FONDAZIONE VERONESI DA BRIVIDO. MAI MI FAREI CURARE DA QUESTA GENTE

Rimango basito sulla levata di scudi attorno a Umberto Veronesi. E’ nauseabonda la ministra Lorenzin quando fa finta di non sapere che l’attività scientifica e di ricerca di medici e professoroni è non di rado finanziata da case farmaceutiche o produttrici di macchinari in sanità. Fa finta di non sapere delle percentuali corrisposte a medici prescrittori o docenti promotori, dei viaggi pagati e dei convegni e congressi finanziati. Fa finta di non sapere che la salute dei cittadini e la formazione universitaria è un business in mano ad un manipolo di massoni e finanzieri che, in combutta con banche, casse di previdenza  ed holding di vario genere  determinano e condizionano il sistema di salute e il sistema della ricerca.

Esprimere l’auspicio che si debba quanto meno sapere se un produttore di macchinari per mammografie finanzi chi le mammografie le fa e le prescrive mi sembra il minimo sindacale di fronte all’auspicio ben più rilevante che chi fa mammografie non dovrebbe ricevere neanche un CENTESIMO da chi produce i macchinari per farle.

Ho fatto un breve giro sul sito della rinomata Fondazione Veronesi e quello che emerge è osceno. Solo la composizione del Comitato di sostegno e del Comitato ETICO fa rabbrividire.

Oltre ad alcuni nomi noti come ad esempio Massimo Cacciari, Fedele Confalonieri, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Marcello Pera, Renzo Piano, Sergio Romano, Maurizio Sella, Giorgio Squinzi, Marco Tronchetti Provera, nel comitato di sostegno troviamo personaggi che destano non poche perplessità.

Compare il nome di Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del gruppo Bracco, è anche presidente di Expo 2015 Spa, commissario generale di sezione per il padiglione Italia all’Expo e vicepresidente di Confindustria con delega per ricerca e innovazione. Cavaliere del lavoro, è stata presidente di Assolombarda e, prima ancora, presidente di Federchimica. Il Gruppo Bracco è una multinazionale italiana della salute che opera principalmente nel settore chimico e farmaceutico, nonché nei settori della Diagnostica per immagini, con raggi X, inclusa la tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM), ecografia e medicina nucleare.

Altro nome è quello di Maurizio Dallocchio, ottimo sciatore nel mirino della Consob e soprattutto attivissimo professore di Finanza aziendale della Bocconi con un lungo curriculum di consulente e consigliere in una miriade di società. E’ stato rinviato a giudizio per truffa aggravata insieme ai vertici dell’Ente previdenziale dei medici (in riferimento ad un investimento di 20 milioni nella Dgpa Capital (che fa capo alla Dgpa, società di consulenza creata dallo stesso Dallocchio con tre soci ). Qualche anno fa era stato multato dalla Consob insieme ad altri soci e amministratori, tra i quali Giulia Ligresti, della Helm Finance per «mancanza di correttezza e diligenza del comportamento di Helm Finance SGR nell’interesse degli investitori gestiti» e «per essersi la società disinteressata della gestione» di alcuni fondi. E prima ancora era stato sanzionato come consigliere di Interbanca. Sembra che la sua cattedra alla Bocconi sia sta sponsorizzata prima da Lehman Brothers e adesso da Nomura. Collettore di incarichi, in quota Gnutti e Ligresti, nel  mondo delle municipalizzate milanesi.

C’è Enrico Decleva storico italiano e Rettore dell’Università degli Studi di Milano dal 2001 a novembre 2012. Presidente dal 2001 del Comitato regionale universitario lombardo, Decleva è stato dal 2004 vicepresidente della CRUI, la conferenza dei rettori e membro del Consiglio della Fondazione Internazionale Balzan “Premio”, della quale è, dal novembre 2013, presidente. È stato anche direttore responsabile dell’«Archivio storico lombardo» e fa parte del consiglio di amministrazione della «Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori».

Altro nome è quello di Adriano De Maio, presidente del Consorzio per l’AREA di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste gestisce e promuove il parco scientifico e tecnologico AREA Science Park, il primo parco scientifico italiano istituito nel 1978, in concomitanza con la creazione dei più importanti e prestigiosi parchi a livello mondiale. Il Consorzio è Ente pubblico nazionale di ricerca di I livello del MIUR. De Maio oltre ad essere professore ordinario presso il Politecnico di Milano è Presidente di altre istituzioni come ad esempio la Fondazione CEN –Centro Europeo per la Nanomedicina. il Comitato di Investimento del Fondo Next di Venture Capital ed il Distretto Green and High Tech di Monza e Brianza. È inoltre Consigliere di Amministrazione di SAES Getters SpA, Telecom Italia Media SpA, TxT e-solutions SpA, EEMS SpA e dell’AGI – Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. È attualmente membro del Comitato Scientifico dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana, della Fondazione Politecnico e della Fondazione Snaidero.

Il nome più “curioso” è  quello di  Maurizio De Tilla che coordina il Comitato scienza e diritto della Fondazione Umberto Veronesi ed è Presidente della Commissione Giustizia della Lega Italiana dei diritti dell’uomo. E’ presidente dell’ANAI -Associazione Nazionale Avvocati Italiani, dell’Associazione “Le professioni per l’Italia”, di Alpe (Accademia Europea delle Professioni). Dal 2008 è anche presidente fondatore dell’Associazione Europea delle Casse Professionali. Dal 2008 al 2012 è stato presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Dal 1997 al 2007 ha rivestito la carica di presidente della Cassa Nazionale di Previdenza Forense. Dal 1998 al 2010 è stato presidente dell’Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati). Negli anni 2006-2007 ha presieduto la Federazione degli Ordini Forensi d’Europa con sedi a Barcellona e Strasburgo. Le cronache lo ricordano come un potente della massoneria e compare anche nel comitato tecnico- scientifico di Tribuna finanziaria, dove si trovano nomi ben noti come quello degli “onorevoli” Mario Mantovani e Giuseppe Gargani.

Abbiamo anche il nome di Eolo Parodi, parlamentare europeo per tre legislature (1984-1989, 1989-1994, 1994-1999) e deputato al parlamento italiano per una legislatura (2001-2006). È stato presidente dell’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri fino al 19 aprile 2012. È stato eletto alle elezioni europee del 1984, poi riconfermato nel 1989 e nel 1994, per le liste della DC e di FI. È stato vicepresidente della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek, della Commissione per i trasporti e il turismo e dei gruppi parlamentari “Forza Europa” e “Unione per l’Europa”. E’ stato rinviato a giudizio come dirigente dell’Enpam, per aver scelto di investire, a partire dal 2006, quasi tre miliardi di euro in prodotti finanziari derivati che per le loro caratteristiche presentavano un alto rischio di redditività. La posizione di Parodi è stata stralciata per motivi di salute. Il processo è stato fissato per il 12 maggio e davanti ai giudici dovrà comparire Maurizio Dallocchio (anch’egli nella Fondazione Veronesi. I reati ipotizzati sono truffa aggravata e ostacolo agli organi di vigilanza (ministero del Lavoro e dell’Economia). L’Enpam è l’ente di previdenza dei medici e dentisti, la cassa più grande d’Italia per iscritti e risorse (quasi 350 mila aderenti che versano circa due miliardi di contributi l’anno, con un portafoglio di investimenti finanziari per oltre 5 miliardi di euro). i bilanci della cassa erano pieni di “titoli tossici” estremamente rischiosi e possibile causa di perdite gigantesche. Secondo gli inquirenti, Parodi e gli altri indagati, in concorso tra loro, “mediante artifizi e raggiri”, hanno sostanzialmente aggirato le regole interne dell’Enpam, che imponevano prudenza negli investimenti, al fine di realizzare massicci investimenti in strumenti derivati. Un secondo filone dell’inchiesta sull’Empam riguarda la gestione del patrimonio immobiliare.

Ancora, Giorgio Fossa, Presidente di Confindustria dal 1996 al 2000. Amministratore unico della Silvio Fossa S.p.A, azienda operante nella progettazione, lavorazione e assemblaggio di cilindri idraulici, pneumatici e rotanti, standard e speciali. Diversifica la sua attività investendo in società operanti nel settore manifatturiero e in quello finanziario. Dal marzo 1982 socioaccomandante di Marmont Sas. Dall’ottobre 1990, consigliere “Industria e Università Srl”. Dal dicembre 1992, socio amministratore di Gieffe SS e di Nicto SS, operanti nel settore mobiliare ed immobiliare. Dal 1995 al 1996 presidente del consiglio di amministrazione de Il Sole 24 Ore. Da dicembre 1996, Consigliere della LUISS. Da aprile 1998 membro del consiglio di amministrazione della Valentino S.p.A. e membro del consiglio di amministrazione del Libero Istituto Universitario Cattaneo (LIUC).

Gabriele Galateri di Genola è un dirigente d’azienda italiano, attuale presidente di Assicurazioni Generali e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Nel 1977 entra alla FIAT, chiamato da Cesare Romiti come responsabile del settore finanza estera. E’ stato Amministratore delegato e direttore general dell’Istituto Finanziario Industriale Laniero (IFIL). Nel 2002 è nominato amministratore delegato della FIAT, a fianco di Paolo Fresco. Dal 2003 al 2007 è presidente di Mediobanca. Nel 2007 lo stesso comitato nomine di Mediobanca lo sceglie come presidente di Telecom Italia. Ricopre inoltre le cariche di consigliere e membro del comitato non esecutivo di Banca CRS, Banca Carige, Italmobiliare, Azimut-Benetti, Fiera di Genova, Edenred e dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO).  L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è un centro statale di ricerca scientifica, governato da una fondazione di diritto privato, creato per l’avanzamento della ricerca scientifica in Italia. La  La fondazione è stata creata alla fine del 2003, con l’art 4, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con Legge 326 del 24 novembre 2003, su volontà degli allora ministri Giulio Tremonti e Letizia Moratti. E’ Finanziato dallo Stato italiano (100 milioni all’anno secondo quanto stabilito dalla Legge 326/2003), l’IIT è nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, attirando il contributo di ricercatori ed esperti da tutto il mondo, oltre a fornire un’importante piattaforma per il rientro dei cosiddetti “cervelli in fuga” italiani emigrati all’estero. Nel febbraio 2015 con il decreto legge “Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti”, approvato del Consiglio dei Ministri, affiderebbe all’Istituto tecnologico il monopolio su tutti i brevetti delle università e degli enti di ricerca.

Altro nome degno di nota è quello del finanziere Francesco Micheli, fondatore e presidente di Genextra, società di biotecnologie impegnata nello studio del genoma. Autore della prima scalata in Piazza Affari (alla Bi.Invest di Carlo Bonomi nel 1985). È stato protagonista di rilevanti operazioni  tra le quali l’acquisizione e lo sviluppo di Finarte, il varo di Pronto Italia da cui è scaturita la nascita di Omnitel, la creazione di Ing-Sviluppo, la realizzazione dell’OpaOlivetti su Telecom Italia e la creazione di FastWeb e e.Biscom. Nel luglio 2007 il suo nome fu collegato, per via di alcune telefonate con Luigi Bisignani, a un’inchiesta condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris su un presunto comitato affaristico-massonico che avrebbe pilotato scelte amministrative e finanziamenti. Lui smentì tutto e diede mandato a Guido Rossidi querelare.  Ultimamaente è molto vicino al premier Matteo Renzi, tanto da essere stato ospite del matrimonio del suo superconsigliere Marco Carrai. Il capitale della Micheli e Associati è detenuto al 100% in via fiduciaria dalla Widar in nome e per conto dello stesso Micheli e si fino a poco tempo fa  era una srl con un modesto capitale di recente è stata varata una ricapitalizzazione di ben 22 milioni di euro. Ma di cosa è composto il capitale di Micheli? Il 56% di Genextra, la biotech di cui Micheli è presidente e che ha fondato col suo amico oncologo Umberto Veronesi, il 5% di Hines Italia Sgr, società di gestione immobiliare di Manfredi Catella già vicino a Salvatore Ligresti, circa il 3% della Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti, il 5,6% della web company Banzai di Paolo Ainio, il 22% di Elba Assicurazioni e il 40% della catena di parafarmacie Qualifarma Retail ed anche l’’1,5% di Nse Industry, una società che si occupa di riciclare rifiuti in Toscana.

Il nome di Germano Valle Barbero è forse quello che desta più perplessità poiché non si comprende con esattezza chi sia. Le notizie su di lui sono poche. Dal sito de “Il Mondo” emerge  che Germano Valle Barbero è un finanziere con residenza a Montercarlo, che la sua Gt Holdings detiene una quota della Moncler e che è conosciuto anche come collezionista d’arte. Da alcuni siti inglesi compare come  membro  della  Technikos LLP (società specializzata in tecnologia medica) e della SRPE FUND ONE LLP, entrambe con sede a Londra. Nel 2009 il Congresso di Stato lo ha nominato Ministro Plenipotenziario presso la sede dell’Ambasciata di San Marino a Washington, poi revocato nel 2011 e rinominato Consigliere presso la Missione Permanente a New York, poi nominato Ambasciatore di San Marino in Indonesia nel 2012,      poi revocato dall’incarico a New York il 7 gennaio 2014 e, lo stesso giorno, sempre il Congresso di Stato ha approvato la nuova  Convenzione per il suo incarico di Ambasciatore di San Marino in Indonesia. Sul sito della Segreteria Esteri www.esteri.sm che contiene anche i nominativi dei diplomatici il suo nome non compare però compaiono delle interpellanze effettuate sul caso nel gennaio 2014. Per saperne di più questo è il link.  

Il Comitato etico della Fondazione VERONESI è presieduto da Cinzia Caporale,  componente del Comitato nazionale per la Bioetica, Coordinatore della Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR e Responsabile della Sezione di Roma dell’Istituto di Tecnologie Biomediche ITB-CNR.

 

C’è Elisabetta Belloni, Ambasciatore, Direttore generale per le risorse e l’innovazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, nel 2002 promossa Consigliere d’Ambasciata, nel 2002 – 2004 Capo della segreteria del Sottosegretario di Stato, nel 2004 nominata Capo dell’Unità di Crisi, nel 2007 promossa Ministro Plenipotenziario, dal 2008 al 2012 Direttore della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e dal 2013 Direttore della Direzione generale per le Risorse e l’Innovazione (Personale e bilancio). Nel 2014 promossa Ambasciatore.

 

E anche qui troviamo Maurizio De Tilla.

C’è Antonio Gullo, professore di Diritto Penale dell’Università degli Studi di Messina e già Sottosegretario di Stato alla Giustizia nel Governo Monti, Armando Massarenti, filosofo e responsabile del supplemento culturale Il Sole 24 Ore e Lucio Militerni, consigliere emerito della Corte di Cassazione, Avvocato, fondatore del Centro Studi M.C. Militerni di Napoli,  S. E. Marcelo Sanchez Sorondo,  Cancelliere Accademia pontificia delle Scienze e Paola Severino di Benedetto, già Ministro della Giustizia ed Elena Tremoli, professore ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano, Direttore Scientifico del Centro cardiologico Monzino, IRCS

Fa parte del Comitato etico anche Alfonso M. Rossi Brigante, presidente Onorario della Corte dei Conti, ex capo di gabinetto del Ministro Scajola ed ex presidente dell’ Autorità sui lavori pubblici. Brigante ha avuto l’incarico di controllore pubblico per il blind trust di Bplus da parte del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro con il compito di segnalare eventuali anomalie nei flussi finanziari e di conservare gli utili della compagnia.  Bplus e la più grande concessionaria del gioco ed a causa di interdittive antimafia  è stato commissariata da Cantone . E’ stato insignito della Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica.

I partners della Fondazione Veronesi sono numerosi e tra gli altri spiccano: Acea, Areoporti di Roma, Alleanza Assicurazioni, Astaldi spa, ATM, Aurora,  Banca Euromobiliare, Gruppo Banca Leonardo, Banca popolare di Sondrio, BMW, Bontempi Vibo spa, Bortolotti, Bracco, Camo srl, Caprari,  Car Server, Carron costruzioni generali, IoSi Cartasi, Gruppo Mediobanca, Citroen, Classe Editori, Coin Co International plc, Conad, Conservizi, Corriere della Sera, Coster, CPL Concordia, Credit Suisse, De Longhi, Diquattro srl, Energyti Group, Esse Caffè, Ethica corporate, Eural Gnutti spa, Eutekne, Extra srl, Falmec, Fassa Bortolo, Fatro, Ferrovie dello Stato, Filte spa, FNM group, Foma, Fondazione BNL, Fondazione Bruno Maria Zaini,Fondazione CRT, Fondazione Pfizer,  Fondazione Roma, Forever living, Silvio Fossa spa, Gira Rugby, Gedy, Ghd hair, Biscottifico Grondona, Ideal Comfort, IGP Decaux, Metropolitina Milanese spa,  Banca Intesa San Paolo, Moncler, Mondadori, RCS quotidiani, Enel,  Eni, FARMINDUSTRIA, Novartis, Fondazione Telecom, Kedrion Biofharma, Pirelli, NestlèHealth Science, Ubi Banca.

Se da un lato abbiamo la Fondazione Umberto Veronesi dall’altro abbiamo l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) che nasce da un’idea di Umberto Veronesi e viene inaugurato nel maggio 1994; due anni dopo diventa Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Dal 01/01/2015  Umberto Veronesi, fondatore dell’Irccs, ha lasciato il posto di direttore scientifico dell’IEO a Roberto Orecchia, da lui stesso designato come suo successore. Veronesi rimarrà direttore scientifico emerito dell’Ieo, con funzioni comunque operative e di indirizzo strategico.

’Istituto Europeo di Oncologia, Istituto di Ricovero e Cura a carattere Scientifico, è un “comprehensive cancer centre”, con finalità “non profit”, attivo nella clinica, nella ricerca e nella formazione. L’IEO si propone di raggiungere l’eccellenza nel campo della prevenzione, della diagnosi e della cura dei tumori attraverso lo sviluppo della ricerca clinico scientifica e l’innovazione organizzativa e gestionale in un contesto di costante attenzione alla qualità del servizio erogato alle persone assistite.

L’IEO riceve finanziamenti sia pubblici che privati e nell’anno 2014 il Ministero della Salute l’ha sovvenzionato con un importo di quasi 7 milioni di euro. Gli azionisti sono: Mediobanca, UniCredit Group, UnipolSai, Intesa Sanpaolo, Pirelli & C., Allianz, Assicurazioni Generali, RCS MediaGroup, Mediolanum, Italcementi, Edison, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, Telecom Italia, Banca Popolare di Sondrio, Fondazione Cabrino Carena in Vigevano, Sorin, Fondazione Maugeri, Fondazione Italcementi.

Il Presidente dell’IEO è Carlo Buora  indagato a Milano insieme a  Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora sono indagati a Milano nell’inchiesta sul dossieraggio illegale praticato dalla «Security» di Telecom negli anni in cui a guidarla era Giuliano Tavaroli.

La struttura societaria è composta dal gotha della finanza italiana e ci troviamo Carlo Ciani, Gian Luca Santi, Mauro Melis, Giampiero Pesenti e tanti altri e comunque sia sempre i soliti NOTI.

# POLETTI DIMETTITI SUBITO!

# POLETTIDIMETTITI. “Non sono solo foto, quelle in cui il braccio imprenditoriale della mafia capitale,Salvatore Buzzi, viene ritratto insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. C’è un appalto. La cooperativa di Buzzi, al centro dello scandalo romano, si occupa delle pulizie del ministero di Poletti. Cinque mesi fa è subentrata a un’altra cooperativa, di cui improvvisamente sono state scoperte carte non proprio in regola.

L’appalto non è diretto, passa attraverso in Cns, il Consorzio nazionale servizi, nel cui consiglio di sorveglianza sedeva pure il solito Buzzi e il cui direttore commerciale per il Centro Italia, Salvatore Forlenza, è indagato per turbativa d’asta. Ma, nel subentro della cooperativa di Buzzi, c’è stato l’obbligatorio avallo del Ministero.
Noi l’avevamo chiesto al ministro Poletti, con un atto parlamentare ufficiale, una interpellanza urgente. Gli avevamo domandato se il ministero del Lavoro intrattenesse rapporti con la cooperativa di Buzzi. Poletti era troppo impegnato per venire a rendere conto al Parlamento italiano e ha mandato il sottosegretario Teresa Bellanova. Che ha deciso di non rispondere, ha saltato a piè pari la domanda. Ora capiamo perché.
Poletti andava a cena con Buzzi e tutto il cucuzzaro, presenziava alla presentazione del faraonico bilancio della sua cooperativa. Poletti era presidente della Legacoop, ma non si è accorto di nulla. Ora è il ministro del Lavoro e non si è accorto dell’appalto dato con l’avallo del suo ministero alla cooperativa di Buzzi. Poletti, forse, non si è accorto neanche di essere un ministro. Poletti deve dimettersi, per restituire un minimo di dignità all’istituzione che rappresenta.”

VAI AL MIO POST SUL BLOG BEPPE GRILLO

 

POST FQ BARONI MAFIACAPITALE

 LEGGI L’ARTICOLO SUL FATTO QUOTIDIANO

POLETTI APPALTI PERFETTI! DIMETTITI SUBITO!

# POLETTIDIMETTITI. La Piovra di MafiaCapitale estende i suoi tentacoli in alto tra i vertici della#LegaCoop, passa per Bologna, ripassa per Roma, attraverso un Consorzio di Cooperative, la “CNS” che contemporaneamente possiede appalti di pulizie presso il Ministero del Lavoro e la raccolta differenziata dell’#AMA di Roma e a Latina.

Giuliano Poletti è diventato Ministro del Lavoro dimettendosi da Presidente della LEGACOOP.
–> Salvatore Forlenza <– un alto dirigente di LEGACOOP, è inequivocabilmente legato al suo vecchio “capo”, l’attuale Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Salvatore Forlenza risulta avere un ruolo fondamentale , perchè:

1 – doveva ritirare una busta da €5000, in piccolo taglio, dalla segretaria di Buzzi.
2 – è indagato in #mafiacapitale per “turbativa d’asta” per 12 milioni di euro.
3 – è direttore commerciale per il Centro Italia del CNS, consorzio di Bologna, che candidamente afferma: “Nel Lazio fatturiamo oltre 140 MLN di euro, solo la Coop ’29 Giugno’ fattura 11 MLN di euro”
4 – la CNS è infine titolare di un appalto AMA a Roma per la raccolta differenziata per altri 12 MLN di euro.
5 – Presso il Ministero del Lavoro l’appalto per le pulizie delle sedi del Ministero del Lavoro assegnato alla Coop 29 Giugno, consorziata a sua volta alla CNS, ha un valore di circa 3 Milioni di euro in 4 anni.
6- su Forlenza si sottolinea come “l’illecito penale sia una modalità abituale di cui egli si avvale nell’esercizio della sua attività economica“

E ora vorrebbero farci credere che far subentrare la ’29 Giugno’ sia stato fatto a norma di legge? Il Giudice per le Indagini Preliminari ha rifiutato l’arresto di Salvatore Forlenza nonostante la richiesta del magistrato.

 

Mafia Capitale, Massimo Baroni: la Galassia della coop 29 giugno ha agito in assenza di controlli

 

L’EVERSORE #SONOUNEVERSORE

Lo confesso, sono un eversore, mi faccio schifo, Napolitano ha ragione. Pago le tasse, non rubo, denuncio il malaffare, non mi faccio i cazzi miei e nessuno ha ancora cercato di comprarmi.
Sono un problema e me ne rendo conto. L’onestà da noi è fuori moda e una persona onesta con la sua sola presenza dà imbarazzo ai ladri che ormai sono la maggioranza. I delinquenti stanno tracimando, vivono tra noi, nelle istituzioni, nelle banche, nei partiti, nei media, nelle partecipate. A chi ruberanno quando gli onesti saranno assoluta minoranza? Si mangeranno tra di loro, ma la colpa sarà degli eversori, delle persone che si ostinano a rimanere oneste. Dare il buon esempio in questo Paese è l’atto più eversivo possibile. Se non sei ricattabile sei un individuo pericoloso, un eversore appunto.
Ebbene, caro Napolitano, io sono e rimarrò un eversore e ne vado fiero. Accostarmi al Sacco di Roma come lei ha fatto ieri, detto da lei all’Accademia dei Lincei, mi rende anche un po’ orgoglioso. Un monito così equivale a un’onorificenza. A una medaglia al valore, a tre cavalierati tutti insieme, a un incarico di governo” L’antipolitica è patologia” dice il bisPresidente, a me invece sembra una reazione, ancora flebile, alla malapolitica. Come un corpo che vuole disperatamente mantenersi sano attua i suoi anticorpi. Il M5S, e qui Napolitano ha perfettamente ragione, è alternativo alla Repubblica dei ladri, è una medicina, un antibiotico per distruggere i batteri che avvelenano il Paese. Dal punto di vista degli agenti patogeni è sicuramente eversivo. Mi viene spontanea una domanda al presidente, ma lei mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era? Su Marte? E’ in politica, quella buona si intende, dal dopoguerra e in Parlamento dal 1953. Non si sente un minimo responsabile di quello che è successo? Chi è l’antipolitica, lei o io che mi dichiaro senza alcun dubbio eversore? Eversore vero.L’onestà tornerà di moda, le auguro di fare in tempo a vederla!
Firmato: L’eversore

PS: Anche tu sei un eversore? Fallo sapere a Napolitano! Manda un selfie su Twitter utilizzando l’hashtag #SonoUnEversore

 

Blog di Beppe Grillo (il primo magazine solo on line)

 

#SonoUnEversore #mafiacapitale #trattativastatomafia #napolitano non credo tu abbia capito bene il problema che ti riguarda.

Da vicino.

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sono un eversore

LE FAMIGLIE ITALIANE SCHIACCIATE DA 50 MILIARDI DI DEBITI

Ogni singolo italiano, neonati compresi, è debitore nel 2014 per un importo medio di 833 euro”. Solo per le bollette, secondo l’associazione dei consumatori, 19,1 milioni di italiani risultano oggi morosi almeno su una utenza relativa alla fornitura di elettricita’, gas, acqua o telefonia. Tra le regioni che registrano i piu’ alti livelli di insolvenza in testa c’e’ la Sicilia con 7,4 miliardi di euro, seguita dalla Lombaria con 6,7 miliardi, dalla Campania, con 5,7 miliardi e dal Lazio, con 4,5 miliardi. “La causa di tale drammatica situazione e’ da ricercarsi nel progressivo impoverimento delle famiglie, colpite da una drastica riduzione del potere d’acquisto, dalla crescita della disoccupazione e da una pressione fiscale insostenibili. Fonte 

50 miliardi debiti

 Ogni singolo italiano, neonati compresi, è debitore nel 2014 per un importo medio di 833 euro”. Solo per le bollette, secondo l’associazione dei consumatori, 19,1 milioni di italiani risultano oggi morosi almeno su una utenza relativa alla fornitura di elettricita’, gas, acqua o telefonia. Tra le regioni che registrano i piu’ alti livelli di insolvenza in testa c’e’ la Sicilia con 7,4 miliardi di euro, seguita dalla Lombaria con 6,7 miliardi, dalla Campania, con 5,7 miliardi e dal Lazio, con 4,5 miliardi. “La causa di tale drammatica situazione e’ da ricercarsi nel progressivo impoverimento delle famiglie, colpite da una drastica riduzione del potere d’acquisto, dalla crescita della disoccupazione e da una pressione fiscale insostenibili. Fonte