Marino e Poletti Dimissioni Subito!

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma denominata “Mondo di Mezzo” che all’inizio di dicembre ha terremotato i palazzi della politica romana provocando dimissioni di massa dal Consiglio Comunale e arresti a catinelle, ha portato alla luce ramificazioni mafiose in tutti i gangli vitali della amministrazione comunale capitolina. L’unico che proprio non ne ha voluto sapere di andarsene è quello che ha la maggiore responsabilità politica di un Comune, oltretutto in odore di Mafia: il Sindaco Ignazio Marino, il quale ha sempre fatto finta di niente anche quando si è scoperto che la Cooperativa 29 Giugno e sue ramificazioni gli avevano pagato la campagna elettorale, poi che aveva quasi regalato la sede della stessa “29 Giugno”. Anzi è salito lui sul carro dei vincitori mettendosi a collaborare alacremente con il Prefetto e i suoi ispettori, facendo così intendere che qualche merito nell’inchiesta lo aveva avuto pure lui.

Tutto ciò è chiaramente una finzione visto quali sono le azioni politiche che contemporaneamente non ha dimenticato di fare in mezzo alla bufera: non si è dimenticato di dare il via al piano per la costruzione dello stadio della Roma (che sarà la più grande opera di cementificazione della città dalla fine degli anni ’60 ad oggi) e soprattutto non ha dimenticato di nominare Maurizio Pucci nuovo assessore ai Lavori Pubblici che di questo dovrà occuparsi e che lo stesso Buzzi, patron della “29 Giugno”, in una intercettazione ha definito un”ladro”. Non c’è che dire, un piano ben congegnato: la volpe a guardia del pollaio.

Col passare dei giorni ci siamo resi conto che una serie di metastasi si erano staccate dal nucleo originario, ovvero il Comune di Roma, e avevano cominciato ad attaccare altri organi dello Stato. Per fortuna l’inchiesta ha bloccato la proliferazione di tali corpi estranei, ma certo la malattia era andata parecchio avanti, visto che ci siamo accorti che era arrivata fin dentro le stanze del Ministero del Lavoro, sotto forma di appalti per le pulizie. Con questa inchiesta ci siamo resi conto della forza della lobby delle Cooperative rosse, talmente potente da aver di fatto nominato il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Non che prima non si sapesse, ma adesso è a tutti i cittadini più chiaro con quali metodi si muova questa corazzata: i metodi sono quelli della Mafia, culturalmente e praticamente intesa.

Uno di questi è senza dubbio l’arroganza e questo ci è stato molto chiaro a noi del Movimento 5 Stelle proprio in occasione di un’interpellanza che abbiamo proposto al Ministro in questione sull’appalto in questione. Ebbene la prima cosa che Poletti ha pensato di fare è stata quella di non presentarsi in Parlamento per rispondere adducendo come scusa che doveva essere a per forza a Bruxelles e ha mandato la sua sottosegretaria Bellanova a NON rispondere.

 

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