L’Anticorruzione dichiara incompatibile il Sindaco di Gaeta, Cosimo Mitrano

Segnalazione Gaeta

COMUNICATO STAMPA – Una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sollecitato un controllo sulle cariche di Cosimo  Mitrano, Sindaco di Gaeta nel Lazio, confermando la violazione della normativa in materia di prevenzione alla corruzione.

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Milano “Capitale Morale” – L’Inno stonato di Cantone

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Presidente, la «Capitale Morale», sono tutti cittadini onesti di tutte le città d’Italia che combattono contro la corruzione con ogni mezzo, spesso rischiando di proprio: mobbing, minacce e licenziamenti.

Altri cittadini al contrario non sanno nemmeno del loro diritto all’accesso civico garantito dall’Autorità nazionale anticorruzione.
L’accesso civico è una forma di partecipazione del cittadino per garantire la trasparenza degli enti pubblici che noi abbiamo pubblicizzato ad Italia 5 Stelle il 17 e il 18 ottobre con un apposito gazebo dedicato, che ha avuto un enorme successo di pubblico.

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Delega Pubblica Amministrazione: Siete in scadenza e presto andrete a casa

Questa delega aveva l’auspicio di riordinare la pubblica amministrazione nell’ottica della semplificazione, dell’efficienza, della trasparenza ,così da non renderla un ostacolo per i privati cittadini, per le imprese e per i dipendenti che ci lavorano. Si è parlato di innovazione!

Non è così.

Quello che doveva essere un disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione è diventato ed è un provvedimento omnibus! Come tutti i provvedimenti omnibus che si rispettino dentro è stato infilato di tutto, in maniera incoerente e illogica. Un mio collega l’ha definito “la galleria degli orrori”. IO LA DEFINISCO L’ENNESIMA OCCASIONE UTILE DI INSERIRE QUA E LÀ LE “SOLITE SCHIFEZZE” E I SOLITI FAVORI AGLI AMICI DEGLI AMICI, SPERANDO CHE IN PIENA ESTATE PASSINO INOSSERVATE.

A titolo di esempio, cito l’emendamento Fiano e Giorgis, approvato in accordo con il Ministro Madia, che prevede la possibilità di affidare ai pensionati pubblici o privati incarichi dirigenziali e direttivi a titolo gratuito, ovviamente senza alcuna procedura concorsuale e al di fuori del regime d’incompatibilità del pubblico impiego. Significa che, ad esempio, ad un ipotetico Ing. Incalza collocato in pensione, può utilmente e discrezionalmente, essere affidato per un anno un incarico dirigenziale o direttivo. L’UOMO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO E AL POSTO GIUSTO! L’anno successivo sarà affidato ad un altro Ing. Qualcuno e cosi via e, di anno in anno, si potranno collocare nei posti chiave tutti gli amici degli amici. Il tutto gratuitamente! Perché intanto l’ipotetico Ing. Incalza ha il suo studio tecnico o la sua bella società che prende appalti pubblici! Tutto ciò potrà avvenire tanto nelle amministrazioni pubbliche quanto negli enti e nelle società controllate!

Alla faccia del ricambio generazionale che il Presidente Renzi e il Ministro Madia avevano sbandierato orgogliosamente all’indomani dell’approvazione del decreto legge 90/2014. Ma soprattutto alla faccia del ruolo unico dirigenziale che si vuole istituire con questo stesso decreto di delega!

Se queste sono le intenzioni e i giochi sottobanco come possiamo affidare o delegare una riforma così importante senza che siano ben delineati criteri e principi direttivi! Sì, perché questa delega è carente di direttive chiare e stringenti, è confusionaria, piena di incongruenze.

Lungo il suo percorso il disegno di legge ha perso di vista la pubblica amministrazione ed è diventato un insieme di deleghe volte ad attribuire pericolosi poteri al Presidente del Consiglio (addirittura in taluni casi si parla di non ben identificate determinazioni personali!). S’interviene sull’Avvocatura dello Stato, sulla Corte dei Conti, sulle intercettazioni, sui corpi di polizia (addirittura si vuole militarizzare il corpo forestale!).

Sotto la bandiera della semplificazione in realtà si vuole far passare una diffusa deregulation a discapito della tutela della salute, dell’ambiente e dei beni culturali, eliminando qualsiasi clausola di garanzia e rafforzando indiscriminatamente gli istituti del silenzio assenso!

Con questi presupposti come si può attribuire una delega sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza? La delega è già stata esercitata con i decreti legislativi 33 e 39 e se si avverte il bisogno di migliorarli sono sufficienti degli interventi diretti o d’interpretazione autentica. Quello che serve è rafforzare i controlli e le sanzioni, chiarire chi debba farli, quando e come!

Si fanno decreti in fretta e furia per assicurare il finanziamento pubblico ai partiti ma non si riesce a fare un decreto di tre righe che risolve e chiarisce le incongruenze lamentate dal Presidente dell’ANAC che, in un crescendo demoralizzante per chi lo ascolta, dice che questi decreti sono proprio fatti male! Per tale motivo, si presume, si trova costretto a reinterpretarli, ormai quotidianamente! Quindi abbiate il coraggio di fare un’interpretazione autentica con buona pace di tutti e di Cantone, ma per favore non si chiedano deleghe sulla materia. Si chiarisca, ad esempio, che l’incompatibilità del Presidente di un ordine professionale, dal lato dell’ente pubblico, va dichiarata dall’ANAC e non dalle giunte del Parlamento che la dichiarano solo ed esclusivamente rispetto al ruolo di parlamentare.

Con questa delega voi volete ulteriormente ridefinire l’ambito soggettivo di applicazione delle norme sulla trasparenza come se non fosse ancora sufficientemente chiaro che la trasparenza, così come l’anticorruzione, si applicano, a norma dell’art. 11 del decreto 33, a qualsiasi soggetto pubblico o privato che sia controllato o finanziato dalla pubblica amministrazione, come è giusto che sia!

Cosa volete ancora ridefinire? Semmai dovete ampliare l’ambito soggettivo anche al mondo delle cooperative e delle fondazioni bancarie e per fare questo non serve una delega ma è sufficiente dire che il decreto 33 si applica anche al mondo opaco delle fondazioni e delle cooperative dove gira il flusso della corruzione da e per la pubblica amministrazione.

Avete appena distrutto la scuola pubblica creando i presupposti per un’istruzione di serie A ed una di serie B ma, non paghi di ciò, volete anche creare i presupposti affinché vi siano anche Università e laureati di serie A e di serie B, permettendo che magari un titolo di studio preso alla Bocconi abbia un valore diverso da quello preso in qualsiasi altra Università pubblica italiana.

Volete una delega sulle partecipate senza dire con chiarezza che una partecipata con un numero di consiglieri maggiore del numero dei dipendenti NON PUÒ E NON DEVE ESISTERE, che una partecipata con un bilancio in negativo DEVE ESSERE SOPPRESSA e il servizio pubblico deve essere reinternalizzato!

Oggi abbiamo un mondo di partecipate commissariate vita natural durante con tutte le conseguenze tipiche della straordinarietà delle gestioni che vedono uomini soli al comando, lì da decenni e incapaci di risanare alcunché!

Il fenomeno delle partecipate è nato e proliferato per tentare di derogare alle norme pubbliche sugli appalti e sugli impieghi, per tentare di far girare i soldi pubblici (e con essi i servizi) al di fuori dello sguardo indiscreto del cittadino che quei soldi ce li mette e di quei servizi ne ha diritto.

Oggi che vi siete resi conto che anche le partecipate DEVONO rispettare i principi e le regole pubbliche (come peraltro prevedono proprio le direttive europee) ivi incluse le norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione, volete correre ai ripari chiedendo una delega che vi consenta, di trovare l’escamotage giusto per continuare a gestire soldi e servizi pubblici in assoluta opacità e con il consueto arricchimento delle solite multinazionali e delle solite organizzazioni camorristiche e mafiose.

La pubblica amministrazione ha bisogno del rinnovo dei contratti che non sia il pannicello caldo per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale ma che sia un effettivo ristoro dell’illegittimo blocco durato anni per ordine della Troika!

La pubblica amministrazione ha bisogno di pulizia rispetto agli innumerevoli consulenti e collaboratori messi lì dai politici di turno e dai loro pacchetti di voti, non di rado anche mafiosi!

Vogliamo ricordare quanto messo in luce dall’inchiesta di Mafia Capitale, ovvero che i dirigenti e i vertici sono messi nei posti chiave dalle organizzazioni criminali in accordo con la politica? Quel “CE L’AVEMO MESSA NOI“ che emerge da tutte le intercettazioni dimostra come il problema della dirigenza non può essere risolto solo con elenchi e ruoli unici , con valutazione e merito, ma anche e soprattutto ponendosi il problema DA CHI e PERCHE’ viene scelto un dirigente! E voi che fate? Vi preoccupate da quali atenei provengono i candidati dirigenti e del loro livello di accreditamento ma non prevedete un sistema di garanzia nella composizione delle commissioni di concorso e di valutazione e da chi vengono affidati gli incarichi dirigenziali. Tra i miei emendamenti presentati in commissione ho tentato di proporre il meccanismo del sorteggio a parità di requisiti sia per chi fa parte delle commissioni e sia per gli incarichi da conferire, proprio per impedire che siano affidati in maniera discrezionale o per contentare I Carminati e I Buzzi di turno!

Sono talmente tanti i decreti delegati previsti da questa norma e anche così confusi, aleatori e sconclusionati che mi vengono forti dubbi che riuscirete MAI a produrli.

E il motivo principale è che SIETE IN SCADENZA E PRESTO ANDRETE A CASA!

Precisazione su delibera n° 8/2015 – Ordini Professionali (…e i 4 Senatori)

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Gentile Presidente Cantone,
su richiesta del Capogruppo portavoce del Gruppo parlamentare M5S alla Camera dei Deputati, dep. Andrea Cecconi, inoltriamo comunicazione come da oggetto.
Cordiali saluti.
La Segreteria
VEDI ANCHE
Delibera n. 8 del 21 gennaio 2015Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013.Delibera con la quale l’Autorità fornisce interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali. La precedente delibera n. 1 del 2015 deve intendersi integralmente sostituita dalla presente.

Delibera n. 8 del 21 gennaio 2015