Mattarella o muerte!

Ma nella preparazione della Costituzione il governo non ha alcuna ingerenza: il governo può esercitare per delega il potere legislativo ordinario, ma, nel campo del potere costituente, non può avere alcuna iniziativa neanche preparatoria. Quando l’assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell’assemblea sovrana.” 
Piero Calamandrei in “Come nasce la nuova Costituzione” 1947.

 

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, accompagnato dalla damigella Maria Elena Boschi, non solo si è arrogato l’iniziativa di un disegno di legge di riforma costituzionale dai connotati di una “costituente”  ma ha platealmente dettato diversi diktat per contingentare  tempi  e imporre valutazioni di merito. Il tutto in forza di un potere dichiarato incostituzionale dalla Consulta: l’illegittimo premio di maggioranza.

I due sodali praticano  liberamente incursioni, anche notturne e con fare da bullo, nelle aule del Parlamento, incursioni atte  a vigilare sui tempi e a respingere emendamenti che siano ritenuti contrari alla volontà del Governo.  

E’ evidente il grave  vulnus alla nostra repubblica parlamentare,  non già e non solo su qualche articolo della nostra Costituzione, ma sul suo spirito e sulla sua essenza  e le parole di Calamandrei chiaramente indicano quale rischio, quale ferita  e quale menomazione Renzi e il suo governo stanno perpetrando alla nostra Carta costituzionale.

Una menomazione generata  per mano dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, non solo ha apposto la sua firma al disegno di legge del Governo, ma ha addirittura permesso e condizionato la sua rielezione proprio al realizzarsi di tali riforme, generando un corto circuito costituzionale di proporzioni gigantesche.

Non pago del tentativo gravissimo e fortunatamente fallito di costituire “una commissione di tecnici non facenti parte dell’assemblea” , tentativo biasimato in tempi non sospetti già dal Calamandrei, si è prestato ad una intensa opera di sobillazione delle riforme prima sull’allora Presidente del consiglio Letta e poi sull’attuale Presidente  Renzi.

“Questo metodo di lavoro (riferito alle numerose sottocommissioni non è stato senza inconvenienti: il rischio maggiore è stato quello di far perdere alle varie commissioni, ognuna delle quali ha dovuto lavorare per conto sua a una parte ristretta della Costituzione, la visione d’insieme dei problemi costituzionali. Se la costituente dev’essere un organismo vivo, in cui tutte le parti rispondono a un’unica ispirazione politica, è difficile fabbricarla a pezzi separati con la riserva di metterli insieme soltanto alla fine: quando si arriverà a “smontare” questi pezzi usciti da diverse officine, potrà accadere che ci si accorga che gli ingranaggi non combaciano e che le giunture del motore non coincidono: e potrà occorrere qualche ritocco per metterlo in moto. Ma come si poteva fare altrimenti? Se si fosse affidata al governo, o magari a una commissione di tecnici non facenti parte dell’assembleala preparazione del piano la sovranità dell’assemblea sarebbe stata menomata: il tema delle discussioni le sarebbe stato suggerito dal di fuori. Così si potrà dire invece che la nuova democrazia italiana è morta per intero, senza inframmettenze e senza suggerimenti esterni, dal di dentro dell’assemblea popolare.”
Piero Calamandrei in “Come nasce la nuova Costituzione” 1947.

La Costituzione riconosce  al Presidente della Repubblica il potere di autorizzare i disegni di legge d’iniziativa governativa  proprio con il precipuo intento di vigilare, a tutela della Costituzione, affinché  l’attività legislativa del Governo non debordi dai confini esecutivi che la Costituzione complessivamente attribuisce a tale organo.

Questa riforma costituzionale si poggia su pericolose fondamenta anticostituzionali: il premio di maggioranza del partito democratico , la firma di un presidente della Repubblica incostituzionalmente rieletto e l’incostituzionale iniziativa legislativa del Governo in ambito costituente.

Queste fondamenta anticostituzionali sono poi puntellate proprio da coloro che, quali massime cariche dello Stato,  avrebbero il prioritario ruolo di essere garanti della Costituzione. E invece assistiamo a violazioni regolamentari e forzature senza precedenti da parte dei Presidenti delle aule parlamentari, che pure avrebbero il sacrosanto dovere di tutelare le prerogative del parlamento!

Napolitano si è dimesso dopo nove anni. La Corte costituzionale dura nove anni, un periodo che i costituenti  (è scritto anche sul sito della Corte costituzionale) hanno volutamente concepito maggiore rispetto a quello di tutti gli altri organi costituzionali, ivi incluso il Presidente della repubblica, al fine di garantire la massima indipendenza di quei 15 giudici che si trovano a decidere in ultima istanza sulla costituzionalità delle leggi e sugli attentati alla Costituzione. Allora mi domando quale garanzia e indipendenza può oggi essere assicurata dinanzi alle nomine fatte da un Presidente della repubblica che si è mosso incredibilmente fuori dalla Costituzione, nominando spregiudicatamente giudici, saggi, governi non eletti e accondiscendendo ad una sua abnorme rielezione?

Solo uno scioglimento immediato del Parlamento può disinnestare il corto circuito costituzionale  in cui ci troviamo e cancellare le derive illiberali  che da tale corto circuito inevitabilmente discendono e che rischiano di portare alla morte della nostra Repubblica parlamentare.

All’attuale Presidente della repubblica Sergio Mattarella spetta il compito. Mattarella o muerte!

 

M5S CHIAMA, CANTONE RISPONDE

“Il MoVimento 5 Stelle, per fare cosa utile per l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha effettuato dei controlli sui Direttivi degli Ordini Professionali appartenenti al Comitato Unitario delle Professioni. La CUP associa privatamente (?) ben 17 Ordini Professionali – sanitari e non – in qualità di Enti Pubblici non economici, soggetti al d.lgs. 39/2013 sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni.
Tra loro quattro parlamentari i senatori Andrea Mandelli (Fi-Pdl, 17 cariche, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti), Luigi D’Ambrosio Lettieri (Fi-Pdl, 13 cariche, presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bari), Amedeo Bianco (Pd, 7 cariche, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) e Annalisa Silvestro (Pd, 3 cariche, Presidente della Federazione Nazionale Collegi Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia)

Durante l’indagine il MoVimento 5 Stelle ha scoperto ben 68 organi direttivi d’indirizzo politico professionale che ricoprono però contemporaneamente importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 “poltrone” occupate, con una media di circa sei cariche per ciascun professionista con punte che arrivano fino a 20, probabilmente incompatibili tra loro.

Quindi il Movimento 5 stelle ha fatto 10 domande a Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che potete leggere QUI.

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A distanza di poche ore, il dottor Cantone ha risposto ai nostri quesiti con questo documento:

“In relazione alle questioni sollevate dai Deputati del M5S, e non ritenendo opportuno entrare nel merito dei singoli casi, mi preme sottolineare che L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha già adottato una delibera, la n°145 del 2014 consultabile all’indirizzo www.anticorruzione.it, che stabilisce, in maniera chiara, come tutti gli Ordini ed i Collegi professionali siano soggetti all’applicazione delle norme previste sia dalla legge anticorruzione (190 del 2012) che dal decreto legislativo in materia di trasasparenza (33 del 2013).

Questi enti, pertanto, dovranno predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della Trasparenza e adottare il Codice di comportamento del dipendente pubblico, nonché nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione e adempiere agli obblighi in materia di trasparenza, attenendosi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi previsti dal decreto legislativo 39 del 2013.
La delibera prevede che, nei prossimi trenta giorni, l’Autorità eserciti i poteri di vigilanza sul rispetto dell’obbligo prima richiamati da parte degli in questione.”
Raffaele Cantone

Il M5S lo ringrazia sentitamente: la sua disponibilità e celerità sono solo l’ennesimo segnale della professionalità e passione che il presidente dell’Anac mette nel suo lavoro al servizio delle istituzioni. Dalle sue parole di replica emergono chiaramente due elementi, che non possono essere messi in discussione:

1) Tutti gli Ordini e Collegi professionali sono soggetti alle norme contenute sia nella legge anticorruzione (190/2012), sia nel decreto legge sulla trasparenza (33/2013).
2) In base a quanto contenuto in una recente delibera dell’ANAC, nei prossimi 30 giorni l’Autorità dovrà vigilare sul rispetto dell’obbligo, da parte di Ordini e Collegi, di predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il

Piano triennale della trasparenza, di adottare il codice di comportamento del dipendente pubblico e di nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione.
In sostanza, non si può sfuggire. Questi enti, nonostante i tentativi messi in campo per eludere la legge, si devono “mettere in pari”.
Ci preme di rivolgere al Dottor Cantone una precisazione. Nella lettera da noi inviata all’ANAC abbiamo fatto riferimento ad alcuni soggetti, che siedono anche in Parlamento, rispetto ai quali valutiamo esistano gli estremi dell’incompatibilità-inconferibilità di incarichi. La decisione di fare nomi e cognomi non è stata casuale, ma poggia sul principio in base al quale l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha il compito di esprimere le proprie valutazioni anche rispetto ai singoli casi. Ci auguriamo dunque che le questioni da noi sollevate in breve tempo saranno oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dell’ANAC. Per quanto attiene le nostre facoltà, manterremo alta l’attenzione su questi temi anche in sede parlamentare e offriamo al dottor Cantone il nostro sostegno e la nostra piena disponibilità a collaborare”.

Deputati del M5S in Commissione Affari Sociali

IMPOSIMATO SU LORENZIN

“La Ministra Beatrice Lorenzin ha detto a Napoli, il 29 set 2014 che in Campania deve partire “una grandissima campagna sugli stili di vita”, perché esiste “un tema vero di cattive abitudini: troppo fumo, alcool e cibo grasso” che rappresentano “la prima causa di cancro”. La colpa dei tumori sarebbe del modo sbagliato di nutrirsi dei campani. Dissentiamo nettamente dalla diagnosi della Lorenzin che è un’offesa inaccettabile per i malati di cancro.

Ella è incorsa nella colpevole sottovalutazione della causa vera del dilagare dei tumori in Campania. Le inchieste dell’Espresso e della Voce della Campania e le migliaia di morti di tumore di questi anni dicono tutt’altra cosa: i tumori sono stati causati da inquinamento dovuto a rifiuti tossici e nocivi provenienti dal Nord.”

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“La Ministra Beatrice Lorenzin ha detto a Napoli, il 29 set 2014 che in Campania deve partire “una grandissima campagna sugli stili di vita”, perché esiste “un tema vero di cattive abitudini: troppo fumo, alcool e cibo grasso” che rappresentano “la prima causa di cancro”. La colpa dei tumori sarebbe del modo sbagliato di nutrirsi dei campani. Dissentiamo nettamente dalla diagnosi della Lorenzin che è un’offesa inaccettabile per i malati di cancro.

Ricordiamo alla Ministra Lorenzin che lei dovrebbe conoscere uno studio del Ministero della salute in Lancet che indica che la popolazione della Campania ha più del doppio dei casi di leucemia e di altri tumori riscontrati in Italia. Le aziende camorristiche che trattano i rifiuti, riescono a fare offerte del 90 per cento inferiori a quelle fatte dalle aziende oneste, e ciò al fine di ottenere vantaggiosi contratti in tutta Italia, a scapito della salute e del diritto alla vita di migliaia di cittadini ignari ed impotenti.”

Pagina di Ferdinando Imposimato

Pagina di Massimo Enrico Baroni

INTERVISTA PRESSTV. RENZIE CAMERIERE DI MERKEL E SCHULTZ

Intervista PressTV:  “Possiamo dire che Il processo di finanziarizzazione delle economie e delle società è avvenuto in circa 50 paesi del mondo avendo molte ripercussioni a livello politico. Esso porta con sé una progressiva erosione della sfera pubblica e dello Stato come ente regolatore della vita pubblica e delle sorti dei cittadini. L’economia, soprattutto nella sua versione finanziaria, domina sulla politica e ne detta l’agenda. I politici di professione, di conseguenza, abdicano al compito di fare gli interessi dei cittadini e diventano i grassi maggiordomi di questi nuovi padroni. Così problemi economici quali il debito pubblico diventano degli strumenti efficacissimi per apportare riforme politiche. Poco importa se – e lo sanno tutti- un debito di oltre 2000 miliardi di euro non potrà essere ripagato (né potrà calare in rapporto al pil fino a scendere al 60% come richiesto dalla Ue). Il punto non è ripagare il debito, ma usare il debito per introdurre nuove misure volte a privatizzare, ridurre la spesa pubblica, tagliare sulla sanità, l’istruzione, la previdenza e i vari aspetti che compongono un sistema di stato sociale”.

Video con Massimo Enrico Baroni intervistato dalla Televisone Web Iranian dal nome PressTV 

“Possiamo dire che Il processo di finanziarizzazione delle economie e delle società è avvenuto in circa 50 paesi del mondo avendo molte ripercussioni a livello politico. Esso porta con sé una progressiva erosione della sfera pubblica e dello Stato come ente regolatore della vita pubblica e delle sorti dei cittadini. L’economia, soprattutto nella sua versione finanziaria, domina sulla politica e ne detta l’agenda. I politici di professione, di conseguenza, abdicano al compito di fare gli interessi dei cittadini e diventano i grassi maggiordomi di questi nuovi padroni. Così problemi economici quali il debito pubblico diventano degli strumenti efficacissimi per apportare riforme politiche. Poco importa se – e lo sanno tutti- un debito di oltre 2000 miliardi di euro non potrà essere ripagato (né potrà calare in rapporto al pil fino a scendere al 60% come richiesto dalla Ue). Il punto non è ripagare il debito, ma usare il debito per introdurre nuove misure volte a privatizzare, ridurre la spesa pubblica, tagliare sulla sanità, l’istruzione, la previdenza e i vari aspetti che compongono un sistema di stato sociale”.

Qui alcune battaglie del #m5s in merito al #fiscalcompact e il #mes:

https://www.facebook.com/MassimoEnricoBaroni/photos/pb.448758195190127.-2207520000.1404383456./636487893083822/?type=3&theater

https://www.facebook.com/MassimoEnricoBaroni/photos/pb.448758195190127.-2207520000.1404575508./636709546394990/?type=3&theater

VI MUNICIPIO: M5SOCCORSO. ISPEZIONE AGLI OSPEDALI DI TOR VERGATA E CASILINO

M5SOCCORSO. Ceeerto: c’è da aggiungere che il primario del pronto soccorso dott. Romeo ha una visione totalmente “ospedalocentrica” della sanità prontamente rimproverato durante la visita da uno dei “Mr Sanità” di Roma, il Prof. Simonetti ordinario di Radiologia di Tor Vergata (anche genero di Ciarrapico), collocato politicamente a destra, e Presidente della Ia sezione dell’Istituto Superiore di Sanità.

Non si muove foglia al Policlinico di Tor Vergata che Simonetti non voglia.

C’è il serio sospetto che qualsiasi direttore generale dell’ospedale e/o dell’ASL RMB non potrà mai opporsi a tanta concentrazione di potere, nemmeno decidessero per il bene dei cittadini, se vanno contro gli interessi di Simonetti.

Riusciranno i nuovi direttori generali a lavorare x i cittadini e non per assecondare i poteri forti?

Leggi l’articolo del Giornale Web Roma Today

Un’ispezione a sorpresa per valutare le condizioni dei Pronto soccorso del Policlinico Casilino e del Policlinico di Tor Vergata: venerdì scorso, un gruppo di parlamentari del M5S ha visitato le due strutture, dopo le numerose segnalazioni di associazioni, comitati e cittadini. Il blitz faceva parte di un’operazione coordinata, che ha coinvolto consiglieri regionali, municipali, comunali, deputati e senatori del Movimento 5 Stelle eletti nel Lazio, che si sono recati in alcuni Pronto Soccorso di Roma e provincia. In serata i portavoce sono andati anche al San Camillo. Il gruppo, composto dai portavoce alla Camera Massimo Enrico Baroni e Luca Frusone, dalla portavoce al Senato Paola Taverna e dal portavoce al Consiglio regionale Gianluca Perilli​, ha raccolto, attraverso schede ad hoc, le osservazioni degli utenti e le criticità rilevate nelle due strutture, tra cui i tempi di attesa, la carenza di posti letto e di personale.

282931_448758391856774_1930526181_n-2“Uno dei grossi problemi del Policlinico di Tor Vergata, come degli altri ospedali in condizioni di criticità a Roma e in Provincia, è che non si riesce ad effettuare ‘Medicina di Elezione’, ossia tutti quegli interventi ad alta ed altissima specializzazione medica”, spiega Massimo Enrico Baroni, portavoce del M5S alla Camera dei Deputati. “Nel Pronto soccorso di Tor Vergata, il capo del Dipartimento di Cardiologia e dell’Area Emergenza, Franco Romeo, ci ha precisato l’esistenza di una macchina Tac non utilizzata e che tutte le altre macchine per diagnosi sono sottoutilizzate – prosegue Baroni –. Inoltre ci sono 2 sale emergenza che potrebbero diventare all’urgenza sale operatorie. Come ci ha spiegato il Prof. Romeo, i tempi di attesa sono la maggiore criticità insieme alla carenza di personale: ritiene necessario avere 20 infermieri e un numero maggiore di anestesisti e cardiologi. La struttura inoltre esegue circa 400 interventi su infarto all’anno, mentre al San Camillo gli interventi sono appena 160. Entrambi hanno reparti noti per il loro funzionamento, ma i loro posti letto non sono gestiti in maniera programmatica, perché vengono riempiti da ricoveri di Pronto soccorso.

Il primario del Pronto Soccorso Casilino, Adolfo Pagnanelli, ha affermato che le maggiori criticità sono nei posti letto: a fronte di 18mila accessi, tra Casilino, Tor Vergata e Pertini, esistono solo 900 posti letto. Il Dott. Pagnanelli ha precisato anche l’esistenza di un problema di povertà della famiglia: molte persone non possono farsi carico di un familiare malato e ricorrono al Pronto Soccorso di queste tre strutture e al ricovero anche con codice verde. Quindi l’assenza di programmazione sanitaria e socio sanitaria fa si che il Pronto soccorso diventi un collo di bottiglia di tutti i casi di post acuzia e subacuzia, che non vengono direttamente trattati, malattie croniche che si riacutizzano a fronte di mancanza di presa incarico dei servizi di riabilitazione. L’ovvia conseguenza è l’intasamento dei Pronto Soccorso, che sopperiscono all’assenza di programmi distrettuali e municipali di sanità di iniziativa.

Articolo del Giornale Web Roma Today

 

Video del #M5S soccorso realizzato dalla Televisione Web Tiburno.tv – Blitz del Movimento5stelle nei pronto soccorso del Lazio 

Una serie di visite ispettive nei pronti soccorso del Lazio per verificare le condizioni di criticità segnalate da associazioni, comitati e cittadini sono state condotte il 17 Gennaio 2014 dai consiglieri regionali (Perilli, Barillari e Porello), municipali, comunali, deputati e senatori del Movimento 5 Stelle eletti nei Pronto Soccorso del Lazio. Della delegazione fanno parte i parlamentari Baroni, Taverna, Di Battista, Lombardi, Daga, Bernini, Iannuzzi, Frusone, e Simeoni