I Migliori “Annali” di Zingaretti

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Immersa nello spettacolare paesaggio montano del Parco dei Monti simbruini, a Cineto Romano, giace isolata e semisconosciuta una casa di cura: “Gli Annali“.

La trovi solo se sei un appassionato di trekking o un addetto ai lavori di assistenza sanitaria e ci domandiamo come la trovino i pazienti.

Noi, l’abbiamo scoperta a causa dei legami che ha con la ben più nota Clinica “Colle Cesarano“.

Le magagne sono le stesse, e di fatto sembrano uno schema:

  • Dichiarare lo stato di crisi durante l’accreditamento provvisorio;
  • mettere in cassa integrazione i dipendenti;
  • Licenziare i dipendenti non appena ottenuto l’accreditamento definitivo.

E se lo dicono loro…

L’unica differenza è che questa struttura pesa sui conti della Regione per “soli” 1 Milione e 800 mila euro annui (2 Milioni nel 2013) contro gli oltre 8 milioni della “sorella maggiore”, la Colle Cesarano.

Le similitudini comunque superano le differenze a cominciare dalla proprietà.

La nostra isolata clinica è infatti amministrata dall’Ing. Massimo Forti. Ricordate? Il “Gatto” socio della “VolpeManfredino Genova con il quale condivide l’amministrazione della Colle Cesarano.

La condivisione prosegue nello strano assetto che lega a livello amministrativo le due strutture.

Secondo i bilanci de “gli Annali Srl” la “Colle Cesarano Srl” è una collegata, nei bilanci della “Colle Cesarano Srl” invece, “gli Annali Srl” è una “controllante”.

Differenze da poco verrebbe da dire. Beh… fino ad un certo punto.

A voler essere pignoli  l’Art. 2359 del Codice Civile ci informa che:

[…] i criteri per individuare le società controllate e collegate; tale distinzione è di fondamentale importanza perché in presenza di questi rapporti saranno applicabili le norme relative alla sottoscrizione ed acquisto reciproco di azioni o quote. […].

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le risposte un po’ meno

Come una briciola lasciata nel bosco per trovare la strada di casa, ci lasciamo questa osservazione alle spalle per tornarci più tardi. Il noioso articolo di legge è la chiave di volta di un ragionamento più ampio, quasi uno spunto investigativo…

Nel frattempo soffermiamoci sulle similitudini fra le due strutture, su quello che dicevamo sembrare uno schema.

Seguendo le briciole lungo il sentiero delle similitudini troviamo che entrambe le strutture hanno

  1. dichiarato la crisi aziendale, durante il periodo di accreditamento provvisorio, sostenendo che la Regione avesse tagliato i fondi destinati e che i capitolati normativi di accreditamento fossero costosi;
  2. strumentalizzato l’interpretazione della normativa regionale;
  3. aperto, quasi contemporaneamente, 5 procedure di licenziamento collettivo;
  4. tenuto in cassa integrazione, durante gli anni di accreditamento provvisorio, circa un terzo del personale;
  5. licenziato circa un terzo del personale dipendente, dopo l’accreditamento definitivo;
  6. dirottato i fondi, in alcuni casi, in società controllate o collegate;
  7. ottenuto una dichiarazione di conformità dalla ASL RMG, in maniera illeggittima;
  8. goduto del silenzio di Zingaretti sulle denunce degli Operatori Sanitari e dal solito funzionario regionale.

Otto briciole verso la casa di Marzapane

Peccato che nelle favole italiane, non ci siano né gnomi né folletti. Le nostre favole sono brutali. Non hanno quasi mai un lieto fine. Le fiabe italiane raccontavano della fame e della miseria, dei soprusi e dell’arroganza dei potenti. Erano un modo per insegnare ai figli la vita, un manuale di sopravvivenza, letteralmente.

Non pervenuta.

Gli otto punti sopra elencati ci svelano quanto reale e violenta sia la strega che altri non è se non il volto arrogante del potere inteso come sopruso.

Il danno alla collettività è enorme.

Esso include il licenziamento di 19 persone, che sommate alle 28 di Colle Cesarano fanno 47… famiglie. Una magia, 19 + 28 = circa 150
facendo una media di tre persone  a famiglia.

Gli anni del purgatorio della cassa integrazione, da novembre 2011 a dicembre 2013, indebitamente invocata, è denaro pagato da tutti noi attraverso l’INPS.

Questo il danno, la beffa consiste nella “superficialità” dei controlli, che verrebbe da definire colpevole e collusa negligenza:

Prima fra tutti la modalità con cui è stata dichiarata la situazione di “Crisi Aziendale”, condizione necessaria per accedere alla richiesta degli ammortizzatori sociali. E’ un capolavoro, quasi una magia, l’apice della tensione della favola:

NESSUNO!

L’ASL Roma G, certifica la presenza in organico del personale che serve per ottenere il “bollino” dell’accreditamento definitivo e, immediatamente dopo, la Proprietà licenzia lo stesso personale, dichiarato nella pianta organica, sostenendo che deve adeguarsi alla normativa che è servita per ottenere l’accreditamento!

La ciliegina sulla torta è il modo in cui sono interpretate le norme per l’accreditamento definitivo, cioé la rispondenza alla dizione normativa circa “l’attestazione dei requisiti minimi”!

“Requisiti minimi”… a “Gli Annali” ne hanno applicato una versione personale. Si saranno chiesti: “…quanto possono essere minini questi requisiti?” Verrebbe da urlare: Quanto minimi li volete? Quante “poche” persone servono per garantire 114 posti letto  in Residenza Sanitaria Assistita (RSA)?

La parola “requisiti minimi” non può essere intrepretata, non si può scendere al di sotto del minino stabilito e, soprattutto, non ci si può lamentare presso la regione che il minimo richiesto sia troppo, meno che mai DOPO aver ottenuto l’accreditamento definitivo in base alla rispondenza a quei requisiti.

Lasciamo perdere…

Com’è possibile che i sindacati prima e la Regione poi, abbiano avallato quello che sembra un’enorme partita di giro di soldi pubblici? E l’INPS? Anche per loro tutto a posto? Neanche un controllino della documentazione presentata?

Manco un’occhiata ai bilanci?

Quelli che cambiano da un anno all’altro nei conti de “gli Annali”. Cioé: se chiudi il 2013 alla cifra “X”, quando la riporti nel 2014, non puoi scrivere “Y”.

Lo fanno per davvero, basta leggerli ‘sti benedetti bilanci. Sono depositati presso la Camera di Commercio, sono documenti pubblici.

E’ una norma contabile… si ripete la storia dei “requisiti minimi”, a “gli Annali” sono dei giocherelloni…

Come si dice in latino che stanno “a giocà”? Cum ludere?

Chi dovrebbe controllare, la Regione Lazio e i sindacati? Che fanno? Giocano pure loro?

Colludono?

Di altrettanta levatura la magia contabile / societaria che lega gli Annali alla Colle Cesarano:

Gli Annali è una casa di cura la cui proprietà è equamente suddivisa fra i 2 fratelli e la sorella Forti al 33,3% cadauno.

Una clinica a conduzione familiare…

Massimo Forti amministra in toto questa struttura e al 50%, con Manfredino Genova, la Colle Cesarano.

Tra le due società sussiste un viavai di denaro e partecipazioni nel capitale che non sembrerebbe sottostare a nessuna normativa.

A leggere i bilanci scopri che la “Colle Cesarano” ha prestato UN MILIONE e DUECENTOMILA EURO a “Gli Annali”, nel 2014, quando a causa della propria “crisi aziendale” licenziava i dipendenti.

Nei bilanci de “Gli Annali” lo stesso milione e duecentomila euro non è considerato un debito, ma un aumento di partecipazione in imprese collegate.

Cioé, tu mi presti i soldi con i quali io ti compro…

Gioco? magia? O…

Truffa?

Nel dubbio meglio interrogarsi.

Lega Nord e AIFA, dimmi che nomina vuoi e ti dirò che Ruspa sei…

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La mania di  fare carriera una volta indagato e accaparrarsi poltrone è nel metodo della Lega Nord, uno dei partiti alleati storici di Berlusconi, il pluricondannato.

La Kasta si accomoda sempre di più nelle poltrone pubbliche e vi pare che potesse mancare l’AIFA?

L’Agenzia Italiana del Farmaco  autorizza, controlla i farmaci immessi sul mercato in Italia, ne garantisce la loro qualità, la loro sicurezza, e il giusto prezzo di mercato per il SSN.

La Lega Nord ci vuole tenere  mani e piedi all’interno di questa Agenzia che ha dimostrato di non essere una agenzia di controllo diretta negli interessi dei cittadini ma di interessi altri, in grave assenza di trasparenza.

In Italia il settore farmaceutico muove 26 miliardi di euro e, a nostro avviso, la gestione dell’AIFA si è dimostrata distorta.

Il Movimento 5 Stelle, già da febbraio di quest’anno, ha messo al corrente la Procura di Roma e l’Antitrust di una “manovrina” dell’AIFA che aggira le norme sulla concorrenza,  avvantaggiando di fatto una società farmaceutica e  non i conti pubblici.

Le nostre proposte non mancano, fermare i “favori ai big Pharma” abbattendo  il costo della spesa farmaceutica  avrebbe fatto risparmiare 600 milioni di euro l’anno al Sistema Sanitario Nazionale.

La notizia dei “rebus degli incarichi sospetti” è quella sull’ennesima nomina di un indagato che tramite  interrogazioni parlamentari abbiamo denunciato e giri di valzer tra tecnici e politici.

Il sistema piace tanto al  leader del partito Salvini che ha una ruspa per tutto mentre ha il tappeto rosso per i suoi rappresentanti indagati da piazzare.

Tra un delirio e l’altro di Salvini non vorremmo scordarci della “carriera” del braccio destro di Maroni, il dr. Massimo Garavaglia, nominato il 26 maggio 2016, con atto della Presidenza del Consiglio, nuovo membro del consiglio di amministrazione dell’AIFA.

Il caro Garavaglia, forte di un indagine a suo carico in corso, riesce a cumulare ben tre incarichi nazionali: coordinatore degli assessori alle Finanze delle Regioni, presidente del Comitato di settore-sanità e membro del Cda Aifa. Mica male per un indagato.

Il nuovo membro dell’AIFA infatti è indagato per  turbativa d’asta e abuso d’ufficio, e da gennaio 2016 ha ricevuto un rinvio a giudizio dalla Procura di Milano.

Il procedimento è allacciato ad un altro processo già in corso che ha portato agli arresti domiciliari l’assessore regionale alla sanità lombarda Mario Mantovani famoso in un intercettazioni per presunte mazzette da 500 euro nascoste nel freezer.

Dovevano dirlo che il vero progetto è riempire il  “carroccio” di personaggi allineati con lo stesso sistema che fanno finta di combattere. Si alleano, colludono e fanno sermoni per convincere d’essere diversi.

Sarà il caso di ricordare ai  “Signori” che coprono polticamente i loro indagati, che i gesti di semplice “etica” non sono elementi accessori nella classe Dirigente.

 

affariitaliani.it

assistsanita.it

Centro Unico Prenotazioni Lazio: se telefonando, potessi prenotare anch’io…

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Il C.U.P. è l’arcinoto Centro Unico di Prenotazione per le visite sanitarie che saranno prenotate dopo la morte del paziente.

Non è colpa degli operatori, è il Sistema Sanitario Nazionale che è in mano alle lobby della privatizzazione.

Ma questa è un’altra storia. Per ora soffermiamoci sul Centro Prenotazioni che nel Lazio è gestito dalla Cooperativa Sociale Integrata “Capodarco”, da almeno dieci anni, In regime di monopolio di fatto.

Quando chiamate il CUP, vi rispondono i “soci lavoratori” del call center Capodarco che sono una fonte preziosa di informazioni, anche perché sono, in quota, persone svantaggiate e di sanità ne capiscono parecchio, un po’ perché ci combattono per primi, un po’ per l’esperienza che si sono fatti in questi anni.

Non è raro quindi che oltre a cercare di trovarvi il posto con la lista di attesa meno lunga, possano darvi utili consigli di sopravvivenza urbana nella giungla sanitaria laziale.

Protesta

Ma, se nessuno risponde, o cade la linea, è perché sono stati messi in mobilità, quindi, di “soci” nel call center, ce ne sono pochini.

Ma facciamo una breve premessa:

Le ASL del Lazio si appoggiano ai call center esterni. Appaltati al Terzo Settore.

I call center (quasi tutti Capodarco ma non solo) sono pagati con fondi pubblici, dedicati alla sanità, della Regione.

L’appalto vale ben 90 Milioni di Euro.

Da qui cominciano i guai, come sempre dai soldi.

Guai che coinvolgono almeno tre aspetti:

1) Il discorso della privatizzazione dei servizi per i quali paghiamo le tasse;

2) la commistione fra gara pubblica, criminalità e finanza;

3) le condizioni dei lavoratori.

Nel 2014 parte la gara di rinnovo dell’appalto, che viene annullata a dicembre dello stesso anno.

Spiegare perché è complicato e richiede tutta la nostra attenzione:

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Gli attori della parte giudiziaria della vicenda sono tanti, troppi persino per una telenovela. Sono presenti nella storia della capitale da sempre. Per dovere di cronaca, qui di seguito, ve ne elenchiamo solo alcuni, fra quanti sono, o sono stati, sotto indagine e/o sotto processo per turbativa d’asta relativamente all’ultima gara per l’assegnazione del CUP regionale. Il commissariamento è stato necessario per garantire la prosecuzione del servizio che oramai dipende da una realtà esterna al Sistema Sanitario della Regione Lazio.

marotta-EDIT-21) Il presidente e direttore generale della Capodarco Maurizio Marotta, Su cui abbiamo una bella letteratura (link_1; Link_2; Link_3; Link_4; Link_5; Link_6)

2) Il capo ufficio di Gabinetto del presidente della regione Lazio al tempo dei fatti, Nicola Zingaretti Maurizio Venafro recentemente assolto per non aver commesso il fatto

3) il consigliere del PDL in regione Lazio dell’epoca, il già citato Luca Gramazio;

4) il protagonista di mafia capitale Salvatore Buzzi nonché presidente della Coop. “29 giugno la cooperativa di ex detenuti e detenuti attualmente che gestisce la cura di parte dei giardini di Roma, la pulizia degli argini del Tevere, effettua lo smaltimento dei rifiuti a Roma e in alcuni piccoli comuni del Lazio, ecc…

5)  Massimo Carminati quello in affari con Buzzi e in collegamento con Gramazio. Un ex terrorisbuzzi-casamonica-e-alemanno-EDITta dei NAR.

L’elenco è lungo, soprattutto perché gli appalti del servizio arrivavano ad un valore di 90 Milioni. Per brevità, abbiamo elencato le persone che più sono state sulla ribalta.

Tra loro, Buzzi in particolare, ha offerto a tutti noi lo spaccato di una democrazia finalmente compiuta, dalle intercettazioni è infatti emerso che: […] i lotti della gara per l’assegnazione del servizio di Recup erano “oggetto di spartizione politica” al 50% tra la maggioranza e la minoranza. […]

Tranne il Movimento 5 Stelle, forza incorruttibile, ovviamente.

La verità, come ci dice l’ANAC, è che nel sistema sanitario italiano tutti i servizi, anche quelli indi-spensabili, sono esternalizzati con la rilevante conseguenza di vedere messa a rischio proprio la tutela del diritto fondamentale alla salute.

E’ stata fatta un’importante interrogazione al governo che non risponde.

Ed è in quest’ultimo paragrafo che si chiude il cerchio tratteggiato nei tre filoni di cui sopra.

Democraticamente, come ci insegna Buzzi, chi ci rimette è la collettività che soccombe tre volte,  come contribuenti, con la rapina degli appalti regalati, come utenti per lo scadimento della qualità del servizio e, infine, come lavoratori.

Soldi e Bilanci nella Sanità Privata del Lazio

La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano – Il super accreditamento di Zingaretti

I Migliori “Annali” di Zingaretti

 

Gruppo INI – Soldi pubblici e sanità privata: Dove sono i soldi?

“A Villa Armonia gli operatori sono sfruttati”

Il Sistema a Zingaretti piace: c’è un’Armonia Nuova

La mia ultima notte

Milano “Capitale Morale” – L’Inno stonato di Cantone

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Presidente, la «Capitale Morale», sono tutti cittadini onesti di tutte le città d’Italia che combattono contro la corruzione con ogni mezzo, spesso rischiando di proprio: mobbing, minacce e licenziamenti.

Altri cittadini al contrario non sanno nemmeno del loro diritto all’accesso civico garantito dall’Autorità nazionale anticorruzione.
L’accesso civico è una forma di partecipazione del cittadino per garantire la trasparenza degli enti pubblici che noi abbiamo pubblicizzato ad Italia 5 Stelle il 17 e il 18 ottobre con un apposito gazebo dedicato, che ha avuto un enorme successo di pubblico.

Roma è conciata da far schifo, ma l’inno a Milano, “Capitale Morale”, da parte del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, è stonato e sciocco.

Expo ha scoperchiato un sistema di tangenti a pacchi; a Milano hanno sede alcune banche al centro di indagini pesantissime, coinvolte con la mafia siciliana. Formigoni se n’è dovuto scappare a gambe levate; Maroni è sotto indagine, l’ex assessore alla sanità lombarda della giunta Maroni è stato arrestato esattamente 15 giorni fa per corruzione aggravata.

Cantone è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Oggi abbiamo deciso di sostituirci a lui, visto che lui lavora da politico, noi lavoreremo da cittadini e da pubblici ufficiali.

Andate sul sito dell’Autorità nazionale anticorruzione e denunciate tutte quelle mancanze di trasparenza che sono i reati spia, spia della corruzione.

Ci sono migliaia di segnalazioni inevase e senza risposte. Risposte che sono obbligatorie da parte dell’ANAC e che non preoccupano minimamente Cantone.

Quando saremo al Governo garantiremo le risposte alle segnalazioni dei cittadini nei corretti termini di legge.

ISTITUTO SUPERIORE di SANITA: Parere M5S sulla nomina del Prof. Ricciardi a Presidente

ricciardi-issQuesto il parere letto nel corso della seduta di Mercoledì 5 agosto 2015 della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.


 

Il M5S esprime il‭ ‬proprio‭ ‬parere negativo alla‭ ‬nomina proposta dal Ministro della Salute per‭ ‬diversi‭ ‬motivi‭ ‬di legittimità,‭ ‬di metodo e‭ ‬di merito.

Riguardo alla legittimità,‭ ‬la nomina del Prof.‭ ‬Gualtiero Ricciardi,‭ ‬a commissario straordinario dell‭’‬Istituto Superiore di Sanità‭ ‬effettuata ai sensi dell‭’‬art.‭ ‬15‭ ‬del‭ ‬ decreto legge‭ ‬98/‭ ‬2011‭ ‬già‭ ‬inibisce o comunque‭ ‬rende di per sè problematica la candidatura e la nomina a Presidente del medesimo Istituto,‭ ‬per i seguenti motivi:

  1. emergono dubbi di‭ ‬legittimità‭ ‬sull‭’‬avvenuta‭ ‬nomina a commissario di un soggetto che,‭ ‬non avendo‭ ‬le competenze contabili e finanziarie,‭ ‬era deputato esclusivamente ad un risanamento finanziario‭ ‬ (tanto‭ ‬che la stessa norma ne limitava espressamente i compiti‭) ‬ma che di fatto‭ ‬ha travalicato tali compiti approvando anche lo Statuto‭ ‬che ai sensi dell‭’‬articolo‭ ‬2‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬doveva essere deliberato,‭ ‬a maggioranza assoluta,‭ ‬previo parere del Comitato scientifico e sentite le organizzazioni sindacali,‭ ‬dal Consiglio di amministrazione,‭ ‬integrato da quattro esperti nominati dal Ministro della salute‭;‬ su tali atti vi sono‭ ‬dubbi rilevanti‭ ‬di‭ ‬illegittimità.
  2. il ruolo di Commissario‭ ‬straordinario è stato svolto dal prof. Ricciardi‭ ‬senza collocazione in aspettativa,‭ ‬ciò‭ ‬in‭ ‬violazione dell‭’‬art.‭ ‬4‭ ‬del d.‭ ‬lgs n.‭ ‬106/2013‭ ‬laddove‭ ‬prevede che il Presidente‭ “‬se professore universitario,‭ ‬e‭’ ‬collocato in‭ ‬aspettativa‭ ‬ai sensi dell’articolo‭ ‬12‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬n.‭ ‬382/80‭”‬ ed in violazione del medesimo DPR‭ ‬382/1980‭; ‬tale fatto,‭ ‬ovviamente da accertare,‭ ‬espone il nominato commissario‭ ‬nonchè candidato Presidente‭ ‬ed i soggetti che lo‭ ‬hanno nominato a possibili giudizi e contenziosi dinanzi agli organi‭ ‬amministrativi e contabili,‭ ‬con effetti imprevedibili‭ ‬sulle amministrazioni coinvolte‭ (‬Ministero della salute,‭ ‬ISS,‭ ‬Università‭)‬ e sul medesimo soggetto‭;‬ a tal proposito si cita una recentissima sentenza‭ ‬(TAR‭ ‬27‭ ‬aprile‭ ‬2015‭ ‬n.‭ ‬737‭)‬ ove i giudici‭ ‬amministrativi hanno rilevato una incompatibilità‭ ‬manifesta e certa tra l‭’‬incarico‭ ‬di commissario‭ ‬straordinario e il ruolo di professore universitario,‭ ‬incompatibilità che conseguiva‭ ‬“all‭’‬applicazione‭ “‬vincolata‭”‬ e non discrezionale di una specifica norma,‭ ‬l‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬punto n.‭ ‬10‭ ‬del‭ ‬DPR‭ ‬382/1980‭”‬; Si riporta un estratto‭ ‬chiarificatore‭ ‬della‭ ‬sentenza:‭ ‬”in particolare l‭’‬applicazione dell‭’‬art.‭ ‬13‭ ‬del DPR‭ ‬382/1980,‭ ‬rubricato‭ “‬aspettativa obbligatoria per‭ ‬situazioni di incompatibilità‭”‬ risulta del tutto appropriata al caso di specie in quanto,‭ ‬al punto n.‭ ‬10,‭ ‬la norma prevede l‭’‬incompatibilità‭ (‬del ruolo di professore‭ ‬universitario‭)‬ con la‭ “‬nomina alle cariche di‭ “‬presidente,‭ ‬di amministratore‭ ‬delegato di enti pubblici‭”‬ a carattere nazionale,‭ ‬interregionale o regionale,‭ ‬di enti pubblici‭ ‬economici,‭ ‬di società a partecipazione pubblica,‭ ‬anche a fini di lucro‭”‬; e,‭ ‬nel caso in esame,‭ ‬la‭ ‬nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬,‭ ‬raccoglie tutte le funzioni dei diversi organi dell‭’‬ente‭ ‬(Presidente,‭ ‬Consiglio di Amministrazione,‭…‬); sussiste dunque il parallelismo e la piena affinità fra la nomina a‭ “‬Commissario Straordinario‭”‬ di un‭ ‬ente pubblico e la nomina a‭ “‬Presidente‭”‬ o ad‭ “‬Amministratore delegato‭”‬ di enti pubblici,‭ ‬con‭ ‬conseguente applicazione delle medesime norme‭”‬; risulta infatti che il prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬come dallo stesso confermato in sede di audizione,‭ ‬ove peraltro ha lamentato i‭ ‬“limitatissimi‭”‬ compensi ricevuti‭ ‬(€‭ ‬30.000,00‭ ‬ancora da definire e comunque percepiti in costanza‭ ‬dello stipendio di professore‭)‬ dopo la nomina a commissario,‭ ‬abbia continuato a ricoprire‭ ‬sia‭ ‬il ruolo di Professore Universitario‭ ‬nonché il ruolo di Direttore del Dipartimento per l‭’‬assistenza sanitaria di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario‭ “‬A.‭ ‬Gemelli‭”‬ nonché il ruolo di Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva‭;‬
    3. si‭ ‬ribadisce che in costanza della carica di Commissario non‭ ‬risultava rinvenibile sulla sez.‭ ‬amministrazione trasparente dell‭’‬ISS la pubblicazione obbligatoria,‭ ‬riferibile al Prof.‭ ‬Ricciardi,‭ ‬ né‭ ‬della dichiarazione dei redditi‭ ‬né‭ ‬dei compensi e/o rimborsi a carico della finanza pubblica sia relativi al medesimo incarico sia relativi ad altre cariche o incarichi‭;‬ ciò‭ ‬in palese violazione delle norme sulla trasparenza e sulla prevenzione della corruzione.
    4. si ricorda che‭ ‬l‭’‬incarico di commissario straordinario in questione,‭ ‬ancorché assimilabile agli incarichi di cui all’articolo‭ ‬11‭ ‬della‭ ‬legge‭ ‬23‭ ‬agosto‭ ‬1988,‭ ‬n.‭ ‬400,‭ ‬implica numerose e diffuse incompatibilità ai sensi del d.‭ ‬lgs‭ ‬39/2013,‭ ‬se non anche ai sensi della‭ ‬L.‭ ‬ 215/2004‭;‬ si‭ ‬evidenzia‭ ‬che generalmente per tutte le nomine di commissario‭ ‬straordinario vige una inconferibilità successiva ad assumere l‭’‬incarico di presidente.‭ ‬A tal proposito si richiama‭ ‬proprio‭ ‬un‭ ‬recente‭ ‬orientamento dell‭’‬ANAC del‭ ‬06‭ ‬maggio‭ ‬2015‭ ‬laddove,‭ ‬pur riferendosi ad un‭’‬azienda speciale consortile‭ ‬rileva‭ ‬la sussistenza di INCONFERIBILITA‭’‬ nei casi in cui venga conferito un incarico di presidente‭ ‬a colui che,‭ ‬nei due anni precedenti abbia ricoperto o attualmente ricopra la carica di commissario straordinario del medesimo ente.‭ ‬Quel che si vuole salvaguardare,‭ ‬al di là delle casistiche evidenziate dalle norme,‭ ‬è un principio di buon senso e di ragionevolezza che dovrebbe separare,‭ ‬per ovvi‭ ‬motivi d‭’‬imparzialità e di‭ ‬appropriatezza delle motivazioni sottese alla nomina,‭ ‬l‭’‬incarico commissariale straordinario‭ (‬soprattutto se‭ ‬di nomina governativa,‭ ‬com’è il caso di specie‭) ‬dalla nomina di Presidente,‭ ‬cariche che dovrebbero rispondere a logiche ed esigenze diverse,‭ ‬e quindi senza commistione alcuna.‭

Riguardo‭ ‬al metodo ci permettiamo di‭ ‬ribadire:
1. l‭’‬incomprensibilità di una inversione di tendenza rispetto alla procedura di nomina del precedente Presidente dell‭’‬ISS‭ ‬allorquando l‭’‬allora Ministro della Salute Balduzzi,‭ ‬in maniera virtuosa,‭ ‬pervenne all‭’‬individuazione‭ ‬del Presidente dell‭’‬ISS a seguito di interpello pubblico,‭ ‬di commissione di valutazione‭ ‬costituita con decreto e di susseguente individuazione di una rosa di ben‭ ‬27‭ ‬candidati‭!‬,‭ ‬
2. il contrasto con le procedure‭ ‬utilizzate negli altri enti pubblici di ricerca analoghi all’ISS nel mondo‭ (‬National Institute of Health americano,‭ ‬Imperial College‭ ‬in GB…‭) ‬che istruiscono procedimenti pubblici di interpello,‭ ‬valutazione comparativa tra più candidati ecc

Riguardo al‭ ‬merito infine rileviamo la diffusa sussistenza di numerosi conflitti d‭’‬interesse risultanti da una commistione con case farmaceutiche o simili,‭ ‬laddove ad esempio il Prof.‭ ‬Ricciardi‭ ‬ricopre oppure abbia ricoperto:

1. l‭’‬incarico di membro dell‭’‬European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo,‭ ‬iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie‭;

2.  ‬l‭’‬incarico di‭ ‬membro del Comitato scientifico del CERGAS‭ (‬Centro di Ricerca sulla Gestione dell‭’‬Assistenza Sanitaria e Sociale‭) ‬dell‭’‬Università Bocconi,‭ ‬che nel progetto‭ “‬Academy of Helth Care Management and Economics‭”‬ collabora con la Novartis‭;

‭3. ‬l‭’‬incarico di‭ ‬responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull‭’‬Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA‭ ( ‬Valore in Health Tecnology Assessment‭)‬,‭ ‬iniziative finanziate da GlaxoSmithKline.‭ (‬e ricordiamo che‭ ‬già‭ ‬da Commissario‭ ‬il prof Ricciardi,‭ ‬al di fuori delle competenze richieste al ruolo di commissario,‭ ‬ha fatto la proposta di creare all‭’‬interno dell‭’‬ISS un Centro nazionale per l‭’‬Health Tecnology Assessment,‭ ‬i cui‭ ‬obiettivi sembrano coincidere,‭ ‬stranamente,‭ ‬proprio‭ ‬con quelli di GlaxoSmithKline nel programma ViHTA.

Concludo ricordando che per tutte le‭ ‬suddette motivazioni il M5S ritiene assolutamente non opportuna tale nomina,‭ ‬e ciò a tutela dello stesso Ministero della Salute e dell‭’‬ISS‭ ‬che,‭ ‬vale la pena ricordarlo,‭ ‬ è un organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario nazionale‭ ‬che persegue la tutela della SALUTE PUBBLICA,‭ ‬a salvaguardia del principio‭ ‬universalistico e di equità del nostro sistema‭ ‬di salute‭ ‬che tutto il mondo ci‭ ‬invidia tranne,‭ ‬come dichiarato proprio dal prof.‭ ‬Ricciardi qui‭ ‬in audizione,‭ ‬dal‭ ‬medesimo candidato presidente dell‭’‬ISS,‭ ‬che ritiene di dover risolvere il problema della‭ ‬sostenibilità del SSN attraverso misure di partenariato pubblico-privato,‭ ‬ invece che‭ ‬attraverso la massima trasparenza e‭ ‬l‭’‬accountability‭ ‬delle performance‭ ‬del sistema salute,‭ ‬la sua per prima ovviamente.‭ ‬Il M5S ritiene che nell‭’‬ottica di una sostenibilità del SSN sia decisivo e necessario cambiare il‭ ‬modello‭ ‬attuale‭ ‬di governance‭ ‬a cominciare dall‭’‬indecoroso meccanismo delle nomine,‭ ‬ivi inclusa quella del Presidente‭ ‬dell‭’‬ISS.

Seconda Domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Prima domanda – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina a Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Introduzione – Audizione del Prof. Ricciardi sulla nomina di Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità