Casinò alle Feste Dell’Unità

Una volta le Feste dell’Unità si finanziavano con le salsicce. Adesso con le slot-machine.

Al posto delle patatine fritte, palline per la roulette.

Al posto dei wurstel, le fiches.

Sempre a dire che il gioco va limitato, che le associazioni hanno ragione e via prendendo in giro…

Questa è la realtà: chiacchiere e basta!!!!!

Il segretario provinciale del PD di Ravenna si è scusato: ma non se ne era accorto che la gente affollava lo stand del gioco? Pensava solo all’incasso. Pensano sempre all’incasso.

Dai due euro per votare ai 5 milioni di euro del due per mille, sottratti dalle nostre tasche.

Ma per caso vogliono risanare i debiti del loro giornale perennemente in rosso con qualche giocatina al casinò?

Il PD : un vero partito azienda che pensa solo al business e non alla salute dei cittadini, nonostante  dichiarazioni in tv e sui giornali.

E vogliamo parlare del decennale presidente dell’ARCI, il piddino toscano Paolo Beni della Commissione Affari Sociali,  la commissione che dovrebbe difendere i più deboli, i malati. Beni a parole dichiara di essere contrario alle politiche favorevoli all’azzardo ma in pratica sono tutti nello stesso business.

Ma questi sedicenti segretari e presidenti perché non si ritirano a vita privata? Perché i loro iscritti non li “ritirano” a vita privata?

E la cosa peggiore è che si pubblicizza un’ azienda del gioco  di S. Marino, staterello che notoriamente è un paradiso fiscale in cui vanno a finire i soldi riciclati in vari modi.

Uno di questi modi è la ripulitura di denaro proveniente da attività legate al gioco d’azzardo, siano esse legali, siano esse illegali.

E ci sorprendiamo se non si riesce a fare una legge seria che limiti questo fenomeno?

Quante persone si devono suicidare perché rovinate dal gioco prima che il Governo intervenga?

E non è la domanda che è difficile, è il destinatario che non risponderà…..

MAI.

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