ISTITUTO SUPERIORE di SANITA: Parere M5S sulla nomina del Prof. Ricciardi a Presidente

ricciardi-issQuesto il parere letto nel corso della seduta di Mercoledì 5 agosto 2015 della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.


 

Il M5S esprime il‭ ‬proprio‭ ‬parere negativo alla‭ ‬nomina proposta dal Ministro della Salute per‭ ‬diversi‭ ‬motivi‭ ‬di legittimità,‭ ‬di metodo e‭ ‬di merito.

Riguardo alla legittimità,‭ ‬la nomina del Prof.‭ ‬Gualtiero Ricciardi,‭ ‬a commissario straordinario dell‭’‬Istituto Superiore di Sanità‭ ‬effettuata ai sensi dell‭’‬art.‭ ‬15‭ ‬del‭ ‬ decreto legge‭ ‬98/‭ ‬2011‭ ‬già‭ ‬inibisce o comunque‭ ‬rende di per sè problematica la candidatura e la nomina a Presidente del medesimo Istituto,‭ ‬per i seguenti motivi:

  1. emergono dubbi di‭ ‬legittimità‭ ‬sull‭’‬avvenuta‭ ‬nomina a commissario di un soggetto che,‭ ‬non avendo‭ ‬le competenze contabili e finanziarie,‭ ‬era deputato esclusivamente ad un risanamento finanziario‭ ‬ (tanto‭ ‬che la stessa norma ne limitava espressamente i compiti‭) ‬ma che di fatto‭ ‬ha travalicato tali compiti approvando anche lo Statuto‭ ‬che ai sensi dell‭’‬articolo‭ ‬2‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬doveva essere deliberato,‭ ‬a maggioranza assoluta,‭ ‬previo parere del Comitato scientifico e sentite le organizzazioni sindacali,‭ ‬dal Consiglio di amministrazione,‭ ‬integrato da quattro esperti nominati dal Ministro della salute‭;‬ su tali atti vi sono‭ ‬dubbi rilevanti‭ ‬di‭ ‬illegittimità.
  2. il ruolo di Commissario‭ ‬straordinario è stato svolto dal prof. Ricciardi‭ ‬senza collocazione in aspettativa,‭ ‬ciò‭ ‬in‭ ‬violazione dell‭’‬art.‭ ‬4‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬laddove‭ ‬prevede che il Presidente‭ “‬se professore universitario,‭ ‬e‭’ ‬collocato in‭ ‬aspettativa‭ ‬ai sensi dell’articolo‭ ‬12‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬n.‭ ‬382/80‭”‬ ed in violazione del medesimo DPR‭ ‬382/1980‭; ‬tale fatto,‭ ‬ovviamente da accertare,‭ ‬espone il nominato commissario‭ ‬nonchè candidato Presidente‭ ‬ed i soggetti che lo‭ ‬hanno nominato a possibili giudizi e contenziosi dinanzi agli organi‭ ‬amministrativi e contabili,‭ ‬con effetti imprevedibili‭ ‬sulle amministrazioni coinvolte‭ (‬Ministero della salute,‭ ‬ISS,‭ ‬Università‭)‬ e sul medesimo soggetto‭;‬ a tal proposito si cita una recentissima sentenza‭ ‬(TAR‭ ‬27‭ ‬aprile‭ ‬2015‭ ‬n.‭ ‬737‭)‬ ove i giudici‭ ‬amministrativi hanno rilevato una incompatibilità‭ ‬manifesta e certa tra l‭’‬incarico‭ ‬di commissario‭ ‬straordinario e il ruolo di professore universitario,‭ ‬incompatibilità che conseguiva‭ ‬“all‭’‬applicazione‭ “‬vincolata‭”‬ e non discrezionale di una specifica norma,‭ ‬l‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬punto n.‭ ‬10‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬382/1980‭”‬; Si riporta un estratto‭ ‬chiarificatore‭ ‬della‭ ‬sentenza:‭ ‬”in particolare l‭’‬applicazione dell‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬del DPR‭ ‬382/1980,‭ ‬rubricato‭ “‬aspettativa obbligatoria per‭ ‬situazioni di incompatibilità‭”‬ risulta del tutto appropriata al caso di specie in quanto,‭ ‬al punto n.‭ ‬10,‭ ‬la norma prevede l‭’‬incompatibilità‭ (‬del ruolo di professore‭ ‬universitario‭)‬ con la‭ “‬nomina alle cariche di‭ “‬presidente,‭ ‬di amministratore‭ ‬delegato di enti pubblici‭”‬ a carattere nazionale,‭ ‬interregionale o regionale,‭ ‬di enti pubblici‭ ‬economici,‭ ‬di società a partecipazione pubblica,‭ ‬anche a fini di lucro‭”‬; e,‭ ‬nel caso in esame,‭ ‬la‭ ‬nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬,‭ ‬raccoglie tutte le funzioni dei diversi organi dell‭’‬ente‭ ‬(Presidente,‭ ‬Consiglio di Amministrazione,‭…‬); sussiste dunque il parallelismo e la piena affinità fra la nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬ di un‭ ‬ente pubblico e la nomina a‭ “‬Presidente‭”‬ o ad‭ “‬Amministratore delegato‭”‬ di enti pubblici,‭ ‬con‭ ‬conseguente applicazione delle medesime norme‭”‬; risulta infatti che il prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬come dallo stesso confermato in sede di audizione,‭ ‬ove peraltro ha lamentato i‭ ‬“limitatissimi‭”‬ compensi ricevuti‭ ‬(€‭ ‬30.000,00‭ ‬ancora da definire e comunque percepiti in costanza‭ ‬dello stipendio di professore‭)‬ dopo la nomina a commissario,‭ ‬abbia continuato a ricoprire‭ ‬sia‭ ‬il ruolo di Professore Universitario‭ ‬nonché il ruolo di Direttore del Dipartimento per l‭’‬assistenza sanitaria di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario‭ “‬A.‭ ‬Gemelli‭”‬ nonché il ruolo di Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva‭;‬
    3. si‭ ‬ribadisce che in costanza della carica di Commissario non‭ ‬risultava rinvenibile sulla sez.‭ ‬amministrazione trasparente dell‭’‬ISS la pubblicazione obbligatoria,‭ ‬riferibile al Prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬ né‭ ‬della dichiarazione dei redditi‭ ‬né‭ ‬dei compensi e/o rimborsi a carico della finanza pubblica sia relativi al medesimo incarico sia relativi ad altre cariche o incarichi‭;‬ ciò‭ ‬in palese violazione delle norme sulla trasparenza e sulla prevenzione della corruzione.
    4. si ricorda che‭ ‬l‭’‬incarico di commissario straordinario in questione,‭ ‬ancorché assimilabile agli incarichi di cui all’articolo‭ ‬11‭ ‬della‭ ‬legge‭ ‬23‭ ‬agosto‭ ‬1988,‭ ‬n.‭ ‬400,‭ ‬implica numerose e diffuse incompatibilità ai sensi del d.‭ ‬lgs‭ ‬39/2013,‭ ‬se non anche ai sensi della‭ ‬L.‭ ‬ 215/2004‭;‬ si‭ ‬evidenzia‭ ‬che generalmente per tutte le nomine di commissario‭ ‬straordinario vige una inconferibilità successiva ad assumere l‭’‬incarico di presidente.‭ ‬A tal proposito si richiama‭ ‬proprio‭ ‬un‭ ‬recente‭ ‬orientamento dell‭’‬ANAC del‭ ‬06‭ ‬maggio‭ ‬2015‭ ‬laddove,‭ ‬pur riferendosi ad un‭’‬azienda speciale consortile‭ ‬rileva‭ ‬la sussistenza di INCONFERIBILITA‭’‬ nei casi in cui venga conferito un incarico di presidente‭ ‬a colui che,‭ ‬nei due anni precedenti abbia ricoperto o attualmente ricopra la carica di commissario straordinario del medesimo ente.‭ ‬Quel che si vuole salvaguardare,‭ ‬al di là delle casistiche evidenziate dalle norme,‭ ‬è un principio di buon senso e di ragionevolezza che dovrebbe separare,‭ ‬per ovvi‭ ‬motivi d‭’‬imparzialità e di‭ ‬appropriatezza delle motivazioni sottese alla nomina,‭ ‬l‭’‬incarico commissariale straordinario‭ (‬soprattutto se‭ ‬di nomina governativa,‭ ‬com’è il caso di specie‭) ‬dalla nomina di Presidente,‭ ‬cariche che dovrebbero rispondere a logiche ed esigenze diverse,‭ ‬e quindi senza commistione alcuna.‭

Riguardo‭ ‬al metodo ci permettiamo di‭ ‬ribadire:
1. l‭’‬incomprensibilità di una inversione di tendenza rispetto alla procedura di nomina del precedente Presidente dell‭’‬ISS‭ ‬allorquando l‭’‬allora Ministro della Salute Balduzzi,‭ ‬in maniera virtuosa,‭ ‬pervenne all‭’‬individuazione‭ ‬del Presidente dell‭’‬ISS a seguito di interpello pubblico,‭ ‬di commissione di valutazione‭ ‬costituita con decreto e di susseguente individuazione di una rosa di ben‭ ‬27‭ ‬candidati‭!‬,‭ ‬
2. il contrasto con le procedure‭ ‬utilizzate negli altri enti pubblici di ricerca analoghi all’ISS nel mondo‭ (‬National Institute of Health americano,‭ ‬Imperial College‭ ‬in GB…‭) ‬che istruiscono procedimenti pubblici di interpello,‭ ‬valutazione comparativa tra più candidati ecc

Riguardo al‭ ‬merito infine rileviamo la diffusa sussistenza di numerosi conflitti d‭’‬interesse risultanti da una commistione con case farmaceutiche o simili,‭ ‬laddove ad esempio il Prof.‭ ‬Ricciardi‭ ‬ricopre oppure abbia ricoperto:

1. l‭’‬incarico di membro dell‭’‬European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo,‭ ‬iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie‭;

2.  ‬l‭’‬incarico di‭ ‬membro del Comitato scientifico del CERGAS‭ (‬Centro di Ricerca sulla Gestione dell‭’‬Assistenza Sanitaria e Sociale‭) ‬dell‭’‬Università Bocconi,‭ ‬che nel progetto‭ “‬Academy of Helth Care Management and Economics‭”‬ collabora con la Novartis‭;

‭3. ‬l‭’‬incarico di‭ ‬responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull‭’‬Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA‭ ( ‬Valore in Health Tecnology Assessment‭)‬,‭ ‬iniziative finanziate da GlaxoSmithKline.‭ (‬e ricordiamo che‭ ‬già‭ ‬da Commissario‭ ‬il prof Ricciardi,‭ ‬al di fuori delle competenze richieste al ruolo di commissario,‭ ‬ha fatto la proposta di creare all‭’‬interno dell‭’‬ISS un Centro nazionale per l‭’‬Health Tecnology Assessment,‭ ‬i cui‭ ‬obiettivi sembrano coincidere,‭ ‬stranamente,‭ ‬proprio‭ ‬con quelli di GlaxoSmithKline nel programma ViHTA.

Concludo ricordando che per tutte le‭ ‬suddette motivazioni il M5S ritiene assolutamente non opportuna tale nomina,‭ ‬e ciò a tutela dello stesso Ministero della Salute e dell‭’‬ISS‭ ‬che,‭ ‬vale la pena ricordarlo,‭ ‬ è un organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario nazionale‭ ‬che persegue la tutela della SALUTE PUBBLICA,‭ ‬a salvaguardia del principio‭ ‬universalistico e di equità del nostro sistema‭ ‬di salute‭ ‬che tutto il mondo ci‭ ‬invidia tranne,‭ ‬come dichiarato proprio dal prof.‭ ‬Ricciardi qui‭ ‬in audizione,‭ ‬dal‭ ‬medesimo candidato presidente dell‭’‬ISS,‭ ‬che ritiene di dover risolvere il problema della‭ ‬sostenibilità del SSN attraverso misure di partenariato pubblico-privato,‭ ‬ invece che‭ ‬attraverso la massima trasparenza e‭ ‬l‭’‬accountability‭ ‬delle performance‭ ‬del sistema salute,‭ ‬la sua per prima ovviamente.‭ ‬Il M5S ritiene che nell‭’‬ottica di una sostenibilità del SSN sia decisivo e necessario cambiare il‭ ‬modello‭ ‬attuale‭ ‬di governance‭ ‬a cominciare dall‭’‬indecoroso meccanismo delle nomine,‭ ‬ivi inclusa quella del Presidente‭ ‬dell‭’‬ISS.

Seconda Domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Prima domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Introduzione – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina di Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

M5S CHIAMA, CANTONE RISPONDE

“Il MoVimento 5 Stelle, per fare cosa utile per l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha effettuato dei controlli sui Direttivi degli Ordini Professionali appartenenti al Comitato Unitario delle Professioni. La CUP associa privatamente (?) ben 17 Ordini Professionali – sanitari e non – in qualità di Enti Pubblici non economici, soggetti al d.lgs. 39/2013 sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni.
Tra loro quattro parlamentari i senatori Andrea Mandelli (Fi-Pdl, 17 cariche, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti), Luigi D’Ambrosio Lettieri (Fi-Pdl, 13 cariche, presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bari), Amedeo Bianco (Pd, 7 cariche, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) e Annalisa Silvestro (Pd, 3 cariche, Presidente della Federazione Nazionale Collegi Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia)

Durante l’indagine il MoVimento 5 Stelle ha scoperto ben 68 organi direttivi d’indirizzo politico professionale che ricoprono però contemporaneamente importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 “poltrone” occupate, con una media di circa sei cariche per ciascun professionista con punte che arrivano fino a 20, probabilmente incompatibili tra loro.

Quindi il Movimento 5 stelle ha fatto 10 domande a Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che potete leggere QUI.

POST_ M5SCHIAMA CANTONE RISPONDE_OK

A distanza di poche ore, il dottor Cantone ha risposto ai nostri quesiti con questo documento:

“In relazione alle questioni sollevate dai Deputati del M5S, e non ritenendo opportuno entrare nel merito dei singoli casi, mi preme sottolineare che L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha già adottato una delibera, la n°145 del 2014 consultabile all’indirizzo www.anticorruzione.it, che stabilisce, in maniera chiara, come tutti gli Ordini ed i Collegi professionali siano soggetti all’applicazione delle norme previste sia dalla legge anticorruzione (190 del 2012) che dal decreto legislativo in materia di trasasparenza (33 del 2013).

Questi enti, pertanto, dovranno predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della Trasparenza e adottare il Codice di comportamento del dipendente pubblico, nonché nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione e adempiere agli obblighi in materia di trasparenza, attenendosi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi previsti dal decreto legislativo 39 del 2013.
La delibera prevede che, nei prossimi trenta giorni, l’Autorità eserciti i poteri di vigilanza sul rispetto dell’obbligo prima richiamati da parte degli in questione.”
Raffaele Cantone

Il M5S lo ringrazia sentitamente: la sua disponibilità e celerità sono solo l’ennesimo segnale della professionalità e passione che il presidente dell’Anac mette nel suo lavoro al servizio delle istituzioni. Dalle sue parole di replica emergono chiaramente due elementi, che non possono essere messi in discussione:

1) Tutti gli Ordini e Collegi professionali sono soggetti alle norme contenute sia nella legge anticorruzione (190/2012), sia nel decreto legge sulla trasparenza (33/2013).
2) In base a quanto contenuto in una recente delibera dell’ANAC, nei prossimi 30 giorni l’Autorità dovrà vigilare sul rispetto dell’obbligo, da parte di Ordini e Collegi, di predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il

Piano triennale della trasparenza, di adottare il codice di comportamento del dipendente pubblico e di nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione.
In sostanza, non si può sfuggire. Questi enti, nonostante i tentativi messi in campo per eludere la legge, si devono “mettere in pari”.
Ci preme di rivolgere al Dottor Cantone una precisazione. Nella lettera da noi inviata all’ANAC abbiamo fatto riferimento ad alcuni soggetti, che siedono anche in Parlamento, rispetto ai quali valutiamo esistano gli estremi dell’incompatibilità-inconferibilità di incarichi. La decisione di fare nomi e cognomi non è stata casuale, ma poggia sul principio in base al quale l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha il compito di esprimere le proprie valutazioni anche rispetto ai singoli casi. Ci auguriamo dunque che le questioni da noi sollevate in breve tempo saranno oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dell’ANAC. Per quanto attiene le nostre facoltà, manterremo alta l’attenzione su questi temi anche in sede parlamentare e offriamo al dottor Cantone il nostro sostegno e la nostra piena disponibilità a collaborare”.

Deputati del M5S in Commissione Affari Sociali

ANTICORRUZIONE E CONFLITTI DI INTERESSI

Gentile Dott. Cantone,

il MoVimento 5 Stelle, pensando di fare cosa gradita al Suo Ufficio, ha effettuato alcuni controlli sui Direttivi degli Ordini Professionali appartenenti al Comitato Unitario delle Professioni. La CUP(ola), associa privatamente (?) ben 17 Ordini Professionali – sanitari e non – in qualità di Enti Pubblici non economici, soggetti al d.lgs. 39/2013 sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni.
Durante lo svolgimento dell’indagine il MoVimento 5 Stelle ha scoperto ben 68 organi direttivi d’indirizzo politico professionale, che ricoprono contemporaneamente importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 “poltrone” occupate, con una media di circa 6 cariche per ciascun professionista e punte che arrivano fino a 20, probabilmente incompatibili tra loro.
Rimanendo a disposizione nell’eventualità voglia acquisire il materiale a nostra disposizione, in qualità di deputati della Commissione Affari Sociali, le vorremmo sottoporre alcune domande:
  1. Non crede che gli ordini professionali debbano ispirarsi a criteri di trasparenza e garanzia di imparzialità, data la loro natura di enti pubblici non economici, adeguandosi al Codice dei contratti pubblici e alle norme sulla prevenzione della corruzione?
  2. Non crede che sia stato quantomeno inopportuno che alcuni presidenti di ordini professionali anche in veste di senatori della Repubblica abbiano proposto disegni di legge o emendamenti col fine di sottrarsi alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione e per avvantaggiarsi del doppio ruolo di presidenza di un ente pubblico?
  3. Non crede che queste stesse persone abbiano completamente disatteso le leggi sulle ” Incompatibilità parlamentari” visto che non si sono mai dimessi né dall’uno,né dall’altro incarico?
  4. Non crede che sia inopportuno che il presidente di un ordine professionale e senatore abbia incarichi all’interno di organi tecnico-consultivi e di governo (come il Consiglio Superiore di Sanità)?
  5. Non crede che sia stato bizzarro che il Comitato Unitario delle Professioni abbia richiesto al Prof. Capotosti (recentemente scomparso) un parere pro-veritate – pagando con le rette degli iscritti – nel tentativo corporativo di sottrarsi a norme quali il Codice degli appalti e quelle sulla trasparenza?
  6. Non crede nell’incompatibilità rispetto all’attuale orientamento del legislatore volto all’abolizione delle province, dell’organizzazione, oltretutto insufficiente, degli ordini professionali di livello provinciale?
  7. Non crede che il sistema degli ordini professionali, legato a doppio filo con le rispettive casse di previdenza private, sia da riformare?
  8. Non crede che se l’unico controllo contabile venga effettuato da persone in continuità con gli organi direttivi ci sia un clamoroso conflitto di interessi?
  9. Non crede che sia grave che la senatrice Silvestro, anche presidente dell’Ipasvi e fondatrice di una associazione che si occupa di procacciare assicurazioni per gli stessi infermieri, non solo non si sia dimessa, ma percepisca anche il doppio stipendio?
  10. Non crede che la recente rielezione del senatore Mandelli alla Presidenza dell’Ordine dei Farmacisti, per il 5o mandato consecutivo, sia totalmente incompatibile, ai sensi della legge 39/2013, con il suo doppio ruolo di senatore, presidente di Ordine, ed altre 15 poltrone pubbliche da lui occupate?

Attendiamo cortese risposta.

10 DOMANDE AL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Gentile Dott. Cantone,

il MoVimento 5 Stelle, pensando di fare cosa gradita al Suo Ufficio, ha effettuato alcuni controlli sui Direttivi degli Ordini Professionali appartenenti al Comitato Unitario delle Professioni. La CUP(ola), associa privatamente (?) ben 17 Ordini Professionali – sanitari e non – in qualità di Enti Pubblici non economici, soggetti al d.lgs. 39/2013 sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni.
Durante lo svolgimento dell’indagine il MoVimento 5 Stelle ha scoperto ben 68 organi direttivi d’indirizzo politico professionale, che ricoprono contemporaneamente importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 “poltrone” occupate, con una media di circa 6 cariche per ciascun professionista e punte che arrivano fino a 20, probabilmente incompatibili tra loro.
Rimanendo a disposizione nell’eventualità voglia acquisire il materiale a nostra disposizione, in qualità di deputati della Commissione Affari Sociali, le vorremmo sottoporre alcune domande:
  1. Non crede che gli ordini professionali debbano ispirarsi a criteri di trasparenza e garanzia di imparzialità, data la loro natura di enti pubblici non economici, adeguandosi al Codice dei contratti pubblici e alle norme sulla prevenzione della corruzione?
  2. Non crede che sia stato quantomeno inopportuno che alcuni presidenti di ordini professionali anche in veste di senatori della Repubblica abbiano proposto disegni di legge o emendamenti col fine di sottrarsi alle norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione e per avvantaggiarsi del doppio ruolo di presidenza di un ente pubblico?
  3. Non crede che queste stesse persone abbiano completamente disatteso le leggi sulle ” Incompatibilità parlamentari” visto che non si sono mai dimessi né dall’uno,né dall’altro incarico?
  4. Non crede che sia inopportuno che il presidente di un ordine professionale e senatore abbia incarichi all’interno di organi tecnico-consultivi e di governo (come il Consiglio Superiore di Sanità)?
  5. Non crede che sia stato bizzarro che il Comitato Unitario delle Professioni abbia richiesto al Prof. Capotosti (recentemente scomparso) un parere pro-veritate – pagando con le rette degli iscritti – nel tentativo corporativo di sottrarsi a norme quali il Codice degli appalti e quelle sulla trasparenza?
  6. Non crede nell’incompatibilità rispetto all’attuale orientamento del legislatore volto all’abolizione delle province, dell’organizzazione, oltretutto insufficiente, degli ordini professionali di livello provinciale?
  7. Non crede che il sistema degli ordini professionali, legato a doppio filo con le rispettive casse di previdenza private, sia da riformare?
  8. Non crede che se l’unico controllo contabile venga effettuato da persone in continuità con gli organi direttivi ci sia un clamoroso conflitto di interessi?
  9. Non crede che sia grave che la senatrice Silvestro, anche presidente dell’Ipasvi e fondatrice di una associazione che si occupa di procacciare assicurazioni per gli stessi infermieri, non solo non si sia dimessa, ma percepisca anche il doppio stipendio?
  10. Non crede che la recente rielezione del senatore Mandelli alla Presidenza dell’Ordine dei Farmacisti, per il 5o mandato consecutivo, sia totalmente incompatibile, ai sensi della legge 39/2013, con il suo doppio ruolo di senatore, presidente di Ordine, ed altre 15 poltrone pubbliche da lui occupate?

Attendiamo cortese risposta.