Centro Unico Prenotazioni Lazio: se telefonando, potessi prenotare anch’io…

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Il C.U.P. è l’arcinoto Centro Unico di Prenotazione per le visite sanitarie che saranno prenotate dopo la morte del paziente.

Non è colpa degli operatori, è il Sistema Sanitario Nazionale che è in mano alle lobby della privatizzazione.

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La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano è la più grande casa di cura del Lazio, si trova presso Tivoli, in provincia di Roma, è uno dei tanti crocevia degli interessi economici legati alla Sanità e dell’accoglienza degli immigrati. Uno dei tanti tentacoli di Mafia Capitale.

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Delega Pubblica Amministrazione: Siete in scadenza e presto andrete a casa

Questa delega aveva l’auspicio di riordinare la pubblica amministrazione nell’ottica della semplificazione, dell’efficienza, della trasparenza ,così da non renderla un ostacolo per i privati cittadini, per le imprese e per i dipendenti che ci lavorano. Si è parlato di innovazione!

Non è così.

Quello che doveva essere un disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione è diventato ed è un provvedimento omnibus! Come tutti i provvedimenti omnibus che si rispettino dentro è stato infilato di tutto, in maniera incoerente e illogica. Un mio collega l’ha definito “la galleria degli orrori”. IO LA DEFINISCO L’ENNESIMA OCCASIONE UTILE DI INSERIRE QUA E LÀ LE “SOLITE SCHIFEZZE” E I SOLITI FAVORI AGLI AMICI DEGLI AMICI, SPERANDO CHE IN PIENA ESTATE PASSINO INOSSERVATE.

A titolo di esempio, cito l’emendamento Fiano e Giorgis, approvato in accordo con il Ministro Madia, che prevede la possibilità di affidare ai pensionati pubblici o privati incarichi dirigenziali e direttivi a titolo gratuito, ovviamente senza alcuna procedura concorsuale e al di fuori del regime d’incompatibilità del pubblico impiego. Significa che, ad esempio, ad un ipotetico Ing. Incalza collocato in pensione, può utilmente e discrezionalmente, essere affidato per un anno un incarico dirigenziale o direttivo. L’UOMO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO E AL POSTO GIUSTO! L’anno successivo sarà affidato ad un altro Ing. Qualcuno e cosi via e, di anno in anno, si potranno collocare nei posti chiave tutti gli amici degli amici. Il tutto gratuitamente! Perché intanto l’ipotetico Ing. Incalza ha il suo studio tecnico o la sua bella società che prende appalti pubblici! Tutto ciò potrà avvenire tanto nelle amministrazioni pubbliche quanto negli enti e nelle società controllate!

Alla faccia del ricambio generazionale che il Presidente Renzi e il Ministro Madia avevano sbandierato orgogliosamente all’indomani dell’approvazione del decreto legge 90/2014. Ma soprattutto alla faccia del ruolo unico dirigenziale che si vuole istituire con questo stesso decreto di delega!

Se queste sono le intenzioni e i giochi sottobanco come possiamo affidare o delegare una riforma così importante senza che siano ben delineati criteri e principi direttivi! Sì, perché questa delega è carente di direttive chiare e stringenti, è confusionaria, piena di incongruenze.

Lungo il suo percorso il disegno di legge ha perso di vista la pubblica amministrazione ed è diventato un insieme di deleghe volte ad attribuire pericolosi poteri al Presidente del Consiglio (addirittura in taluni casi si parla di non ben identificate determinazioni personali!). S’interviene sull’Avvocatura dello Stato, sulla Corte dei Conti, sulle intercettazioni, sui corpi di polizia (addirittura si vuole militarizzare il corpo forestale!).

Sotto la bandiera della semplificazione in realtà si vuole far passare una diffusa deregulation a discapito della tutela della salute, dell’ambiente e dei beni culturali, eliminando qualsiasi clausola di garanzia e rafforzando indiscriminatamente gli istituti del silenzio assenso!

Con questi presupposti come si può attribuire una delega sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza? La delega è già stata esercitata con i decreti legislativi 33 e 39 e se si avverte il bisogno di migliorarli sono sufficienti degli interventi diretti o d’interpretazione autentica. Quello che serve è rafforzare i controlli e le sanzioni, chiarire chi debba farli, quando e come!

Si fanno decreti in fretta e furia per assicurare il finanziamento pubblico ai partiti ma non si riesce a fare un decreto di tre righe che risolve e chiarisce le incongruenze lamentate dal Presidente dell’ANAC che, in un crescendo demoralizzante per chi lo ascolta, dice che questi decreti sono proprio fatti male! Per tale motivo, si presume, si trova costretto a reinterpretarli, ormai quotidianamente! Quindi abbiate il coraggio di fare un’interpretazione autentica con buona pace di tutti e di Cantone, ma per favore non si chiedano deleghe sulla materia. Si chiarisca, ad esempio, che l’incompatibilità del Presidente di un ordine professionale, dal lato dell’ente pubblico, va dichiarata dall’ANAC e non dalle giunte del Parlamento che la dichiarano solo ed esclusivamente rispetto al ruolo di parlamentare.

Con questa delega voi volete ulteriormente ridefinire l’ambito soggettivo di applicazione delle norme sulla trasparenza come se non fosse ancora sufficientemente chiaro che la trasparenza, così come l’anticorruzione, si applicano, a norma dell’art. 11 del decreto 33, a qualsiasi soggetto pubblico o privato che sia controllato o finanziato dalla pubblica amministrazione, come è giusto che sia!

Cosa volete ancora ridefinire? Semmai dovete ampliare l’ambito soggettivo anche al mondo delle cooperative e delle fondazioni bancarie e per fare questo non serve una delega ma è sufficiente dire che il decreto 33 si applica anche al mondo opaco delle fondazioni e delle cooperative dove gira il flusso della corruzione da e per la pubblica amministrazione.

Avete appena distrutto la scuola pubblica creando i presupposti per un’istruzione di serie A ed una di serie B ma, non paghi di ciò, volete anche creare i presupposti affinché vi siano anche Università e laureati di serie A e di serie B, permettendo che magari un titolo di studio preso alla Bocconi abbia un valore diverso da quello preso in qualsiasi altra Università pubblica italiana.

Volete una delega sulle partecipate senza dire con chiarezza che una partecipata con un numero di consiglieri maggiore del numero dei dipendenti NON PUÒ E NON DEVE ESISTERE, che una partecipata con un bilancio in negativo DEVE ESSERE SOPPRESSA e il servizio pubblico deve essere reinternalizzato!

Oggi abbiamo un mondo di partecipate commissariate vita natural durante con tutte le conseguenze tipiche della straordinarietà delle gestioni che vedono uomini soli al comando, lì da decenni e incapaci di risanare alcunché!

Il fenomeno delle partecipate è nato e proliferato per tentare di derogare alle norme pubbliche sugli appalti e sugli impieghi, per tentare di far girare i soldi pubblici (e con essi i servizi) al di fuori dello sguardo indiscreto del cittadino che quei soldi ce li mette e di quei servizi ne ha diritto.

Oggi che vi siete resi conto che anche le partecipate DEVONO rispettare i principi e le regole pubbliche (come peraltro prevedono proprio le direttive europee) ivi incluse le norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione, volete correre ai ripari chiedendo una delega che vi consenta, di trovare l’escamotage giusto per continuare a gestire soldi e servizi pubblici in assoluta opacità e con il consueto arricchimento delle solite multinazionali e delle solite organizzazioni camorristiche e mafiose.

La pubblica amministrazione ha bisogno del rinnovo dei contratti che non sia il pannicello caldo per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale ma che sia un effettivo ristoro dell’illegittimo blocco durato anni per ordine della Troika!

La pubblica amministrazione ha bisogno di pulizia rispetto agli innumerevoli consulenti e collaboratori messi lì dai politici di turno e dai loro pacchetti di voti, non di rado anche mafiosi!

Vogliamo ricordare quanto messo in luce dall’inchiesta di Mafia Capitale, ovvero che i dirigenti e i vertici sono messi nei posti chiave dalle organizzazioni criminali in accordo con la politica? Quel “CE L’AVEMO MESSA NOI“ che emerge da tutte le intercettazioni dimostra come il problema della dirigenza non può essere risolto solo con elenchi e ruoli unici , con valutazione e merito, ma anche e soprattutto ponendosi il problema DA CHI e PERCHE’ viene scelto un dirigente! E voi che fate? Vi preoccupate da quali atenei provengono i candidati dirigenti e del loro livello di accreditamento ma non prevedete un sistema di garanzia nella composizione delle commissioni di concorso e di valutazione e da chi vengono affidati gli incarichi dirigenziali. Tra i miei emendamenti presentati in commissione ho tentato di proporre il meccanismo del sorteggio a parità di requisiti sia per chi fa parte delle commissioni e sia per gli incarichi da conferire, proprio per impedire che siano affidati in maniera discrezionale o per contentare I Carminati e I Buzzi di turno!

Sono talmente tanti i decreti delegati previsti da questa norma e anche così confusi, aleatori e sconclusionati che mi vengono forti dubbi che riuscirete MAI a produrli.

E il motivo principale è che SIETE IN SCADENZA E PRESTO ANDRETE A CASA!

Come spolpano l’Italia. Dalla Cns al Cara di Mineo

I tentacoli della Piovra di #Mafiacapitale si sono insinuati invariabilmente dal Nord al Sud della penisola. Scorrendo le oltre mille pagine dell’inchiesta si scopre quanto Salvatore Buzzi avesse rapporti con vari potentati economici, tutti, ovviamente, facenti capo al mondo delle Coop Rosse. La famosa foto fatta in compagnia dell’attuale Ministro del Lavoro Giuliano Poletti è solamente la ciliegina sulla torta che testimonia come i rapporti fra certi personaggi e certa politica fossero strettissimi. Naturalmente la torta di cui si parla sono le decine se non centinaia di milioni di euro di soldi pubblici che le Coop rosse in Italia si spartiscono ogni anno per assicurare tutta quella serie di servizi essenziali che lo Stato da solo non riesce ad assicurare (o non vuole?).

Per avere un’ idea, lo stesso Buzzi, prima dell’arresto, faceva parte del Consiglio di Sorveglianza (in pratica il Consiglio di Amministrazione) del CNS (Consorzio Nazionale Servizi) con sede a Bologna che nel solo 2013 ha fatturato in totale 644 MILIONI di euro!!! Tutti questi denari per oltre la metà sono stati fatturati nel settore delle pulizie, ma non piccola parte occupano il settore energetico, quello relativo all’ecologia e quello relativo alla ristorazione collettiva. In pratica una specie di multiutility cooperativistica che abbiamo visto con quali metodi acquisiva commesse.

La COOP 29 Giugno che operava sostanzialmente su Roma ricalcava in piccolo questo schema, occupandosi, a livello locale, di quasi le stesse cose ma con in più l’emergenza abitativa e l’accoglienza degli immigrati.

Agghiacciante l’intercettazione di Buzzi che afferma: “ Ma te c’hai idea quanto ce guadagno cogli immigrati? Il traffico de droga rende meno!”

E qui arriviamo all’ormai famoso Sistema Odevaine.

Luca Odevaine, ex Capo di Gabinetto di Veltroni al Comune di Roma, ha nel frattempo fatto carriera e siede al Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione presso il Ministero dell’Interno ed è consulente del Presidente del C.D.A. per il Consorzio “Calatino Centro di Accoglienza” che sovraintende la gestione del C.A.R.A. di Mineo di cui Odevaine, colmo dei colmi, è anche dipendente part-time. In pratica percepisce 2 mezzi stipendi per fare la stessa cosa…. Buzzi tira fuori 5000 euro al mese di stipendio per Odevaine stesso affinché questo faccia spostare “tanto lavoro”, cioè tanti immigrati verso i Centri che Buzzi controlla a Roma e dintorni. Naturalmente il tutto all’interno del quadro emergenziale così come si è voluto far apparire negli ultimi mesi e altrettanto ovviamente per assegnazione o chiamata diretta, saltando qualsivoglia controllo come avrebbe dovuto essere in caso di regolare gara d’appalto. Ma ancora più grave dal punto di vista politico è che questa banda di affaristi riusciva addirittura a far spostare interi pacchetti di fondi nell’assestamento di bilancio del Comune di Roma che sarebbero poi finiti nelle loro tasche, avendo rapporti di corruttela con vari livelli dell’amministrazione capitolina, dai Capi Dipartimento a semplici funzionari ed impiegati.

Le “pubbliche relazioni” di Buzzi che nel corso degli anni lo avevano portato a Bologna, come risultato importante avevano dato la conoscenza di un certo Salvatore Forlenza, che della CNS era il Capo dell’area commerciale per il Centro Italia, già ex dirigente del PCI e dirigente di Legacoop il cui Presidente, prima di diventare Ministro, era Giuliano Poletti.

Forlenza è residente nell’hinterland di Latina e qui gioca in casa. Vince appalti per l’affidamento del servizio rifiuti del Comune di Minturno con la Coop. ASA che fa parte della galassia CNS, che subito si appoggia alla 29 GIUGNO di Buzzi. Il bello è che questo è un appalto senza gara perché immediatamente successivo allo scandalo della precedente società che si occupava dei rifiuti, la Eco Ego. Dalla padella alla brace!!!

La geografia di #Mafiacapitale ci regala un’Italia incistata di piccoli e grandi tumori in cui i vari notabili locali sguazzano indisturbati avendo la complicità dei notabili di livello nazionale in un sistema di vasi comunicanti in cui le cellule tumorali viaggiano da un capo all’altro della penisola, indisturbate come gli affari.

#FuorilaMafiadalloStato.

 

COOP 29 GIUGNO. 30MILA € A MARINO? GOVERNO RISPONDI?

Da sabato mattina interroghiamo il Governo sui 1000 mq a canone agevolatissimi che la Coop 29 Giugno ha avuto da parte della giunta Marino, in particolare chiediamo anche spiegazioni sui 30.000 Euro che la stessa “29Giugno” ha erogato a Marino durante la campagna elettorale.

Vogliamo sapere se il governo è informato e se questo tipo di assegnazione sia stata fatta a norma di legge.

Perché a noi non risulta

VIDEO. MASSIMO BARONI (M5S): COOP 29 GIUGNO. 30MILA € A MARINO? GOVERNO RISPONDI?

 

Leggi il testo dell’interrogazione

Atto Camera. Interrogazione a risposta scritta 4-07396 presentato da BARONI Massimo Enrico

BARONI, DI BATTISTA, LOMBARDI, VIGNAROLI, DAGA e FRUSONE.

Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
la vicenda relativa all’inchiesta «Mondo di Mezzo» appare per molti versi inquietante, sollevando tra l’altro pesanti interrogativi sul sistema delle cooperative;

dal sito del comune di Roma, a tutt’oggi non risulta allegato, da parte del sindaco Ignazio Marino il rendiconto, ex lege n. 515 del 1993, articoli 6 e 7, delle spese elettorali sostenute e dei contributi ricevuti completo di tutte le voci, ma risulterebbe scritta a penna solamente la somma delle spese effettuate divisa per capitoli piuttosto generici;

dalle risultanze dell’inchiesta «Mondo di Mezzo» istruita dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma risultano due bonifici uno di 10.000 (diecimila) euro proveniente dalla Cooperativa 29 Giugno e uno di 20.000 (ventimila) euro proveniente dal consorzio Eriches 29, entrambi facenti capo a Salvatore Buzzi arrestato nel corso della medesima inchiesta che sarebbero finiti a finanziare la campagna elettorale del futuro sindaco Ignazio Marino;

da fonti di stampa si apprende che, con apposita delibera (n. 312 del 2014) il comune di Roma ha dato in concessione alla Cooperativa 29 Giugno l’immobile di Via Pomona 63/65, una delle sedi della cooperativa stessa, ad un prezzo di 14.752,80, ben l’80 per cento al di sotto dei prezzi di mercato di quella zona, valutato dall’ufficio stime del Campidoglio in 73.764 euro, e, sebbene lui si sia difeso dicendo che in precedenza la coop 29 Giugno occupasse quegli stessi locali a titolo gratuito vale qui la pena ricordare la legge n. 241 del 1990 che all’articolo 12 modificato dal decreto legislativo n. 33 del 2013 sulla pubblicità e trasparenza nella pubblica amministrazione che così recita: «La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi» e che è stata totalmente mancante –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti in premessa;
se abbia attivato i necessari controlli sulla coop 29 Giugno che devono necessariamente riguardare anche il costo di locazione dell’immobile ove è ubicata la sua sede principale. (4-07396)