problema di fondo: i senatori Bianco, Silvestro, Mandelli e Lettieri sono INCOMPATIBILI!

Deputati M5S in commissione Affari Sociali

_4_SENATORI_INCOMPATIBILITA'_ANTICORRUZIONE_15_12_2014