ISTITUTO SUPERIORE di SANITA: Parere M5S sulla nomina del Prof. Ricciardi a Presidente

ricciardi-issQuesto il parere letto nel corso della seduta di Mercoledì 5 agosto 2015 della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.


 

Il M5S esprime il‭ ‬proprio‭ ‬parere negativo alla‭ ‬nomina proposta dal Ministro della Salute per‭ ‬diversi‭ ‬motivi‭ ‬di legittimità,‭ ‬di metodo e‭ ‬di merito.

Riguardo alla legittimità,‭ ‬la nomina del Prof.‭ ‬Gualtiero Ricciardi,‭ ‬a commissario straordinario dell‭’‬Istituto Superiore di Sanità‭ ‬effettuata ai sensi dell‭’‬art.‭ ‬15‭ ‬del‭ ‬ decreto legge‭ ‬98/‭ ‬2011‭ ‬già‭ ‬inibisce o comunque‭ ‬rende di per sè problematica la candidatura e la nomina a Presidente del medesimo Istituto,‭ ‬per i seguenti motivi:

  1. emergono dubbi di‭ ‬legittimità‭ ‬sull‭’‬avvenuta‭ ‬nomina a commissario di un soggetto che,‭ ‬non avendo‭ ‬le competenze contabili e finanziarie,‭ ‬era deputato esclusivamente ad un risanamento finanziario‭ ‬ (tanto‭ ‬che la stessa norma ne limitava espressamente i compiti‭) ‬ma che di fatto‭ ‬ha travalicato tali compiti approvando anche lo Statuto‭ ‬che ai sensi dell‭’‬articolo‭ ‬2‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬doveva essere deliberato,‭ ‬a maggioranza assoluta,‭ ‬previo parere del Comitato scientifico e sentite le organizzazioni sindacali,‭ ‬dal Consiglio di amministrazione,‭ ‬integrato da quattro esperti nominati dal Ministro della salute‭;‬ su tali atti vi sono‭ ‬dubbi rilevanti‭ ‬di‭ ‬illegittimità.
  2. il ruolo di Commissario‭ ‬straordinario è stato svolto dal prof. Ricciardi‭ ‬senza collocazione in aspettativa,‭ ‬ciò‭ ‬in‭ ‬violazione dell‭’‬art.‭ ‬4‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬laddove‭ ‬prevede che il Presidente‭ “‬se professore universitario,‭ ‬e‭’ ‬collocato in‭ ‬aspettativa‭ ‬ai sensi dell’articolo‭ ‬12‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬n.‭ ‬382/80‭”‬ ed in violazione del medesimo DPR‭ ‬382/1980‭; ‬tale fatto,‭ ‬ovviamente da accertare,‭ ‬espone il nominato commissario‭ ‬nonchè candidato Presidente‭ ‬ed i soggetti che lo‭ ‬hanno nominato a possibili giudizi e contenziosi dinanzi agli organi‭ ‬amministrativi e contabili,‭ ‬con effetti imprevedibili‭ ‬sulle amministrazioni coinvolte‭ (‬Ministero della salute,‭ ‬ISS,‭ ‬Università‭)‬ e sul medesimo soggetto‭;‬ a tal proposito si cita una recentissima sentenza‭ ‬(TAR‭ ‬27‭ ‬aprile‭ ‬2015‭ ‬n.‭ ‬737‭)‬ ove i giudici‭ ‬amministrativi hanno rilevato una incompatibilità‭ ‬manifesta e certa tra l‭’‬incarico‭ ‬di commissario‭ ‬straordinario e il ruolo di professore universitario,‭ ‬incompatibilità che conseguiva‭ ‬“all‭’‬applicazione‭ “‬vincolata‭”‬ e non discrezionale di una specifica norma,‭ ‬l‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬punto n.‭ ‬10‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬382/1980‭”‬; Si riporta un estratto‭ ‬chiarificatore‭ ‬della‭ ‬sentenza:‭ ‬”in particolare l‭’‬applicazione dell‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬del DPR‭ ‬382/1980,‭ ‬rubricato‭ “‬aspettativa obbligatoria per‭ ‬situazioni di incompatibilità‭”‬ risulta del tutto appropriata al caso di specie in quanto,‭ ‬al punto n.‭ ‬10,‭ ‬la norma prevede l‭’‬incompatibilità‭ (‬del ruolo di professore‭ ‬universitario‭)‬ con la‭ “‬nomina alle cariche di‭ “‬presidente,‭ ‬di amministratore‭ ‬delegato di enti pubblici‭”‬ a carattere nazionale,‭ ‬interregionale o regionale,‭ ‬di enti pubblici‭ ‬economici,‭ ‬di società a partecipazione pubblica,‭ ‬anche a fini di lucro‭”‬; e,‭ ‬nel caso in esame,‭ ‬la‭ ‬nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬,‭ ‬raccoglie tutte le funzioni dei diversi organi dell‭’‬ente‭ ‬(Presidente,‭ ‬Consiglio di Amministrazione,‭…‬); sussiste dunque il parallelismo e la piena affinità fra la nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬ di un‭ ‬ente pubblico e la nomina a‭ “‬Presidente‭”‬ o ad‭ “‬Amministratore delegato‭”‬ di enti pubblici,‭ ‬con‭ ‬conseguente applicazione delle medesime norme‭”‬; risulta infatti che il prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬come dallo stesso confermato in sede di audizione,‭ ‬ove peraltro ha lamentato i‭ ‬“limitatissimi‭”‬ compensi ricevuti‭ ‬(€‭ ‬30.000,00‭ ‬ancora da definire e comunque percepiti in costanza‭ ‬dello stipendio di professore‭)‬ dopo la nomina a commissario,‭ ‬abbia continuato a ricoprire‭ ‬sia‭ ‬il ruolo di Professore Universitario‭ ‬nonché il ruolo di Direttore del Dipartimento per l‭’‬assistenza sanitaria di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario‭ “‬A.‭ ‬Gemelli‭”‬ nonché il ruolo di Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva‭;‬
    3. si‭ ‬ribadisce che in costanza della carica di Commissario non‭ ‬risultava rinvenibile sulla sez.‭ ‬amministrazione trasparente dell‭’‬ISS la pubblicazione obbligatoria,‭ ‬riferibile al Prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬ né‭ ‬della dichiarazione dei redditi‭ ‬né‭ ‬dei compensi e/o rimborsi a carico della finanza pubblica sia relativi al medesimo incarico sia relativi ad altre cariche o incarichi‭;‬ ciò‭ ‬in palese violazione delle norme sulla trasparenza e sulla prevenzione della corruzione.
    4. si ricorda che‭ ‬l‭’‬incarico di commissario straordinario in questione,‭ ‬ancorché assimilabile agli incarichi di cui all’articolo‭ ‬11‭ ‬della‭ ‬legge‭ ‬23‭ ‬agosto‭ ‬1988,‭ ‬n.‭ ‬400,‭ ‬implica numerose e diffuse incompatibilità ai sensi del d.‭ ‬lgs‭ ‬39/2013,‭ ‬se non anche ai sensi della‭ ‬L.‭ ‬ 215/2004‭;‬ si‭ ‬evidenzia‭ ‬che generalmente per tutte le nomine di commissario‭ ‬straordinario vige una inconferibilità successiva ad assumere l‭’‬incarico di presidente.‭ ‬A tal proposito si richiama‭ ‬proprio‭ ‬un‭ ‬recente‭ ‬orientamento dell‭’‬ANAC del‭ ‬06‭ ‬maggio‭ ‬2015‭ ‬laddove,‭ ‬pur riferendosi ad un‭’‬azienda speciale consortile‭ ‬rileva‭ ‬la sussistenza di INCONFERIBILITA‭’‬ nei casi in cui venga conferito un incarico di presidente‭ ‬a colui che,‭ ‬nei due anni precedenti abbia ricoperto o attualmente ricopra la carica di commissario straordinario del medesimo ente.‭ ‬Quel che si vuole salvaguardare,‭ ‬al di là delle casistiche evidenziate dalle norme,‭ ‬è un principio di buon senso e di ragionevolezza che dovrebbe separare,‭ ‬per ovvi‭ ‬motivi d‭’‬imparzialità e di‭ ‬appropriatezza delle motivazioni sottese alla nomina,‭ ‬l‭’‬incarico commissariale straordinario‭ (‬soprattutto se‭ ‬di nomina governativa,‭ ‬com’è il caso di specie‭) ‬dalla nomina di Presidente,‭ ‬cariche che dovrebbero rispondere a logiche ed esigenze diverse,‭ ‬e quindi senza commistione alcuna.‭

Riguardo‭ ‬al metodo ci permettiamo di‭ ‬ribadire:
1. l‭’‬incomprensibilità di una inversione di tendenza rispetto alla procedura di nomina del precedente Presidente dell‭’‬ISS‭ ‬allorquando l‭’‬allora Ministro della Salute Balduzzi,‭ ‬in maniera virtuosa,‭ ‬pervenne all‭’‬individuazione‭ ‬del Presidente dell‭’‬ISS a seguito di interpello pubblico,‭ ‬di commissione di valutazione‭ ‬costituita con decreto e di susseguente individuazione di una rosa di ben‭ ‬27‭ ‬candidati‭!‬,‭ ‬
2. il contrasto con le procedure‭ ‬utilizzate negli altri enti pubblici di ricerca analoghi all’ISS nel mondo‭ (‬National Institute of Health americano,‭ ‬Imperial College‭ ‬in GB…‭) ‬che istruiscono procedimenti pubblici di interpello,‭ ‬valutazione comparativa tra più candidati ecc

Riguardo al‭ ‬merito infine rileviamo la diffusa sussistenza di numerosi conflitti d‭’‬interesse risultanti da una commistione con case farmaceutiche o simili,‭ ‬laddove ad esempio il Prof.‭ ‬Ricciardi‭ ‬ricopre oppure abbia ricoperto:

1. l‭’‬incarico di membro dell‭’‬European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo,‭ ‬iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie‭;

2.  ‬l‭’‬incarico di‭ ‬membro del Comitato scientifico del CERGAS‭ (‬Centro di Ricerca sulla Gestione dell‭’‬Assistenza Sanitaria e Sociale‭) ‬dell‭’‬Università Bocconi,‭ ‬che nel progetto‭ “‬Academy of Helth Care Management and Economics‭”‬ collabora con la Novartis‭;

‭3. ‬l‭’‬incarico di‭ ‬responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull‭’‬Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA‭ ( ‬Valore in Health Tecnology Assessment‭)‬,‭ ‬iniziative finanziate da GlaxoSmithKline.‭ (‬e ricordiamo che‭ ‬già‭ ‬da Commissario‭ ‬il prof Ricciardi,‭ ‬al di fuori delle competenze richieste al ruolo di commissario,‭ ‬ha fatto la proposta di creare all‭’‬interno dell‭’‬ISS un Centro nazionale per l‭’‬Health Tecnology Assessment,‭ ‬i cui‭ ‬obiettivi sembrano coincidere,‭ ‬stranamente,‭ ‬proprio‭ ‬con quelli di GlaxoSmithKline nel programma ViHTA.

Concludo ricordando che per tutte le‭ ‬suddette motivazioni il M5S ritiene assolutamente non opportuna tale nomina,‭ ‬e ciò a tutela dello stesso Ministero della Salute e dell‭’‬ISS‭ ‬che,‭ ‬vale la pena ricordarlo,‭ ‬ è un organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario nazionale‭ ‬che persegue la tutela della SALUTE PUBBLICA,‭ ‬a salvaguardia del principio‭ ‬universalistico e di equità del nostro sistema‭ ‬di salute‭ ‬che tutto il mondo ci‭ ‬invidia tranne,‭ ‬come dichiarato proprio dal prof.‭ ‬Ricciardi qui‭ ‬in audizione,‭ ‬dal‭ ‬medesimo candidato presidente dell‭’‬ISS,‭ ‬che ritiene di dover risolvere il problema della‭ ‬sostenibilità del SSN attraverso misure di partenariato pubblico-privato,‭ ‬ invece che‭ ‬attraverso la massima trasparenza e‭ ‬l‭’‬accountability‭ ‬delle performance‭ ‬del sistema salute,‭ ‬la sua per prima ovviamente.‭ ‬Il M5S ritiene che nell‭’‬ottica di una sostenibilità del SSN sia decisivo e necessario cambiare il‭ ‬modello‭ ‬attuale‭ ‬di governance‭ ‬a cominciare dall‭’‬indecoroso meccanismo delle nomine,‭ ‬ivi inclusa quella del Presidente‭ ‬dell‭’‬ISS.

Seconda Domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Prima domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Introduzione – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina di Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

OSPEDALE DI OLBIA, I BARBATRUCCHI DELL’EX SAN RAFFAELE

 Signor Presidente, questo ordine del giorno vuole garantire la proporzione dei posti letto per mille abitanti come da articolo 15 del decreto Balduzzi per il nuovo ospedale San Raffaele di Olbia. Come è noto, questo ha disposto la riduzione dello standard di posti letto ospedalieri accreditati ed a carico del servizio sanitario regionale ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti. Questo dato è comprensivo di zero virgola posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie. Qui vi spiego un «barbatrucco» o, meglio, lo spiego a lei, signor Presidente. È facilissimo fare i calcoli: i posti letto per post acuti sono il 20 per cento di quelli totali. Le previsioni che si sono affacciate per l’ospedale ex San Raffaele di Olbia sono di 242 posti letto, di cui 100 per post acuti ovvero la deroga che è presente nello sfascia-Italia prevede, oltre il Titolo V della Costituzione, una deroga in cui possiamo avere il 41 per cento dei post acuti in un ospedale.

Tutti questi saranno pagati con un impegno scritto di 55,6 milioni di euro all’anno dalla regione Sardegna, impegno già sottoscritto. Arriviamo alla tasca dei cittadini sardi. L’euro della sanità italiana si chiama DRG, ossia il tariffario che le regioni applicano ad ogni tipo di prestazioni e di cura ospedaliera. È noto che i costi di investimento delle strutture che si occupano delle fasi acute sono molto alti, soprattutto per l’alta specializzazione del personale medico e delle infrastrutture tecnologiche.

Ed è altrettanto noto che, al contrario, le strutture che si occupano di post-acuzie non hanno costi di investimento così alti e il privato accreditato nelle RSA e nelle case di cura rendono gli imprenditori in sanità molto ricchi, soprattutto a causa della lunghezza delle degenze autorizzate ed una bassa specializzazione del personale e delle infrastrutture. La proporzione che si prevede ad Olbia è evidentemente troppo sbilanciata a favore delle post-acuzie ossia i bassi costi e gli alti rendimenti. È il modo migliore per far guadagnare di più l’ospedale senza che quasi nessuno se ne accorga. Qui sorgono alcune considerazioni: se il decreto Balduzzi in piena epoca dispending review ha previsto il 20 per cento scarso di posti letto per post acuti, perché deroghiamo adesso a questa proporzione ? Di conseguenza la regione Sardegna o non sa far di conto o i conti li ha fatti benissimo e ha ritenuto che regalare soldi all’emiro del Qatar servisse a qualcosa o a qualcuno.

Una legge regionale n. 296 del 2006 citata dall’articolo 16 dello sfascia-Italia prevede che la Sardegna debba provvedere autonomamente al proprio fabbisogno sanitario e quindi chi pagherà questo ennesimo regalo ? Con un bell’aumento dell’IRPEF regionale i cittadini sardi. Il Governo Renzi si è fatto ingolosire dalle promesse fatte dalla Quasar Foundation. Queste con il passare del tempo si stanno si stanno sempre più assottigliando. Ma chi l’avrebbe mai immaginato, povero, povero Governo preso in giro da un finanziatore arabo poco fedele Le proporzioni dei posti-letto offerti dal Governo Renzo sono il chiaro sintomo di un attacco sistematico di un esercito di cavalli di Troia per un’arrembante filosofia privatistica, assicurativa e ospedalocentrica anche per prestazioni di cura terziaria, la più sociale e territoriale.

E pensare che la Sardegna è fra le regioni più virtuose per assistenza primaria e può contare su un’assistenza domiciliare indiretta e su un modello di sanità d’iniziativa, che è funzionante. Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla distruzione della sanità pubblica: addirittura, all’articolo 16, è prevista, in deroga al decreto Balduzzi, la possibilità di arrivare fino al 6 per cento per l’acquisto di prestazioni sanitarie di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera fornita da soggetti privati. Anche qui, Balduzzi prevedeva la diminuzione di questo tipo di spesa di una certa percentuale ogni anno, sempre in nome della spending review.

Ora noi vorremmo capire una cosa: ma la scusa della mancanza di soldi viene usata solo quando si deve distruggere il pubblico con l’accetta a favore del privato accreditato oppure ci stiamo avviando a sancire la definitiva sconfitta della sanità pubblica ? Perché devastarla? Con un potenziale da sviluppare grazie ad una programmazione, al monitoraggio della contabilità analitica, come fa il MoVimento 5 Stelle del Lazio alle ASL di Zingaretti; una commissione d’inchiesta sulla corruzione, proposta a prima firma di Giulia Di Vita; l’applicazione della farmacoterapia in monodosi negli ospedali, come da proposta di Giulia Grillo gli obblighi di trasparenza sono obblighi su cui siete indietro di vent’anni rispetto ai vincoli imposti da Bruxelles  in materia di prevenzione alla corruzione. E la trasparenza su questo accordo ne ha assai poco un accordo fatto nelle stanze chiuse di un esotico ufficio del Qatar.

 

video olbia 30 ott 2014

 

Massimo Enrico Baroni 30 Ottobre 2014

AMIANTO: MONITORARE L’AREA DELL’EX VELODROMO DI ROMA, ADESSO!

Secondo il ministero della Salute dovremmo accontentarci del fatto che, sulla base dei dati esaminati dall’Istituto Superiore di Sanità, si escluda ‘con ampi margini di probabilità, un’esposizione significativa per i cittadini che si trovavano nella zona il giorno della demolizione’ dell’ ex Velodromo di Roma.

Invece, in risposta alla nostra domanda circa l’opportunità di promuovere una indagine epidemiologica per controllare lo stato di salute dei cittadini residenti nell’area limitrofa anche all’epoca dei fatti, non è stata pronunciata nemmeno una parola.

Alla luce delle parole del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, che ha risposto alla nostra interrogazione, non ci riteniamo né soddisfatti né rassicurati. Su questa vicenda ci sono elementi opachi e non si può tergiversare quando in gioco c’è la salute di cittadini.

Secondo quanto contenuto nella relazione dall’AUSL RMC, infatti, dopo la bonifica dell’area è emerso che dei 4.535 chilogrammi di materiali in cemento amianto rinvenuti nell’area almeno 130 sono stati coinvolti nella demolizione per implosione dell’ex Velodromo di Roma, avvenuta nel luglio 2008. Di conseguenza, vi è stata certamente dispersione di amianto nell’aria.

Chiediamo che vengano garantiti la tutela e il diritto alla salute di quei cittadini, attraverso un monitoraggio immediato. Sono già trascorsi troppi anni dall’evento e il rischio che tante persone si ammalino è già alto. Non possiamo aspettare l’esito della sentenza di un tribunale, che si sta occupando del caso, per controllare lo stato di salute di coloro i quali sono venuti a contatto con tale materiale tossico.

M5S AFFARI SOCIALI E SANITA

 

 

LOTTA AL VIDEOPOKER E AL GIOCO D’AZZARDO

LOTTA AL VIDEOPOKER E AL GIOCO D’AZZARDO. L’ASSESSORE BRACCIALARGHE. DICE NO. CONSULTAZIONE M5S TORINO SFIDUCIA?

 

Il Lotto è un gioco d’azzardo? Secondo l’assessore alla Cultura di Torino Maurizio Braccialarghe la risposta è NO.
Nonostante in tutta Italia i vari comuni stiano stilando regolamenti restrittivi in materia, la vera piaga sociale dell’inizio del XXI secolo, a Torino si va controcorrente e si fa un bell’accordo con Gtech (concessionaria del Lotto) per 250000 Euro a sponsorizzare l’evento musicale “Traffic”.

Il bello è che due anni fa sotto la Mole si era cambiato il regolamento comunale per non permettere al Comune stesso di farsi sponsorizzare da ditte di alcoolici, di marchi di sigarette e concessionarie di gioco d’azzardo che può generare “patologia e dipendenza”.

Alla faccia della coerenza!!!

A breve su Lex, a firma mia e di Giovanni Endrizzi – Portavoce Cinque Stelle Senato, apparirà la proposta di legge sul Gioco d’azzardo patologico: siete tutti invitati a dare suggerimenti.

 

torino gda

 

Se iscritto certificato M5S residente a Torino puoi votare qui:

>>> Hanno partecipato alla votazione in 396. 376 hanno votato sì, 20 hanno votato no. <<<

“Il MoVimento 5 stelle Torino si è presentato alle elezioni comunali del 2011 con un programma elettorale che al capitolo 17, 7.mo punto, prevedeva:
“Lotta al videopoker e al gioco d’azzardo ovunque possibile, vietandone l’installazione e la promozione.”
In data 10/09/2012 il Consiglio Comunale di Torino ha approvato a maggioranza una modifica di regolamento con la quale è stato inserito l’obbligo esplicito per il Comune di rifiutare sponsorizzazioni riguardanti “pubblicità diretta o collegata alla produzione o distribuzione di tabacco, superalcolici, materiale pornografico o a sfondo sessuale, gioco d’azzardo, che genera patologie o dipendenza”. Tale regolamento è stato recepito anche dalla Fondazione per le Attività Culturali, Fondazione controllata dal Comune e presieduta dal Sindaco Piero Fassino e dal suo vice l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe, che riporta nel suoregolamento interno di funzionamento le medesime prescrizioni. Lo scorso Luglio, l’assessore Braccialarghe ha firmato per conto della Fondazione, un contratto di sponsorizzazione del valore di 250.000 eurocon la società Gtech S.p.A., concessionaria esclusiva del Gioco del Lotto, per la sponsorizzazione dell’evento musicale Traffic. Sul palco dell’evento tenutosi a Torino e tramite installazioni in diverse aree della città, è stato così promosso il Gioco del Lotto con lo slogan “con il Gioco del Lotto la città diventa più tua”. L’assessore, chiamato tramite un’interpellanza del M5S a rispondere in Consiglio di questa palese violazione del regolamento, non ha prodotto alcuna giustificazione plausibile, se non che “il Lotto non può considerarsi gioco d’azzardo poichè tutelato da legge dello Stato”.

I consiglieri comunali di Torino, Chiara Appendino e Vittorio Bertola, sono di opinione divergente circa la presentazione di una mozione di sfiducia all’assessore che ha violato il regolamento: pensi che il gruppo consiliare del M5S dovrebbe presentare tale mozione di sfiducia? Se iscritto certificato M5S residente a Torino puoi votare qui.”

LA PUBBLICITÀ IMPOSTA VA CONTRO VOLONTÀ CITTADINI

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO. In Italia, tra Lotto e Gratta e Vinci nel 2013 sono stati oltre 50 i milioni spesi per pubblicità “imposta” dalle convenzioni con lo Stato, sui 105 milioni di investimenti totali fatti dai concessionari. Sicuramente una delle “sorelle” del gioco spende questa cifra, se non di più. Da quello che sappiamo è un vincolo che riguarda anche gli altri, vorremmo che ci fosse data la possibilità di accedere agli atti per quantificare le somme.


Basta con questa danza del diavolo fra stato e concessionari che evidenzia il lavoro delle lobby

Questo non è il Futuro

 

PUBBLICITA VELINO

 

Articolo  del Velino.it con Massimo Enrico Baroni


“Una danza del diavolo”. Questa l’espressione che sceglie l’esponente del Movimento Cinque Stelle Massimo Baroni, membro della commissione Affari sociali di Montecitorio, per commentare l’obbligo di pubblicità imposto dallo Stato ad alcuni concessionari del gioco. “Lo Stato e i concessionari pubblici – sottolinea Baroni al VELINO – sono vincolati da questo contatto e sicuramente vanno contro la volontà dei cittadini. Ogni volta cercano di giustificarsi e ogni volta invece si evidenzia il lavoro delle lobby in questo tipo di vincoli contrattuali”. Tra Lotto e Gratta e Vinci nel 2013 sono stati oltre 50 milioni quelli spesi per pubblicità “imposta” dalle convenzioni, sui 105 milioni di investimenti totali fatti dai concessionari. “Sicuramente una delle “sorelle” del gioco spende queste cifre, se non di più. Da quello che sappiamo – prosegue il deputato M5S – è un vincolo che riguarda anche gli altri, vorremmo che ci fosse data la possibilità di accedere agli atti per quantificare le somme”.