MAFIA REGIONALE

Le semplificazioni giornalistiche fanno parte del gioco sporco di questa democrazia alla vaselina di cui i cittadini italiani sono vittime. Così la semplificazione #mafiacapitale diventa riduttiva rispetto alle implicazioni di carattere regionale che sono venute fuori in questi giorni e che, con la solita truffa semantica, vengono rimpicciolite se non abilmente nascoste.

Ma noi il giochino lo conosciamo bene, non ci lasciamo ingannare e rimaniamo in attesa.

Rimaniamo in attesa che la Magistratura, se già non lo ha fatto, scopra il nome di quel famoso personaggio che nelle intercettazioni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” ha percepito ben 2500 euro al mese per “tenere i rapporti” con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Naturalmente lui cade dal pero: “Io? Non conosco nessuno. Avete visto come è difficile contattarmi?”.

Ma qui qualcuno pensa che i cittadini siano tutti degli imbecilli? Ma se un personaggio del calibro criminale di Buzzi paga 2500 euro al mese per “tenere i rapporti” con Zingaretti che fa, butta i soldi dalla finestra? Non lo crediamo, non lo possiamo credere, non lo vogliamo credere e non siamo così imbecilli da crederlo.

Noi del Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli, dal Parlamento fino ai Municipi, non facciamo altro da mesi e mesi che denunciare ogni sorta di malcostume, sia di tipo amministrativo che politico. Evidentemente nessuno ci ascolta, o meglio, fa finta di non ascoltarci. Fanno finta di ignorarci. Perché ci temono. Tutti, a destra come a sinistra. Poi un bel giorno arriva la Magistratura, la Finanza o la Polizia e i ghigni e i sorrisini che ci fanno dietro le spalle improvvisamente si spengono. Basta vedere come è finita la precedente consigliatura, rasa al suolo dalle inchieste, anche se con una evidente differenza: gli esponenti del centro-destra, tranne la Presidente Renata Polverini, o sono agli arresti domiciliari o sono scomparsi dalla scena politica, mentre quelli del PD sono stati quasi tutti PROMOSSI, 5  al Senato e 1 alla Camera nella migliore tradizione italiana per cui uno più è indagato e più strada fa nella vita.

Ma tornando all’oggi, è possibile che personaggi della forza di un Luca Gramazio o della posizione del Presidente della Commissione Cultura in Regione Eugenio Patané siano coinvolti in uno scandalo così imponente e il Presidente Zingaretti faccia finta di niente? Certo è facile “dopo” fare indagini conoscitive o sospendere l’assegnazione di tutte le gare in corso, ma, in sostanza, alla Pisana non si è fatto nulla.

Anzi, sì, qualcosa si è fatto. Si è approvato il bilancio con un maxi -emendamento senza che l’opposizione abbia potuto discutere nulla, contando poi sul fatto che le variazioni di bilancio siano poi fatte direttamente con dei decreti del Presidente, senza passare dal Consiglio, alla chetichella, così da favorire amici e amici degli amici con grande riguardo a quelli che “tengono i rapporti”.

Quando noi denunciamo questa politica come clientelare è esattamente a questo che ci riferiamo. Questo andazzo per cui in periodo di campagna elettorale, i personaggi come Buzzi non solo finanziano direttamente i politici di entrambi gli schieramenti, ma distribuiscono “santini elettorali” o “raccomandazioni al voto” in cambio, naturalmente, di appalti, cioè di soldi: è un do ut des che deve finire e noi ci batteremo come leoni perché finisca il più presto possibile.

Man mano che passano i giorni si scoprono sempre maggiori particolari sulle mille attività di Buzzi, anche in Regione: per adesso abbiamo scoperto “solo” 40 mila euro che la Regione Lazio ha concesso alla Cooperativa 29 Giugno, ma continueremo a cercare, non ci fermeremo mai!!!

#TUTTIACASA

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