La mia ultima notte

collecesarano-6-ottobre-edit-8E’ iniziata la sera qui alla Clinica Psichiatrica di Colle Cesarano, E’ una notte come tante altre. E come tante altre volte sono solo, ma sono abituato. Parlo da solo.

Magari la Clinica non è un bel posto, ma ho bisogno di tenere la sofferenza mentale lontana dalla mia mente, dalla mia anima.
È come un coltello, come una lama dentro al cranio.
Per questo prendo psicofarmaci.
Per questo sono un paziente e mi curano in una Clinica Psichiatrica. Almeno così dicono.

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Molti dicono che nelle Comunità Terapeutiche, quelle PICCOLE, si sta meglio.
Dicono che è come una piccola famiglia, con al massimo 20 pazienti come me e gli operatori stanno bene coi pazienti come me.
La chiamano “a gestione famigliare”.
Alcuni pazienti come me vengono da lì e vorrebbero tornarci.

Qui dentro, a Colle Cesarano, siamo 200, e sul piano dove mi trovo io siamo in 70. Un casino, nessuno si conosce nemmeno per nome. Dicono che un certo Basaglia, uno psichiatra famoso, ha cambiato la legge, ha chiuso posti come questo.
Ci aveva fatto uscire tutti quanti.

Una volta ho sentito dire da uno che mi sembrava un po’ svitato, uno che dormiva nella stanza accanto, che “Basaglia ha restituito alla politica e alle famiglie, quelli che volevano rinchiudere nei manicomi”.
Non ho capito bene cosa volesse dire. Diceva che questo è un manicomio.
Ma mi diceva di non dirlo a nessuno che “loro” ci ascoltano.

I manicomi ora li hanno chiusi. Quelli erano pubblici. Questo invece è privato, anche se è pagato con i soldi pubblici.
Hanno cambiato il nome al posto e ora chi comanda è un imprenditore, non più un medico. Un tizio, un dottore, una volta nel corridoio ha detto “hanno privatizzato il manicomio”.
Insomma un casino. Roba da mal di testa.
Anche per questo prendo gli psicofarmaci, dicono.
Comunque almeno non sento più le lame dentro al cranio.

Ogni giorno sento sempre le stesse cose nei corridoi, tra gli operatori, quelli coi camici bianchi che spesso parlano come se noi non fossimo presenti alle loro conversazioni, come se non ci fossimo. Parlano sempre di poco personale in turno, si lamentano coi colleghi per il numero di ore lavorate.
Una volta ho scoperto che non sono tutti medici e infermieri qui dentro.
Ci sono anche altri camici bianchi. Si chiamano OSS e OTA.
L’ho visto scritto in alcuni fogli appesi in giro per la Clinica.
Non sono fogli scritti per noi. Ma li ho visti lo stesso e li ho imparati a memoria.
Si chiamano: “ Operatori Socio Sanitari” e l’”Operatore Tecnico addetto all’Assistenza”.
Ma non sono come gli infermieri. Loro devono fare le pulizie.
Una volta li sentivo dire che le pulizie devono farli gli addetti alle pulizie, non loro.
Loro dovrebbero passare più tempo con noi.
Ma devono andare a “lavare le scale” e di tempo per stare con me e con gli altri pazienti come me, ne rimane poco.
Anche stanotte sta succedendo la stessa cosa.
Si vestono tutti col camice bianco da infermiere e da medico.
Ma il medico si vede pochissimo e a volte viene in borghese. Come i capi.

I capi. Sono gli unici che sono più potenti dei medici. Che sono più potenti degli infermieri, sono più potenti di tutti. A volte sono medici. Ma sono medici capi.
Una volta ho sentito che qui comandano  il Gatto e la Volpe. Chissà perchè.
Pare che non si trovino più i soldi che la regione gli ha pagato per curarci.
Per questo molti vengono licenziati. Ma è una scusa. L’hanno capito tutti.
Ma loro sono i capi. Nessuno ci discute. Una volta un medico ci ha provato.
Ha litigato per farci avere qualche coperta in più, qualche anno fa, ma poi o se ne è andato oppure lo hanno madato via.
Ora ce ne sono altri, molto più giovani, un po’ strani pure loro.
Hanno dei caratteri chiusi, non parlano volentieri.
Anche per questo prendo gli psicofarmaci. Li prendo anche per loro.
C’è un giovane con il camice che qui fa le notti, proprio strano. Parla pochissimo.
Dicono che ha i raggi X negli occhi.

 

Mi ero addormentato e ora mi sono risvegliato.
Comunque ora è notte fonda, non so bene che ore sono.
Nei reparti e tra i lunghi corridoi della clinica, ognuno dorme oppure pensa ai fatti propri, a quando non eravamo qua dentro e la vita ancora funzionava. Avevamo delle famiglie.
Ci attacchiamo alla speranza che  le cose migliorino, siamo qui di passaggio, per migliorare. Tutti insieme.
Spesso però il personale non viene più. Viene licenziato.
Mancano i soldi dicono. E per avere i soldi ci dobbiamo stare noi qui dentro. Più siamo noi, più possono esserci loro.
Una volta ho sentito dire, da un giovane psicologo che fa le notti qui dentro, che in teoria il personale dovrebbe essere lo stesso sia che i letti siano occupati sia che siano vuoti.
Perché è una clinica, appunto, accreditata dallo stato. E queste sono le regole.
Boh! Non ci capisco niente. Per questo prendo gli psicofarmaci.

                                        

Questa notte sono più vispo del solito. Mi sento meglio. ho visto tante cose e ora sono pronto.

Poco importa se nessun camice bianco mi ascolta, che nessuno crede che a volte ho le lame nel cranio. Non lo dicono ma l’ho capito. Non mi credono.
Non devo più difendermi. Non stasera. Voglio smettere di lottare

Questa notte sarò ascoltato e potrò raccontare quello che ho visto.

Parlo troppo con gli altri pazienti. Con Marco, più matto di me… con la sig.ra  Lavinia che ha un bel maglione.
Gli operatori hanno problemi con i capi. Io li ascolto. Vorrebbero stare più con noi, ma sono spesso stanchi, spesso hanno problemi di soldi. Come noi. Non arrivano a fine mese. Proprio come noi.

Qui mi sembra sempre tutto uguale.

Una volta ho sentito di una persona trovata morta nel parco, e di un altro che è morto soffocato.

Ho visto gli occhi di chi ha cura di noi e loro ci trattano bene, ma vorrebbero fare di più, ma non possono, non ci riescono.

Stasera sento la paura di tutti. Ho sentito dire che solo i capi possono decidere alcune cose che noi chiediamo. Io ormai non chiedo più nulla.
Non vorrei disturbare.

Questa volta voglio stare bene. Fare stare bene anche chi ci aiuta. Marco, Sonia, Francesca.

Ma oggi mi sembra tutto finto qui dentro.
Si parla tanto ma si conclude poco. E’ da giorni non ho più nemmeno tanta fame.
Vorrei dirlo ai camici bianchi ma non ci riesco più, non ne ho voglia, perchè poi mi dimentico i nomi e me ne vergogno.
Si annoiano, quando parlo io. Lo hanno capito tutti.

Questa notte io scappo.
Senza fatica, senza dolore, tanto non mi vede nessuno.
Nessuno si accorgerà di me, scappo dal bagno.
Ci vediamo presto, fratelli.

 

Disclaimer: questo scritto è dedicato al paziente che si è suicidato, impiccandosi in bagno con i lacci delle scarpe, alla Clinica Colle Cesarano di Tivoli la notte del 6 ottobre 2016. Il nome non ci è noto. I fatti raccontati sono frutto di opera di fantasia che ha lo scopo di denunciare il continuo pericolo di degrado umano, che queste “strutture totali”, come le chiamava Basaglia, rischiano di incarnare.

La legge impone che le strutture psichiatriche residenziali siano gestite con criteri diversi da quelli normalmente attuati.

La legge spesso viene interpretata in maniera sbagliata e appositamente ambigua, con la finalità di massimizzare i profitti, creando danni all’equilibrio biopsicosociale dei pazienti ricoverati in queste strutture private.

Gli operatori sociosanitari che lavorano con scienza e coscienza, quotidianamente, sono l’ultimo baluardo che fa la differenza tra una struttura che cura, e un vecchio manicomio.

La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano – Il super accreditamento di Zingaretti

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La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano è la più grande casa di cura del Lazio, si trova presso Tivoli, in provincia di Roma, è uno dei tanti crocevia degli interessi economici legati alla Sanità e dell’accoglienza degli immigrati. Uno dei tanti tentacoli di Mafia Capitale.

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Un mastodonte che ha:

1) 200 posti letto (tra Psichiatria e Residenza Sanitaria Assistita),

2) costa ai contribuenti ogni anno, più di 8 milioni di euro.

3) E’ circondato da oltre 70 ettari di terra la cui possibilità di costruirci sopra e di farne usi diversi ne aumenta di molto il valore.

Nel 2004 la clinica passa nelle mani della Geress, la Società di un ginecologo, Manfredino Genova, che però preferisce definirsi imprenditore, e dell’Ing. Massimo Forti amm.re delegato de “gli Annali”, un’altra casa di cura del Lazio nelle cui casse arrivano altri milioni di euro la cui provenienza, molto interessante, vi spiegheremo in un prossimo articolo

Nel luglio 2010 la Colle Cesarano avvia una procedura di licenziamento collettivo e mette in cassa integrazione 28 lavoratori (più della metà sono addetti all’assistenza). La cassa integrazione verrà poi estesa ad un totale di 35 dipendenti che saranno tutti licenziati entro il 2014.

Il motivo del licenziamento è dichiarato come una conseguenza della situazione di “crisi aziendale”.

Crisi che non impedisce l’aumento del compenso degli amministratori che passa da 80 mila a 220 mila euro l’anno nel 2013.

In seguito a una perizia contabile fatta da un professionista, sembra che 6 milioni di euro destinati all’assistenza sanitaria della Clinica “Colle Cesarano”, siano passati in altre società ben collegate tra loro, riconducibili sempre al “gatto” Forti e alla “volpe” Genova.

http://www.massimoenricobaroni.it/wp-content/uploads/2016/12/Relazione-Bilanci-Geress-Srl-Colle-Cesarano.pdf

I 35 dipendenti, quelli licenziati dopo tre anni di cassa integrazione, vengono pagati con gli ammortizzatori sociali, cioé con i nostri soldi; tutto questo perché i due amministratori hanno avuto la faccia tosta di mettersi il cartello al collo con la scritta: “crisi aziendale”.  La “crisi” è il pretesto per ottenere, dalla regione Lazio, la firma su ben cinque procedure di licenziamento ed ottenere i “dobloni” dall’INPS, moderno albero della cuccagna del Forti e del Genova.

Nel frattempo i tagli al personale mietono i loro effetti. Ad agosto del 2010 muore un paziente. I parenti, a cui viene negato l’ingresso, si fanno strada con la forza e riescono a raggiungerlo, per trovarne il corpo in una officina per la manutenzione, sporca e senza aria condizionata. Gli stessi riescono a girare un video che viene trasmesso anche in alcuni tg nazionali.

Nel 2011 un medico psichiatra, ex lavoratore della clinica, denuncia alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, una insostenibile situazione all’interno della casa di cura, sia per i pazienti che per i dipendenti. Addirittura dice di aver litigato con l’amministrazione per ottenere 20 coperte per i pazienti, denuncia cibo insufficiente e false ispezioni alla struttura da parte della ASL RMG.

La Direzione della Colle Cesarano viene infatti avvisata sempre con largo anticipo delle ispezioni.

Il medico riferisce anche di atti falsificati ad “hoc” per “mettere tutti al sicuro”

Da: Commissione Errori Sanitari (omissis)
A: “Claudio Antoniello”<antoniello_c@camera.it>, “Ranieri de Maria”<omissis>, <el-omissis>, “francesca gigli”<f-omissis>, <j-omissis>, <aucasati@libero.it>
24 nov 2011 – 15:38
Inoltro anche la mail di una dipendente—-Messaggio originale—– Da: …omissis...
Inviato: giovedì 24 novembre 2011 15.26
A: orlando_l@camera.it
Oggetto: Leoluca Orlando: CdC …omissis… E-mail di richiesta informazioni da parte di …omissis… Gentile On. Orlando,
le scrivo a proposito della Casa di Cura …omissis… di Tivoli, presso la quale ho prestato servizio di collaborazione professionale come medico psichiatra fino a 2 settimane fa. La situazione della clinica è assolutamente grave ed inaccettabile, i pazienti vertono in una situazione di abbandono e trascuratezza a causa della drastica riduzione del personale, della carenza dei servizi e di una gestione amministrativa votata al taglio e al risparmio, con conseguenti deficit clinici, assistenziali e di vigilanza inammissibili. Per farle solo un esempio, ho dovuto condurre una battaglia personale per avere 20 coperte affinché i pazienti non patissero il freddo, visto che molti si stavano ammalando ed erano costretti a dormire con addosso giacche e cappotti. Oltre a questo, il quantitativo di cibo è nettamente insufficiente (molti familiari hanno riscontrato l’evidente dimagrimento dei pazienti) e per ovviare al rischio di ulteriori soffocamenti sa qual è stata la soluzione? Togliere il pane ai pazienti ricoverati presso il reparto dei “cronici” a cui, tra l’altro, da mesi non vengono restituiti gli indumenti mandati a lavare nella lavanderia interna, che vengono sostituiti con vestiti provenienti dalla Caritas o dalle raccolte degli operatori..
Nel mese di ottobre abbiamo ricevuto l’ispezione della ASL …omissis…, di cui l’amministrazione e la direzione sanitaria era al corrente da circa 2 settimane.. giusto il tempo di inventare protocolli mai elaborati e mai applicati riguardanti la sicurezza, gli interventi in caso di intossicazione farmacologica e di agiti aggressivi e le procedure in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio. Inoltre, ai fini dell’ottenimento della convenzione per il reparto che verrà adibito a Comunità Terapeutica, sono stati formulati progetti riabilitativi personalizzati ai quali, in realtà, molti pazienti non hanno mai partecipato.
Ritengo che l’avvio di un’inchiesta approfondita riguardo a questo caso eclatante di malgestione sanitaria sia necessario ed urgente.. le assicuro che i mesi trascorsi in quel luogo mi hanno fatta sentire nell’era pre-basagliana, perché non c’è nulla che discosti …omissis… da un manicomio.
La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.
— Livia Parisi
Ufficio stampa  Commissione d’inchiesta errori e disavanzi sanitari
Palazzo San Macuto,  via del Seminario 76  Roma
Tel: +39 0667603575 –  Cell: +39 xxxxxxxxxxxxx

Genova a Sx & Forti a dx NOMINel 2012 qualcuno comincia a fare la conta dei morti. La stima è di un morto ogni 50 giorni.

Nel 2012 l’ASL Roma G controlla la Colle Cesarano senza “accorgersi” delle irregolarità, anzi ne certifica i requisiti di qualità che saranno importantissimi per conseguire, nel 2013, l’accreditamento definitivo ricevendo contemporaneamente un aumento di spesa di 600 mila euro.

I successivi controlli della Regione Lazio e dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, sono stati totalmente inesistenti, come accertato da numerose fonti parlamentari e segnalazioni del sindacato SICEL.

La Colle Cesarano ha inoltre fatturato alla Regione Lazio oltre 3 milioni di euro “extra accordi regionali“. Per spiegare quello che si configura come una truffa ed un danno erariale occorre far un esempio per spiegare il “trucco”: la Regione Lazio e la Colle Cesarano hanno siglato un accordo per  la cura di 5 appendiciti l’anno, sapendo che le altre strutture territoriali si occuperanno di altre diverse patologie. Il pagamento, da parte della Regione, avviene con puntualità e correttezza, a fronte delle fatture e le cifre infatti corrispondono. Il problema è che nelle fatture si legge che sono state curate 5 braccia rotte. Per carità molte braccia sono state curate, anzi moltissime, ma cosa ne è stato di quelli con l’appendicite?

Zingaretti, è stato messo a conoscenza di tutto questo dal momento dell’insediamento, come potete leggere qui di seguito:

All’attenzione del Presidente Regione Lazio Nicola Zingaretti – clinica XXX Tivoli
13 aprile 2013 10:08
ALL’ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO – NICOLA ZINGARETTI
Di seguito la mail inviata all’avv. Passi – Regione Lazio – in merito alla fatturazione della Casa di Cura privata xxx di Tivoli, gestione xxx.
L’avv. Passi mi aveva invitato lo scorso 10 gennaio nel suo ufficio per avere dettagli di una precedente segnalazione riguardo il medesimo argomento, oggetto di un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Lazio.
In allegato:
  • gli accordi regionali tuttora vigenti,
  • copia delle aftture con timbro di ricevuta e di liquidazione della ASL Roma G,
  • dettaglio dei posti letto equivalenti.
Da quanto sopra si evince fatturazione in eccesso di 3,5 milioni € per il periodo considerato.
Rimango in attesa di cortese riscontro agli indirizzi in firma.
Distinti saluti,
Aurelio Casati
—-Messaggio originale—-
Da: aucasati@xxx
Data: 04/02/2013 9.00
A: <mpassi@regione.lazio.it>
Ogg: Colloquio 10 gennaio 2013 – XXX
Buongiorno,
faccio seguito al ns. colloquio del 10 gennaio u.s.; con questo materiale, che dovrebbe essere già a disposizione della Regione Lazio, credo che bastino 24 ore per intervenire.
Cordialità,
ing. Aurelio Casati
aucasati@xxx
aucasti@xxx
PEC aurelio.casati@xxx
mobile xxx
 Allegato

Zingaretti sa che strutturalmente alla clinica mancano almeno 600 metri quadri per accogliere i 40 pazienti nei reparti di residenza sanitaria assistita. Insomma sa che la gestione della Colle Cesarano ha bisogno di coperture e fino ad oggi le ha garantite.

Come? proviamo a sbirciare dietro le quinte del palcoscenico della politica, dove troviamo uomini come Marco Vincenzi, uomo di punta di Zingaretti, sebbene a tratti sembri esattamente l’opposto.

Marco Vincenzi è:12073

1) Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Roma dal 2008 al 2012 (quando Zingaretti era Presidente) e, prima ancora;

2) è stato Consigliere Provinciale di Roma;

3)  Sindaco del comune di Tivoli (per due mandati);

4) Amministratore Unico della società termale Acque Albule di Tivoli;

5) Direttore Sanitario delle Terme Acque Albule di Tivoli

6) Dal 2013 è stato Capogruppo del PD.

Ruolo dal quale si è dimesso dopo gli scandali di mafia capitale, i pizzini scambiati con Buzzi e gli emendamenti in suo favore.

Ricapitolando, Marco Vincenzi è strettamente legato a Zingaretti da un lato e ad uno dei protagonisti di Mafia Capitale: Buzzi.

Nonostante Vincenzi frequentasse Buzzi, a volte persino presso la Colle Cesarano, e nonostante il coinvolgimento nell’inchiesta Mafia Capitale, Zingaretti continua a proteggere la carriera politica di Vincenzi. Che infatti diventa:

7) Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio.

Ruolo dal quale si è dovuto dimettere, pochi giorni fa, dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia per CORRUZIONE.

Sarà un caso ma dal 2011 un braccio della struttura sanitaria della Colle Cesarano, destinato fino ad allora alle attività ricreative dei pazienti (bar, luogo di culto, palestra ecc…), è stato adibito a centro accoglienza per gli immigrati ed è stato dato in gestione alla cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi. Tra l’altro l’ingresso degli ospiti e degli immigrati è in comune mentre gli immobili sono divisi tra loro solo da un cancello facilmente scavalcabile.

Le interrogazioni e le denunce presentate dal M5S sono state numerosissime, c’è stata anche una “visita ispettiva” fatta da me e dal consigliere regionale Davide Barillari a giugno del 2015.

E’ stato sollevato il caso  all’attenzione del governo che , superfluo dire, ad oggi risulta non aver risposto in alcun modo.

Tirando le somme possiamo dire che dopo anni di coperture e tutele è arrivato il momento di dare risposte, fare chiarezza e soprattutto fare pulizia. [/read] 

“A Villa Armonia gli operatori sono sfruttati”

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La Casa di Cura Villa Armonia Nuova è una casa di cura privata accreditata definitivamente dal 2014 per 119 posti letto, al Sistema Sanitario Regionale Lazio .

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In Italia ogni Struttura sanitaria per operare privatamente è soggetta a degli standard minimi stabiliti dalla legge nazionale e regionale. Queste strutture private se sono a caccia di soldi pubblici del SSR, le cosiddette strutture accreditate, devono operare un ulteriore passaggio, ovvero farsi accreditare dalla Regione in cui si trovano.

L’accreditamento istituzionale delle Strutture (sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private) è un procedimento con cui, a livello regionale, si attesta formalmente il possesso di requisiti ulteriori di qualità, condizione necessaria per erogare prestazioni sanitarie a carico del Sistema Sanitario Regionale.

In altre parole, l’accreditamento garantisce al cittadino e alle Regioni la qualità delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie rispetto a requisiti minimi che comprendono aspetti strutturali, tecnologici e organizzativi (es: numero e formazione del personale) in ordine alle patologie che vengono curate.

Il legale rappresentante, dr. Paolo Rosati, dopo qualche mese dall’ottenimento dell’agognato accreditamento istituzionale, ha reclamato, presso la Regione Lazio, un “baratto” tra 40 posti letto di RSA (Residenze Assistenziali Sanitarie) con posti letto di pazienti con diagnosi come “stati psicotici all’esordio” e/o “disturbi del comportamento alimentare e dipendenze patologiche”.

Per giustificare lo scambio,come leggerete nella lettera successiva, il dr. Rosati, dichiara che non gli arrivano richieste di ricovero presso l’RSA della sua Struttura e che la Casa di Cura, per questo motivo, sta affrontando una grave Crisi economica. Così dai primi mesi del 2015 ha ridotto lo stipendio dei lavoratori di circa il 40 %; da novembre 2015 a marzo 2016, ha fatto richiesta e ha ottenuto gli ammortizzatori sociali e dal 01 aprile 2016 ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per circa 20 dipendenti con inevitabili ripercussioni sul livello assistenziale e di cura.

I dipendenti, quindi, oltre a subire gli ammortizzatori sociali, lamentano la riduzione dello stipendio e denunciano anche l’ambigua presenza di cooperative, condizioni lavorative da sfruttamento, requisiti strutturali inadeguati e un insufficiente assistenza ai pazienti rispetto agli stessi standard di cura della struttura accreditata definitivamente.

Le organizzazioni sindacali hanno addirittura avallato, in sede regionale, le procedure poste in essere dalla Casa di Cura. La crisi aziendale “dichiarata” dal legale rappresentante (nonostante un budget annuale che supera i 5 MILIONI di euro), non ha prodotto alcuna diffida a procedere previo approfondimento dei dati di bilancio. Solo in data 22 aprile 2016, durante una riunione presso la “Direzione Territoriale del Lavoro”, le organizzazioni sindacali si svegliano e finalmente “ammoniscono” su stipendi tagliati, ordini di servizio per doppi turni a copertura del personale in cassa integrazione e livello d’assistenza penalizzato.

La vicenda è aperta grazie agli interventi di qualche politico “amico” che strumentalizza la notizia dei licenziamenti per sponsorizzare il progetto dell’imprenditore.

Qualche mese fa, Francesco Storace, vice presidente alla regione Lazio, ex ministro della salute, ex governatore del Lazio e novello candidato sindaco alle amministrative di Roma interviene. A sostegno dei lavoratori?

Ovviamente no ma a sostegno delle richieste avanzate dal gestore di Villa Armonia Nuova. Sfruttando perfettamente la condizione di bisogno , che rendono i lavoratori ricattabili con l’dea che un padrone più forte e più ricco tratterà meglio i suoi dipendenti, dichiara: “… la regione Lazio acceleri la soluzione del caso villa armonia nuova: sarebbe davvero criminale subire il rischio di licenziamento del personale perché Zingaretti non firma un decreto …” Questo decreto, si sottointende, dovrebbe riguardare la modifica dei posti letto e un nuovo accreditamento della struttura.

Prima di lui si è comportato in maniera assolutamente identica Rodolfo Lena del PD presidente commissione politiche sociali e salute della regione Lazio.

Gli imprenditori si sfregano le mani in questo sistema studiato a garanzia del più forte in cui ci guadagna l’imprenditore, ci guadagna il politico che deve essere riconfermato, mentre l’operatore sanitario che deve prendersi cura delle nostre nonne o dei nostri parenti disabili, è costretto ad ammazzarsi di lavoro sotto pagato e sfruttato con ricatto del licenziamento per mantenere uno standard dignitoso nella cura di questi pazienti.

Quando vediamo tutti quei video della polizia che mostrano operatori sanitari che maltrattano pazienti non autosufficienti o disabili, ricordiamo sempre che qualcuno sopra di loro ha deciso le regole del gioco e, oltre a fare profitto come nel privato, potrebbe anche decidere di sfruttare al massimo qualsiasi situazione pur di fare soldi.

E’ stata prodotta, da alcuni lavoratori della Casa di Cura “ Villa Armonia Nuova” (accreditata presso la Regione Lazio con decreto n. U00383 del 12 novembre 2014), una relazione che ha lo scopo di denunciare i fatti di gestione che li vede coinvolti dagli inizi del 2015.

Per opportuna conoscenza e per trasparenza si provvede a pubblicare fedelmente la narrazione ricevuta:

 

nel mese di Febbraio 2015 ci venne comunicato dal legale rappresentante dr. Paolo Rosati, che in ordine ai 114 posti letto accreditati dalla Regione Lazio, i 40 posti letto di RSA risultavano vuoti, senza richieste e che malgrado la domanda presentata in data 09/08/2013 alla Regione per la rimodulazione di posti letto da RSA ad altri di diversa patologia (esordi e disturbi del comportamento dell’alimentazione) ancora non era uscito il decreto che modificasse l’accreditamento con i moduli richiesti e ne autorizzasse le procedure di ricovero. Di conseguenza l’azienda si trovava nell’impossibilità di pagare le competenze del mese di Dicembre 2014 riguardanti le indennità festive e notturne e che inoltre gli straordinari effettuati sarebbero stati trasformati in riposi compensativi.

Di questa riunione con i rappresentanti sindacali interni malgrado molte insistenze non venne rilasciato nessun verbale.

In data 09/03/2015 (come da verbale allegato) in una riunione sindacale ci venne comunicato “che l’Azienda era nell’impossibilità di onorare dal mese in corso il pagamento totale degli stipendi ai propri dipendenti”. Tant’è che sul retro delle busta paga di Febbraio venne riportato a matita dall’Amministrazione quanto ci avrebbero erogato e quanto “circa” avremmo dovuto avere come residuo. Anche chi era in maternità o in malattia da mesi ha ricevuto la stessa riduzione dello stipendio e a coloro i quali avevano in busta la cessione del quinto veniva comunque detratta la somma conteggiando lo stipendio intero anziché quello realmente erogato.

Di questa mancanza di liquidità da parte dell’azienda non é mai stato mostrato un documento e nessun sindacato si é mai preso carico di reperirlo.

Nei successivi mesi ci sono stati molte riunioni sindacali, hanno iniziato lo stato di agitazione e nel mese di Maggio 2015 l’Amministrazione, i Sindacati e un rappresentante dell’ASL RMD sono stati ricevuti dal Prefetto che, dopo l’incontro, visto che non c’era nessun accordo tra le parti, ha consigliato di fare entro una settimana una riunione tra sindacati e amministrazione per trovare un accordo e di fargli avere il verbale in modo da poter procedere per la tutela dei dipendenti. Risulta che il verbale al Prefetto non é mai stato consegnato.

Il 13 Luglio 2015 durante una manifestazione alla Regione Lazio fu ricevuta una delegazione sindacale dal vice di D’Amato. Ai sindacalisti vennero consegnati dei documenti che riguardavano gli importi che la Regione Lazio aveva erogato a Villa Armonia Nuova fino a quel momento e gli fu inoltre detto che visto che la Regione pagava regolarmente non c’era nessun motivo di manifestare contro di essa ma che sarebbe stato lecito chiedere all’Azienda dove erano finiti o come erano gestiti i fondi pagati.

Siamo andati avanti fino ad oggi (Marzo 2016) con solo l’acconto dello stipendio (il 60% circa) sempre in attesa del decreto attuativo e con continue minacce di licenziamento (in una occasione fecero addirittura 8 nomi, poi successivamente smentiti) e con lo spauracchio dall’attuazione del contratto AIOP RSA, insomma oltre un anno vissuto con uno stipendio ridotto e sempre in ATTESA che qualcosa si sbloccasse. Il classico gioco del bastone e della carota.

Ci sono stati anche molti casi di malattia tra i dipendenti (soprattutto a causa dello stress) tanto che in reparto c’erano giá gli ordini di servizio firmati con solo il nome e la data da inserire. A volte dipendenti in riposo dopo le notti venivano chiamati a casa per coprire dei turni e quando non reperibili gli veniva inviato un SMS. Ordini di servizio “telematici” fuori da ogni regola.

Da notare che la struttura opera su tre piani (piano terra, primo e secondo piano).

Al secondo piano, un’ intera ala con 11stanze (più una stanza adibita per i gruppi di reparti) é stata tenuta libera da metá Gennaio 2015 fino a Dicembre 2015 senza degenti. Nell’altra ala del piano sono presenti 24 ospiti tutti del modulo SRSR.

Per ottenere questo, cioé far vedere di avere posti liberi, al primo piano ( capienza 44 posti letto) hanno convissuto senza divisioni (a volte anche nella stessa stanza) tre (3) tipologie di modulo diverse (STPIT, SRTR I, SRTR E).

Al piano terra (capienza 16 posti letto) convivono due (2) tipologie di moduli (STPIT, SRTR I).

Una cosa inoltre da accertare riguarda il fatto che la struttura prima del decreto era accreditata per 100 posti letto e tanti ospiti al massimo ne ospitava. Ora, malgrado alcune stanze siano state adibite per legge ad uso medico, terapeutico o per gruppi di reparto, l’accreditamento é salito a 114 posti letto. I dipendenti non sanno spiegarsi come, ma forse la planimetria lo puó chiarire, ma in ogni caso i moduli risulterebbero non divisi (come ora del resto, ossia piú moduli sullo stesso piano).

La turnazione non viene stabilita in base ai moduli assistenziali ma per piano, inoltre i turni sono settimanali e vengono esposti il venerdí per il lunedí successivo.

Dal mese di Novembre con il personale sfinito e le numerose malattie dovuta anche alle malattie stagionali i turni sono usciti anche giorno per giorno e dove non c’erano cambi venivano consegnati ordini di servizio per doppi turni (di 14 ore nei diurni e fino a 17 ore nei turni notturni).

Da Dicembre 2015 a marzo 2016 l’Azienda è riuscita a farsi riconoscere dalla Regione la cassa integrazione in deroga con la firma di due sindacati su tre. Sono stati inseriti altri 2 tecnici della riabilitazione (4 in totale) che hanno sostituito il personale sanitario ( infermieri ed OSS) i turni sono tornati ad uscire settimanalmente ed il personale a rotazione é stato mandato in cassa integrazione.

I sindacati hanno continuato a firmare le procedure di CIG senza far notare che si è abbassato il livello assistenziale fino a togliere gli OSS o gli infermieri da alcuni turni sostituendoli con i tecnici..

Il 07/10/2015 l’azienda ha comunicato alle OO.SS di aver ” fomalizzato lo stato di crisi per i licenziamenti collettivi”. Nello specifico sono stati proposti i licenziamenti di: 9 Infermieri, 1 OSS, 3 Ausiliari, 1 Operaio specializzato, 1 Centralinista, 3 Impiegati. Da notare inoltre che 9 Infermieri che inizialmente l’amministrazione riteneva in esubero, sarebbero dovuti essere riqualificati nella mansione di “tecnico della riabilitazione”, infatti a fronte della necessità di 11 tecnici nella turnazione, ne sono stati assunti solo 4 a partita iva. Questi 9 Infermieri/tecnici fanno tutti doppia mansione, in base alle esigenze del turno e del piano.

Nel frattempo 4 infermieri non più in pianta organica non sono stati sostituiti.

Il 1 aprile 2016 è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo per l’esubero di 15 unità lavorative ma nessun riferimento esplicito da parte dei sindacati ai documenti riguardo il bilancio, la pianta organica e la planimetria.

All’interno della struttura opera una cooperativa per le pulizie che sembra, faccia riferimento in qualche modo alla Direttrice Amministrativa Elisabetta Guidi, infatti quasi tutti sono parenti o comunque legati a dipendenti vicini all’amministrazione o alla Guidi stessa da notare che questi dipendenti vengono regolarmente retribuiti con stipendio pieno.

A quanto risulta sembra che anche i fornitori vengono regolarmente pagati.

In tutto questo periodo alcuni esponenti politici della Regione Lazio sono andati in struttura personalmente. Il Presidente della commissione sanità regione lazio Rodolfo Lena è addirittura intervenuto durante una riunione sindacale i primi di agosto del 2015 Il 29/02/2016 l’On. Francesco Storace ha incontrato l’amministrazione ed il personale chiedendogli di attendere ancora un po’ “abbiate ancora un po’ di pazienza” e ha consigliato nel frattempo di fare la cassa integrazione e che, ORA che era venuto a sapere della situazione, se ne sarebbe occupato personalmente.

Riguado ció giro i link che mi hanno consigliato.

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/874867/Posti-letto-vuoti-e-lunghe-liste.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/865324/Villa-Armonia–per-una-firma.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/863818/Villa-Armonia-Nuova–e-crisi.html

 

http://lanotiziah24.com/2015/07/roma-i-lavoratori-di-villa-armonia-nuova-incontrano-il-presidente-lena/

 

Nessuno interviene garantendo azioni che istituzionalmente gli competono. Pare piuttosto che corruzione, connivenza e mancanza di controllo permettano di porre in essere azioni nei confronti dei lavoratori e degli ospiti della Struttura. Isindacati hanno permesso che venissero violati diritti costituzionali, non hanno controllato i turni, le mansioni, la somma delle ore che i dipendenti sono costretti a fare. Nessuno si è accertato della veridicitá dello “stato di crisi” asserito dall’amministrazione

La ASL RMD ha controllato il livello assistenziale durante i turni per ogni singolo modulo?

Ha controllato la disposizione dei pazienti, la loro divisione?

La Regione Lazio ha controllato come vengono spesi i soldi pubblici erogati a Villa Armonia Nuova?

Ci chiediamo se questo stato di crisi è reale o é il classico sistema di ricatto del datore di lavoro per ottenere tutto quello che si vuole.

I lavoratori devono essere rispettati, in passato c’é chi ha dato la vita per questi diritti. Noi tutti non possiamo permettere che squallide figure per propri interessi si prendano gioco del nostro passato e decidano il nostro futuro.” [/read]