Lega Nord e AIFA, dimmi che nomina vuoi e ti dirò che Ruspa sei…

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La mania di  fare carriera una volta indagato e accaparrarsi poltrone è nel metodo della Lega Nord, uno dei partiti alleati storici di Berlusconi, il pluricondannato.

La Kasta si accomoda sempre di più nelle poltrone pubbliche e vi pare che potesse mancare l’AIFA?

L’Agenzia Italiana del Farmaco  autorizza, controlla i farmaci immessi sul mercato in Italia, ne garantisce la loro qualità, la loro sicurezza, e il giusto prezzo di mercato per il SSN.

La Lega Nord ci vuole tenere  mani e piedi all’interno di questa Agenzia che ha dimostrato di non essere una agenzia di controllo diretta negli interessi dei cittadini ma di interessi altri, in grave assenza di trasparenza.

In Italia il settore farmaceutico muove 26 miliardi di euro e, a nostro avviso, la gestione dell’AIFA si è dimostrata distorta.

Il Movimento 5 Stelle, già da febbraio di quest’anno, ha messo al corrente la Procura di Roma e l’Antitrust di una “manovrina” dell’AIFA che aggira le norme sulla concorrenza,  avvantaggiando di fatto una società farmaceutica e  non i conti pubblici.

Le nostre proposte non mancano, fermare i “favori ai big Pharma” abbattendo  il costo della spesa farmaceutica  avrebbe fatto risparmiare 600 milioni di euro l’anno al Sistema Sanitario Nazionale.

La notizia dei “rebus degli incarichi sospetti” è quella sull’ennesima nomina di un indagato che tramite  interrogazioni parlamentari abbiamo denunciato e giri di valzer tra tecnici e politici.

Il sistema piace tanto al  leader del partito Salvini che ha una ruspa per tutto mentre ha il tappeto rosso per i suoi rappresentanti indagati da piazzare.

Tra un delirio e l’altro di Salvini non vorremmo scordarci della “carriera” del braccio destro di Maroni, il dr. Massimo Garavaglia, nominato il 26 maggio 2016, con atto della Presidenza del Consiglio, nuovo membro del consiglio di amministrazione dell’AIFA.

Il caro Garavaglia, forte di un indagine a suo carico in corso, riesce a cumulare ben tre incarichi nazionali: coordinatore degli assessori alle Finanze delle Regioni, presidente del Comitato di settore-sanità e membro del Cda Aifa. Mica male per un indagato.

Il nuovo membro dell’AIFA infatti è indagato per  turbativa d’asta e abuso d’ufficio, e da gennaio 2016 ha ricevuto un rinvio a giudizio dalla Procura di Milano.

Il procedimento è allacciato ad un altro processo già in corso che ha portato agli arresti domiciliari l’assessore regionale alla sanità lombarda Mario Mantovani famoso in un intercettazioni per presunte mazzette da 500 euro nascoste nel freezer.

Dovevano dirlo che il vero progetto è riempire il  “carroccio” di personaggi allineati con lo stesso sistema che fanno finta di combattere. Si alleano, colludono e fanno sermoni per convincere d’essere diversi.

Sarà il caso di ricordare ai  “Signori” che coprono polticamente i loro indagati, che i gesti di semplice “etica” non sono elementi accessori nella classe Dirigente.

 

affariitaliani.it

assistsanita.it

La lobby degli ordini professionali la fa da padrone anche su Cantone. Che delusione Cantone!

Con la delibera n. 1 del 9 gennaio 2015 Cantone getta un secchio d’acqua gelida sulle speranze che questo paese possa essere diverso.

Il 22 ottobre 2014 chiedemmo a Cantone  di rispondere ad un serie di quesiti in merito all’applicazione della normativa anticorruzione agli ordini professionali, riassunti nelle 10 domande pubblicate sul blog  .

A queste l’ANAC rispose con la  delibera n. 145 del 2014  chiarendo come tutti gli Ordini ed i Collegi professionali siano soggetti all’applicazione delle norme previste sia dalla legge anticorruzione (190 del 2012) che dal decreto legislativo in materia di trasparenza (33 del 2013),  attenendosi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi previsti dal decreto legislativo 39 del 2013.  Tuttavia non ritenne “opportuno entrare nel merito dei singoli casi” da noi denunciati (..)

Subito dopo rispondemmo con una lettera nella quale manifestavamo il nostro apprezzamento per la celeritá della risposta ma ribadimmo sui singoli casi dei parlamentari incompatibili che “nella lettera da noi inviata all’ANAC abbiamo fatto riferimento ad alcuni soggetti, che siedono anche in Parlamento, rispetto ai quali valutiamo esistano gli estremi dell’incompatibilità-inconferibilità di incarichi. La decisione di fare nomi e cognomi non è stata casuale, ma poggia sul principio in base al quale l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha il compito di esprimere le proprie valutazioni anche rispetto ai singoli casi.

Sui singoli casi non ricevemmo ulteriormente risposta alcuna.

Mentre una solerte risposta sul singolo caso è stata data con la sua delibera n. 1 del 9 gennaio 2015  alla nota del presidente dell’Ordine dei Farmacisti nonché senatore della Repubblica circa eventuali profili d’incompatibilità ai sensi del d. lgs 39/2013, nota acquisita dall’ANAC il 7 gennaio 2015 (è stata fornita risposta in soli 2 giorni!).

Le leggi italiane sono spesso liberamente e arbitrariamente interpretabili,  e spesso volutamente non chiare, ma il comma 1 dell’art. 11 del d. lgs 39/2013, come di rado accade, è di una chiarezza stupefacente: “Gli incarichi amministrativi di  vertice  nelle  amministrazioni statali, regionali e locali e gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello nazionale, regionale e locale, sono incompatibili con la carica di Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  Ministro, Vice Ministro, sottosegretario di Stato e  commissario  straordinario del Governo di cui all’articolo 11 della legge  23  agosto  1988,  n. 400, o di parlamentare.” L’art 1 del medesimo d. lgs 39/2013  chiarisce alla lettera  l)  che per «incarichi di amministratore di enti pubblici  e  di  enti privati in controllo  pubblico»,  s’intendono gli  incarichi  di  Presidente  con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato  e  assimilabili, di altro organo di  indirizzo  delle  attività  dell’ente,  comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di  diritto  privato  in controllo pubblico.

I Presidenti degli ordini professionali in questione hanno poteri gestionali diretti, hanno la rappresentanza legale, hanno potere di spesa, sottoscrivono contratti, fanno delibere a contrarre, firmano mandati di pagamento e firmano reversali d’incasso. Appare opportuno che il dr. Cantone legga con attenzione la legge istitutiva dell’ordine dei farmacisti, dei medici e degli infermieri, ovvero il Dlgs CpS 233/46 e il DPR 221/1950. Così come nell’ambito del potere che gli appartiene sarebbe stato opportuno verificare sui loro siti istituzionali se avessero tali poteri e acquisire agli atti tutta la documentazione utile ad esprimere un parere forse più ponderato.

Appare ovvia la conclusione della sua delibera, peraltro scoordinata dalle premesse e dai considerata, laddove dice che le incompatibilità di senatori  e deputati devono essere accertate dalle giunte delle rispettive camere di appartenenza. E’ chiaro che l’incompatibilità del Senatore è accertata dalla giunta del Senato, ma non già e non solo in base al d.lgs 39/2013 quanto piuttosto in base alla L. 60 del 1953 ed altre. Ed in tal senso su impulso del M5S il Presidente del Senato ha già investito la Giunta.

Ma l’incompatibilità del presidente di un Ordine che, ancorché eletto, assuma anche la carica di AMMINISTRATORE di un ente pubblico e che sia anche parlamentare da chi dovrebbe essere accertata se non dal responsabile dell’anticorruzione presente nell’Ordine e che agisce sulla base del d. lgs 39/2013 e sulla base delle delibere emanate dall’ANAC ovvero da Lei dr. Cantone? Lei dovrebbe vigilare sugli esatti e compiuti adempimenti dei responsabili della prevenzione della corruzione, che in questa maniera non potranno mai rilevare e contestare l’incompatibilità del presidente-amministratore di ente pubblico nonché parlamentare.

La riforma delle professioni sanitarie in discussione al Senato, il DDL Lorenzin neanche accenna a risolvere  questo problema di commistione tra indirizzo politico e gestione   così come non risolve il problema dei revisori dei conti eletti tra gli stessi iscritti all’Albo (medici o infermieri che fanno esercizio abusivo della professione di revisore dei conti).  Ancora compare la figura del tesoriere o del segretario che sono assolutamente in contrasto con la gestione amministrativa che discende dal d. lgs 165/2001. Questa controriforma vuole mantenere gli ordini provinciali nonostante non abbiano la capacità e la struttura adeguata per agire come un ente pubblico e garantire proprio la separazione tra gestione amministrativa e indirizzo politico. La maggior parte degli ordini provinciali non hanno dipendenti amministrativi e praticamente esistono solo le poltrone degli eletti (che evidentemente gestiscono totalmente  anche gli affari amministrativi ed economici, nonostante siano medici o infermieri);

E’ stata data indicazione agli ordini provinciali di nominare il responsabile dell’anticorruzione tra i componenti degli organi d’indirizzo politico-amministrativo, consapevoli che è fuori da ogni logica e norma di legge (controllati e controllori appassionatamente insieme) e al di fuori della obbligatoria separazione tra poteri gestionali e poteri politici.

La Federazione nazionale dei Farmacisti cui è indirizzata la sua delibera del 9 gennaio,  nonostante abbia un direttore generale che guadagna oltre € 200.000,00 l’anno, ha nominato come responsabile dell’anticorruzione un componente dell’indirizzo politico-amministrativo!

Questa storia è nata anche su impulso di una povera infermiera colpita da un procedimento disciplinare sollecitato dalla presidente/senatrice che oltre ad avere poteri gestionali ha anche un potere disciplinare che ha tentato di usare solo perché questa povera infermiera chiedeva più trasparenza e la risoluzione delle incompatibilità.

Questa storia è nata perché riteniamo stupefacente che un parlamentare possa risiedere contemporaneamente in altre 17 poltrone.

Questa storia è nata perché riteniamo che le lobby (alcuni veri e propri massoni) e gli interessi specifici non debbano godere di privilegi speciali contro gli interessi della collettività. Sono stati presentati diversi emendamenti, prefigurando addirittura un abuso d’ufficio, proprio da quei senatori/presidenti e con il precipuo vantaggio di aumentare la durata della loro carica da 3 a 4 anni oppure di derogare proprio alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione. Vogliono norme ad hoc e lo dichiarano nelle aule del parlamento, ignari che LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI!

Questa è la storia d’Italia che non vuole risolvere la corruzione e non vuole prevenirla, non vuole affrontare il problema del conflitto d’interessi, delle incompatibilità, della prescrizione, del falso in bilancio. Questa è la storia di questo triste paese che vuole la povera gente colpita da procedimenti disciplinari o denunce ma vuole i frodatori liberi di rubare.

Il 14 gennaio si riunisce la giunta delle elezioni del Senato e si riunisce anche la camera di consiglio del TAR di Roma cui l’ordine forense ha fatto ricorso proprio avverso la sua delibera n. 145/2014.

Questa sua nuova delibera rabbuia la serenità di questi prossimi giudicati.

Rabbuia noi e tutti coloro che speravano in lei dr. Cantone. Credevamo che la sua presenza rendesse possibile cambiare questo paese. Siamo sconcertati e sconfortati.

PER APPROFONDIRE

SANITÀ, ORDINI E CONFLITTI D’INTERESSI: UN POZZO SENZA FONDO

Senatrice del PD Annalisa Silvestro, risponda! Ministro della Salute Beatrice Lorenzin vigili e chiarisca! Presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenga!

Il caso in questione, che finalmente sta cominciando a circolare in modo sempre più consistente sui media, è il seguente: un’infermiera, Marcella Gostinelli, chiede alla propria Federazione, l’IPASVI, ente pubblico non economico, di adeguarsi alle norme sulla trasparenza aprendo così unospaccato inquietante sulla realtà degli ordini professionali che, per occultareun giro di rilevanti interessi economici e numerosi conflitti d’interesse, non si adeguano alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione.

L’infermiera chiede alla senatrice del PD Annalisa Silvestro (che dell’Ipasvi èpresidente) trasparenza relativamente alla dichiarazione dei redditi 2012 della senatrice, dalla quale risulta un reddito di 221.000 euro quale presumibile cumulo di due redditi di natura pubblica.

Inoltre nella missiva Gostinelli fa rilevare come Silvestro sia socia fondatrice di Pro.Me.Sa, un’associazione solo apparentemente senza fini di lucro ma che, in realtà, si pone come intermediario, presumibilmente per un broker assicurativo, tanto da incassare i premi assicurativi dei singoli infermieri ovvero “l’importo di 48 Euro sul un conto corrente postale intestato a Pro.Me.Sa, inserendo nella causale “RC IPASVI Anno 2011 e Cognome e Nome dell’infermiere assicurato”. Una procedura, sottolineiamo, che avrebbe dovuto prevedere una gara a evidenza pubblica, cosa che non risulta.

Come è possibile che Silvestro. un’infermiera, dipendente pubblico, possa avere percepito due stipendi la cui entità è chiaramente dirigenziale? Come è possibile che lo stesso soggetto sia anche un Senatore della Repubblica e possa, al contempo, ancora essere Presidente di un ente pubblico non economico? Come è possibile che la senatrice del PD Silvestro possa occuparsi in Parlamento di materia assicurativa presentando, insieme al collega senatore Amedeo Bianco (a sua volta Presidente di un ente pubblico non economico, ovvero della FNOMCEO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) un disegno di legge che all’articolo 9prevede l’obbligo assicurativo per i professionisti sanitari e, nel contempo, direalizzare convenzioni assicurative per i propri iscritti, senza peraltro espletare apposite gare pubbliche? Come è possibile che, sempre la medesima senatrice Annalisa Silvestro possa anche rappresentare gli infermieri al tavolo tecnico sulle assicurazioni dei professionisti della sanitàoperante preso il Ministero della Salute?

Sul sito della Federazione IPASVI è miracolosamente scomparso il link dove fino a poco tempo fa venivano riportate le convenzioni assicurative IPASVI, ma ne è comunque rimasta traccia in alcuni siti dei Collegi provinciali degli infermieri. Questo, nonostante il fatto che Silvestro, in qualitò di presidente dell’IPASVI, incalzata dallo scandalo, avesse invitato, con circolare n. 6/2014 del 3 marzo 2014, tutti i collegi provinciali “a eliminare dai propri siti web e da altre comunicazioni, ogni collegamento esistente fra le polizze assicurative in essere e l’IPASVI o la Willis Italia spa.”

Senatrice Annalisa Silvestro, Presidente Ipasvi e socia fondatrice di Pro.Me.Sa nonché componente del Consiglio Superiore di Sanità, non pensa che sia il caso risolvere i suoi conflitti d’interesse rinunciando a quelle cariche che sisovrappongono? Non pensa che lei debba rispondere non solo all’infermiera Gostinelli, nei cui confronti è stato chiesto di avviare un procedimento disciplinare, ma anche a tutti i 400 mila infermieri italiani, oltre a tutti i cittadini, di cui lei è rappresentante?

Al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiediamo se non ritenga di dover realmente vigilare sugli ordini professionali e di azzerare il tavolo tecnicosulle assicurazioni professionali, all’interno del quale siedono personalità con palesi conflitti d’interesse. Chiediamo inoltre di accertare l’adeguamento da parte degli ordini professionali a tutte le norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione. Invece di commissariare l’ISS, forse sarebbe più opportuno e urgente commissariare questi enti, che gestiscono somme ingenti in forza di un potere para-tributario e impositivo. Al ministro Lorenzin, infine, chiediamo se non ritenga di dovere ripensare il suo DDL di riforma delle professioni sanitarie, che continua non solo a salvaguardare ma anzi a rafforzare il potere lobbistico di questo ordini.

Al presidente del Consiglio, invece, diciamo: piuttosto che concentrarsi sunefande riforme costituzionali, metta in campo strumenti adeguati contro lacorruzione e i conflitti d’interesse.