M5S: LASCERESTE I VOSTRI ZECCHINI IN MANO AL GATTO E ALLA VOLPE?

La Fondazione UNIGIOCO (Confindustria) e la LOTTOMATICA con la partecipazione dell’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane (ex AAMS) educano i minorenni al gioco d’azzardo sul territorio, per promuovere la Legalità.

Peccato che la Commissione Parlamentare Antimafia nel 2011 e la Consulta Nazionale Antiusura nel 2014, affermano che diffondere il gioco d’azzardo LEGALE aumenta indissolubilmente il mercato dell’ IILLEGALE in un circolo che si potenzia reciprocamente. Chissà se grazie al contributo del Dott. Antonio Tagliaferri – alto dirigente dell’AAMS – già condannato dalla Corte dei Conti a risarcire allo stato 2,5.

Milioni di Euro per danno erariale (con dolo) per la multa dei 98 miliardi ai concessionari di Slot Machines e ancora dirigente dell’AAMS. Sembra proprio di essere nel Campo dei Miracoli…

Notizia:
http://www.ansa.it/sito/notizie/postit/Minori_e_legalita_Campagna_18_di_Lottomatica/2014/09/25/minori-e-legalita-campagna-18-di-lottomatica_01975b80-3b6d-4866-bcd9-d943493cd0d8.html

Interrogazione M5S:
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=24262&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

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Leggi il post sul Blog di Beppe Grillo. M5S: LASCERESTE I VOSTRI ZECCHINI IN MANO AL GATTO E ALLA VOLPE?

Testo dell’interrogazione completo:

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
nel 2010, Antonio Tagliaferri, direttore dei giochi, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in una intervista al quotidiano Repubblica dichiarò che: «I Monopoli stanno portando avanti il programma “Giovani e Gioco” per affrontare i problemi delle dipendenze e della compulsività da gaming»; una iniziativa costata 100 mila euro, che ha coinvolto 15 principali città italiane, per un totale di 70 mila contatti;

Raffaele Ferrara, direttore generale dei Monopoli parlava di «investimento culturale», di potenziare il progetto coinvolgendo addirittura le fasce dei minori più piccoli;

è inverosimile che progetti di prevenzione al gioco d’azzardo indirizzati a fasce giovanili, nonché di minori più piccoli, siano gestiti da operatori che detengono palesi interessi di promozione e profitto nell’ambito;

difatti sono sconcertanti i messaggi che sono stati veicolati durante l’attuazione del programma nelle scuole: «Secondo Dante il rischio del gioco è sempre stato componente essenziale della vita», «Si evolve chi si prende una giusta dose di rischio» fino al più temerario messaggio: «Si può giocare ovunque, sempre e comunque»; inoltre, si è parlato di ludopatia piuttosto che di gioco d’azzardo patologico e ci si è limitati ad evidenziare le differenze tra gioco legale ed illegale, anziché dei rischi connessi a questa pratica;

ebbene la storia si ripete, da notizie di stampa riportate il 17 giugno 2014 dal quotidiano on line «Il Sole 4 ore» e dal sito web «gioconews.it» si è appreso che la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) in collaborazione con Confindustria Sistema Gioco Italia ha concluso, nel mese di giugno 2014, il progetto «gioco lecito», indirizzato agli studenti di dieci tra i più importanti licei del Lazio;

nello specifico, a trenta studenti dell’ultimo anno di liceo, i migliori in italiano e storia, è stata offerta la possibilità di confrontarsi con esperti del settore del gioco d’azzardo e di conseguire, al termine di questo originale percorso formativo, già i primi 4 crediti formativi universitari (CFU) per avviare con successo il proprio percorso accademico;

è davvero paradossale che un corso di formazione al «gioco responsabile» sia gestito da rappresentanti di importanti aziende del gioco d’azzardo, sebbene corredato anche da lezioni di economia, marketing, diritto, comunicazione e sociologia, tenute da docenti della LUISS;

si prefigura difatti una posizione controversa e un macroscopico conflitto di interessi in quanto chi gestisce il progetto di «gioco lecito» rappresenta anche le maggiori società di profitto da gioco d’azzardo e persegue l’obiettivo di aumentarne i profitti, quindi il mercato dell’azzardo e la platea di soggetti fruitori;

occorre registrare che in Italia l’offerta di giochi d’azzardo (slot machine, videopoker, lotto, supernenalotto, gratta e vinci, scommesse sportive) è in continuo aumento ed è sempre più diversificata, tanto che quella che in passato era un’abitudine riguardante una ristretta fascia di persone è, di fatto, divenuta una pratica che interessa ogni strato sociale;

dagli ultimi dati dello studio Ipsad (Italian population survey on alcohol and other drugs) dell’istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa, emerge che nei 3 anni dal 2008 al 2011, la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha puntato soldi su uno dei tanti giochi presenti sul mercato è passata dal 42 al 47 per cento, circa 19 milioni di scommettitori, di cui ben 3 milioni a rischio GAP (gioco d’azzardo patologico);

dai dati registrati, emerge una preoccupante crescita, anche tra gli adolescenti, della fruizione di gioco d’azzardo: sono un milione il numero di studenti che hanno riferito, nel 2012, di aver puntato denaro sui giochi;

sempre secondo l’indagine condotta dall’Ipsad, che ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta Italia, nell’ultimo anno il 45,3 per cento degli studenti ha puntato somme di denaro: ad essere maggiormente coinvolti nel gioco risultano essere i ragazzi (55,1 per cento contro il 35,8 per cento delle ragazze) e si stima che siano 100.000 gli studenti che già presentano un profilo di rischio moderato e 70.000 quelli con una modalità di gioco problematica;

per citare un esempio concreto, l’Associazione italiana dei consumatori e degli operatori del gioco (ACOGI), ha effettuato presso le scuole superiori della città di Bitonto una indagine molto particolare che desta non poche preoccupazioni su quanto sia presente il rischio del gioco d’azzardo tra i banchi di scuola: dei 230 studenti coinvolti, in età compresa fra i 13 e i 16 anni, circa metà degli intervistati, quasi il 48 per cento, ha dichiarato di giocare fra le due e le tre volte al mese;

l’89 per cento degli intervistati punta fino a 10 euro a giocata, mentre c’è addirittura un significativo 7 per cento che spende più di 30 euro a giocata;

il comma 5-bis dell’articolo 7 del decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012, comunemente denominato «decreto salute» o «decreto Balduzzi», stabilisce: «Il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca segnala agli istituti di istruzione primaria e secondaria la valenza educativa del tema del gioco responsabile affinché gli istituti, nell’ambito della propria autonomia, possano predisporre iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco ed i potenziali rischi connessi all’abuso o all’errata percezione del medesimo»;

appare chiaro che il legislatore, consapevole dell’importanza della scuola, di ogni ordine e grado, nel sensibilizzare gli studenti rispetto al gioco d’azzardo, stabilisce che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca si adoperi al fine di favorire iniziative didattiche che abbiano lo scopo di prevenire le possibili degenerazioni ricollegabili all’abuso dei giochi d’azzardo;

la più efficace forma di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo consiste in una azione educativa di tipo culturale, che è tanto più efficace quanto più precoce è l’età dei suoi destinatari e pertanto massimo deve essere l’impegno preventivo e dissuasivo rispetto ai rischi del gioco da rivolgere ai giovani;

diventa quindi fondamentale affrontare la problematica del gioco d’azzardo all’interno delle scuole, luoghi formativi ed educativi per antonomasia, attraverso progetti di prevenzione rivolti ad una presa di coscienza reale su questa diffusa forma di dipendenza;

le istituzioni scolastiche non devono e non possono, prestarsi a quelli che secondo gli interroganti sono progetti controversi o subdole forme di formazione come il suddetto progetto « gioco lecito», dovendo al contrario sostenere, di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero della salute e le Asl territoriali, progetti gestiti da personale qualificato e impegnato nell’azione di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo –:
quale posizione il Ministro intenda assumere riletto a iniziative simili al progetto «giovani e gioco» illustrato in premessa e se non intenda assumere con azione di competenza per evitare qualsiasi iniziativa volta a una formazione gestita da operatori che detengono interessi nell’ambito dei «giochi»;

se non ritenga opportuno diramare specifiche linee guida agli istituti scolastici volte a promuovere progetti educativi che evidenzino i grandi rischi connessi alla fruizione del gioco d’azzardo;
quali iniziative intenda assumere per una maggiore tutela dei giocatori, in particolare dei giovani e delle altre persone vulnerabili o potenzialmente tali, al fine della sensibilizzazione circa i rischi collegati al gioco d’azzardo. (4-06144)

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