Senatrice/Presidente Silvestro quando si dimette?

Le professioni sanitarie e il  comma 566 della Legge di stabilità 2015
C’è una partita che si sta giocando sulle competenze e responsabilità delle professioni sanitarie che in realtà ha il sapore del conflitto d’interesse.
Andiamo con ordine:

Il comma 566 della Legge di stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014 , n. 190) è salutato con magnificenza dalla Senatrice/Presidente Ipasvi Annalisa Silvestro.
Il giudizio espresso a riguardo svela chiaramente l’ennesimo conflitto d’interesse.
La Senatrice/Presidente (che non ha l’indipendenza sufficiente per valutare questo nuovo disposto normativo) 
afferma:

Si tratta di una norma importantissima, alla stregua della L. 42/99 che apre la strada, anzi, la delinea senza possibilità di diverse interpretazioni, alla figura dell’infermiere specialista in sei distinte aree di sviluppo, prevedendo per le nuove figure dei percorsi formativi post universitari dedicati”.

Il comma 566 non delinea niente di tutto ciò e testualmente recita:
566. Ferme restando  le  competenze  dei laureati  in  medicina  e chirurgia  in  materia  di  atti   complessi   e   specialistici   di prevenzione, diagnosi, cura e terapia,  con  accordo  tra  Governo  e regioni, previa concertazione  con  le  rappresentanze  scientifiche, professionali e sindacali  dei  profili  sanitari  interessati,  sono definiti i ruoli, le competenze,  le  relazioni professionali  e  le responsabilità individuali  e  di  equipe  su  compiti,  funzioni  e obiettivi delle professioni sanitarie  infermieristiche,  ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione,  anche  attraverso percorsi formativi complementari. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a carico della  finanza pubblica.

L’indipendenza di giudizio probabilmente avrebbe portato la rappresentante degli infermieri ad alzare le barricate dinanzi ad un comma che in realtà rappresenta una “marcatura del territorio” delle competenze a tutto vantaggio dei medici. Per la prima volta si mette nero su bianco che (in materia di atti complessi e specialistici) la prevenzione, la diagnosi, la cura e la terapia appartengono ai laureati in medicina estromettendo di fatto i ruoli, le competenze, le relazioni professionali e le responsabilità individuali (e di equipe) delle professioni sanitarie NON mediche. Insomma altro non è che “l’auspicata definizione di atto medico“, mai esistita prima d’ora e fortemente voluta dai medici.

Il comma 566 definisce oltretutto l’atto medico in maniera decisamente amplificata e “concede” confini potenzialmente infiniti: laddove per esempio manca una contestuale e chiara definizione di atto complesso e specialistico, la riserva ai medici degli “atti specialistici” fa quasi ritenere che siano escluse per le professioni sanitarie proprio le “competenze specialistiche” inneggiate dalla Silvestro.
Con la conquista della laurea specialistica o con i numerosi master attivati e tenendo conto dell’evoluzione formativa delle professioni sanitarie di quest’ultimo decennio, le competenze dovrebbero essere peraltro cosa già acquisita.

Cosa fa invece la senatrice/presidente con il comma 566? Resetta tutto e parla di ulteriori percorsi formativi e complementari. Viene spontaneo chiedersi “In riferimento a cosa? e a quali competenze?”

Se la lettura delle norme (soprattutto in Italia) sembra sempre ambigua o liberamente re-interpretabile spieghi dunque la Senatrice Presidente, i seguenti punti di seguito descritti:

L’Accordo Stato – Regioni del 7 febbraio 2013, (concernente la definizione delle attività delle professioni sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale) prevedeva a tutela della salute, di demandare al Consiglio Superiore di Sanità la ricognizione delle attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione riservate alle professioni sanitarie (regolamentate ai sensi della normativa vigente) al fine di garantire la corretta informazione dell’utenza. Soltanto in seguito sarebbero stati sanciti con un ulteriore Accordo Stato/Regioni la declinazione delle singole attività riservate alle professioni sanitarie, ascrivibili, rispettivamente, alla diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione.
In tale accordo era scritto nero su bianco: “
Le parti convengono, fin d’ora, che le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione sono riservate alle professioni sanitarie.”

Alla luce di ciò, la senatrice/presidente Silvestro non ritiene che il comma 566 della Legge di Stabilità abbia definitivamente ribaltato la questione, peraltro dopo un lungo braccio di ferro con i medici che si opponevano ai redigendi accordi sulle competenze avanzate degli infermieri e che erano già in dirittura di arrivo (oltre ad essere stati ripetutamente bloccati)? Non ritiene che il comma 566 abbia definitivamente “defenestrato” quanto convenuto in sede di “Stato Regioni” nel febbraio 2013 ovvero che le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione sono riservate alle professioni sanitarie, senza distinzione alcuna tra medici e non?

Mentre le aule del Parlamento erano impegnate nel tour de force di approvazione della Legge di Stabilità, Lei in qualità di senatrice approvava, (senza emettere un fiato) il comma  566 e contestualmente (in data 9/12/2014) sempre Lei, in qualità stavolta di Presidente IPASVI/componente del CSS, si alzava “piccata” dal tavolo tecnico presso il Consiglio Superiore di sanità. Quest’ultimo infatti, in ossequio all’accordo Stato Regioni sopra citato, doveva ridefinire le competenze delle professioni sanitarie mentre: la sua risposta è stata quella di abbandonare la riunione paventando la reintroduzione del “mansionario”.
Perché ha lasciato il tavolo tecnico del CSS se riteneva che la il comma 566 apriva straordinariamente la strada alle competenze specialistiche degli infermieri? Non ritiene che quel tavolo tecnico avrebbe avuto in realtà un senso se l’accordo, non fosse stato bypassato e cambiato nella sostanza proprio dal comma 566 che ha chiarito entro quali confini devono essere definite le competenze delle professioni sanitarie ovvero ferme 
restando le competenze dei medici in  materia  di  atti   complessi   e   specialistici   di prevenzione, diagnosi, cura e terapia?

Senatrice/presidente Silvestro non ritiene che questo suo doppio ruolo, incompatibile per legge, Le impedisca di leggere con “serenità” la portata scellerata per le professioni sanitarie di questo comma 566?

Quando si dimette?

 

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SANITÀ, ORDINI E CONFLITTI D’INTERESSI: UN POZZO SENZA FONDO

Senatrice del PD Annalisa Silvestro, risponda! Ministro della Salute Beatrice Lorenzin vigili e chiarisca! Presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenga!

Il caso in questione, che finalmente sta cominciando a circolare in modo sempre più consistente sui media, è il seguente: un’infermiera, Marcella Gostinelli, chiede alla propria Federazione, l’IPASVI, ente pubblico non economico, di adeguarsi alle norme sulla trasparenza aprendo così unospaccato inquietante sulla realtà degli ordini professionali che, per occultareun giro di rilevanti interessi economici e numerosi conflitti d’interesse, non si adeguano alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione.

L’infermiera chiede alla senatrice del PD Annalisa Silvestro (che dell’Ipasvi èpresidente) trasparenza relativamente alla dichiarazione dei redditi 2012 della senatrice, dalla quale risulta un reddito di 221.000 euro quale presumibile cumulo di due redditi di natura pubblica.

Inoltre nella missiva Gostinelli fa rilevare come Silvestro sia socia fondatrice di Pro.Me.Sa, un’associazione solo apparentemente senza fini di lucro ma che, in realtà, si pone come intermediario, presumibilmente per un broker assicurativo, tanto da incassare i premi assicurativi dei singoli infermieri ovvero “l’importo di 48 Euro sul un conto corrente postale intestato a Pro.Me.Sa, inserendo nella causale “RC IPASVI Anno 2011 e Cognome e Nome dell’infermiere assicurato”. Una procedura, sottolineiamo, che avrebbe dovuto prevedere una gara a evidenza pubblica, cosa che non risulta.

Come è possibile che Silvestro. un’infermiera, dipendente pubblico, possa avere percepito due stipendi la cui entità è chiaramente dirigenziale? Come è possibile che lo stesso soggetto sia anche un Senatore della Repubblica e possa, al contempo, ancora essere Presidente di un ente pubblico non economico? Come è possibile che la senatrice del PD Silvestro possa occuparsi in Parlamento di materia assicurativa presentando, insieme al collega senatore Amedeo Bianco (a sua volta Presidente di un ente pubblico non economico, ovvero della FNOMCEO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) un disegno di legge che all’articolo 9prevede l’obbligo assicurativo per i professionisti sanitari e, nel contempo, direalizzare convenzioni assicurative per i propri iscritti, senza peraltro espletare apposite gare pubbliche? Come è possibile che, sempre la medesima senatrice Annalisa Silvestro possa anche rappresentare gli infermieri al tavolo tecnico sulle assicurazioni dei professionisti della sanitàoperante preso il Ministero della Salute?

Sul sito della Federazione IPASVI è miracolosamente scomparso il link dove fino a poco tempo fa venivano riportate le convenzioni assicurative IPASVI, ma ne è comunque rimasta traccia in alcuni siti dei Collegi provinciali degli infermieri. Questo, nonostante il fatto che Silvestro, in qualitò di presidente dell’IPASVI, incalzata dallo scandalo, avesse invitato, con circolare n. 6/2014 del 3 marzo 2014, tutti i collegi provinciali “a eliminare dai propri siti web e da altre comunicazioni, ogni collegamento esistente fra le polizze assicurative in essere e l’IPASVI o la Willis Italia spa.”

Senatrice Annalisa Silvestro, Presidente Ipasvi e socia fondatrice di Pro.Me.Sa nonché componente del Consiglio Superiore di Sanità, non pensa che sia il caso risolvere i suoi conflitti d’interesse rinunciando a quelle cariche che sisovrappongono? Non pensa che lei debba rispondere non solo all’infermiera Gostinelli, nei cui confronti è stato chiesto di avviare un procedimento disciplinare, ma anche a tutti i 400 mila infermieri italiani, oltre a tutti i cittadini, di cui lei è rappresentante?

Al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiediamo se non ritenga di dover realmente vigilare sugli ordini professionali e di azzerare il tavolo tecnicosulle assicurazioni professionali, all’interno del quale siedono personalità con palesi conflitti d’interesse. Chiediamo inoltre di accertare l’adeguamento da parte degli ordini professionali a tutte le norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione. Invece di commissariare l’ISS, forse sarebbe più opportuno e urgente commissariare questi enti, che gestiscono somme ingenti in forza di un potere para-tributario e impositivo. Al ministro Lorenzin, infine, chiediamo se non ritenga di dovere ripensare il suo DDL di riforma delle professioni sanitarie, che continua non solo a salvaguardare ma anzi a rafforzare il potere lobbistico di questo ordini.

Al presidente del Consiglio, invece, diciamo: piuttosto che concentrarsi sunefande riforme costituzionali, metta in campo strumenti adeguati contro lacorruzione e i conflitti d’interesse.