SAN RAFFAELE OLBIA: STIAMO VENDENDO L’ANIMA AL QATAR?

La scorsa settimana il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu, deputato sardo di Scelta Civica, ha proposto alla commissione stessa di partire in”missione” per approfondire l’acquisto dell’ormai fallito ex Ospedale San Raffaele di Olbia (a sua volta coinvolto nel dissesto economico del San Raffaele di Milano) da parte di una fondazione del Qatar, che ha stretto un un accordo finanziario con la Regione Sardegna.

Questa vicenda ha dei bizzarri protagonisti: un fallimento eccellente e chiacchierato, un piano d’investimento da un miliardo e 200 milioni di euro da parte di un emiro arabo, accordi presi nel Qatar dal Governo Letta, un decreto Renzi ad hoc del 21 maggio 2014, un (nuovo) privato accreditato, posti letto in deroga alla spending review – mentre proseguono i taglia alla sanità pubblica -, una regione Sardegna che ha un assoluto bisogno di investimenti e di posti di lavoro.

Ci siamo trovati a dover decidere se partecipare ad un missione che rischiava di trasformarsi in una passerella o rinunciare ad indagare su gestioni poco chiare. Al fine di far comprendere da subito la nostra posizione, ci siamo fatti precedere da un’interrogazione a risposta scritta:

Ecco quello che abbiamo capito e denunciato al termine della visita in Sardegna:

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INTERVISTA PRESSTV. RENZIE CAMERIERE DI MERKEL E SCHULTZ

Intervista PressTV:  “Possiamo dire che Il processo di finanziarizzazione delle economie e delle società è avvenuto in circa 50 paesi del mondo avendo molte ripercussioni a livello politico. Esso porta con sé una progressiva erosione della sfera pubblica e dello Stato come ente regolatore della vita pubblica e delle sorti dei cittadini. L’economia, soprattutto nella sua versione finanziaria, domina sulla politica e ne detta l’agenda. I politici di professione, di conseguenza, abdicano al compito di fare gli interessi dei cittadini e diventano i grassi maggiordomi di questi nuovi padroni. Così problemi economici quali il debito pubblico diventano degli strumenti efficacissimi per apportare riforme politiche. Poco importa se – e lo sanno tutti- un debito di oltre 2000 miliardi di euro non potrà essere ripagato (né potrà calare in rapporto al pil fino a scendere al 60% come richiesto dalla Ue). Il punto non è ripagare il debito, ma usare il debito per introdurre nuove misure volte a privatizzare, ridurre la spesa pubblica, tagliare sulla sanità, l’istruzione, la previdenza e i vari aspetti che compongono un sistema di stato sociale”. (altro…)

ROMA NON SI VENDE. 60 MILIARDI MALAFFARE IN ITALIA. NO ALLE LOBBY DELLE PRIVATIZZAZIONI

Signora Presidente, oggi siamo qui per salvare veramente Roma dalla svendita, dal vostro Salva-Roma, che si dovrebbe chiamare svendi-Roma, che pone dei soprusi su tutti quei servizi, dall’acqua, ai trasporti, ai rifiuti, proprio tutti quei punti decisi da 27 milioni di cittadini, che avevano detto di farli tornare pubblici e partecipati, e non delle Spa divoratrici e devastatrici, con soprusi finanziari, per un’economia pubblica e partecipata che possa essere lontana dal profitto, un profitto generato da nomi che abbiamo incominciato a conoscere e che abbiamo il coraggio di dire: Caltagirone, Tonelli, Tagliaferri.

Stiamo preparando un elenco: cerchiamo di vedere quello che ci minaccia il bene della collettività.

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