“A Villa Armonia gli operatori sono sfruttati”

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La Casa di Cura Villa Armonia Nuova è una casa di cura privata accreditata definitivamente dal 2014 per 119 posti letto, al Sistema Sanitario Regionale Lazio .

In Italia ogni Struttura sanitaria per operare privatamente è soggetta a degli standard minimi stabiliti dalla legge nazionale e regionale. Queste strutture private se sono a caccia di soldi pubblici del SSR, le cosiddette strutture accreditate, devono operare un ulteriore passaggio, ovvero farsi accreditare dalla Regione in cui si trovano.

L’accreditamento istituzionale delle Strutture (sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private) è un procedimento con cui, a livello regionale, si attesta formalmente il possesso di requisiti ulteriori di qualità, condizione necessaria per erogare prestazioni sanitarie a carico del Sistema Sanitario Regionale.

In altre parole, l’accreditamento garantisce al cittadino e alle Regioni la qualità delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie rispetto a requisiti minimi che comprendono aspetti strutturali, tecnologici e organizzativi (es: numero e formazione del personale) in ordine alle patologie che vengono curate.

Il legale rappresentante, dr. Paolo Rosati, dopo qualche mese dall’ottenimento dell’agognato accreditamento istituzionale, ha reclamato, presso la Regione Lazio, un “baratto” tra 40 posti letto di RSA (Residenze Assistenziali Sanitarie) con posti letto di pazienti con diagnosi come “stati psicotici all’esordio” e/o “disturbi del comportamento alimentare e dipendenze patologiche”.

Per giustificare lo scambio,come leggerete nella lettera successiva, il dr. Rosati, dichiara che non gli arrivano richieste di ricovero presso l’RSA della sua Struttura e che la Casa di Cura, per questo motivo, sta affrontando una grave Crisi economica. Così dai primi mesi del 2015 ha ridotto lo stipendio dei lavoratori di circa il 40 %; da novembre 2015 a marzo 2016, ha fatto richiesta e ha ottenuto gli ammortizzatori sociali e dal 01 aprile 2016 ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per circa 20 dipendenti con inevitabili ripercussioni sul livello assistenziale e di cura.

I dipendenti, quindi, oltre a subire gli ammortizzatori sociali, lamentano la riduzione dello stipendio e denunciano anche l’ambigua presenza di cooperative, condizioni lavorative da sfruttamento, requisiti strutturali inadeguati e un insufficiente assistenza ai pazienti rispetto agli stessi standard di cura della struttura accreditata definitivamente.

Le organizzazioni sindacali hanno addirittura avallato, in sede regionale, le procedure poste in essere dalla Casa di Cura. La crisi aziendale “dichiarata” dal legale rappresentante (nonostante un budget annuale che supera i 5 MILIONI di euro), non ha prodotto alcuna diffida a procedere previo approfondimento dei dati di bilancio. Solo in data 22 aprile 2016, durante una riunione presso la “Direzione Territoriale del Lavoro”, le organizzazioni sindacali si svegliano e finalmente “ammoniscono” su stipendi tagliati, ordini di servizio per doppi turni a copertura del personale in cassa integrazione e livello d’assistenza penalizzato.

La vicenda è aperta grazie agli interventi di qualche politico “amico” che strumentalizza la notizia dei licenziamenti per sponsorizzare il progetto dell’imprenditore.

Qualche mese fa, Francesco Storace, vice presidente alla regione Lazio, ex ministro della salute, ex governatore del Lazio e novello candidato sindaco alle amministrative di Roma interviene. A sostegno dei lavoratori?

Ovviamente no ma a sostegno delle richieste avanzate dal gestore di Villa Armonia Nuova. Sfruttando perfettamente la condizione di bisogno , che rendono i lavoratori ricattabili con l’dea che un padrone più forte e più ricco tratterà meglio i suoi dipendenti, dichiara: “… la regione Lazio acceleri la soluzione del caso villa armonia nuova: sarebbe davvero criminale subire il rischio di licenziamento del personale perché Zingaretti non firma un decreto …” Questo decreto, si sottointende, dovrebbe riguardare la modifica dei posti letto e un nuovo accreditamento della struttura.

Prima di lui si è comportato in maniera assolutamente identica Rodolfo Lena del PD presidente commissione politiche sociali e salute della regione Lazio.

Gli imprenditori si sfregano le mani in questo sistema studiato a garanzia del più forte in cui ci guadagna l’imprenditore, ci guadagna il politico che deve essere riconfermato, mentre l’operatore sanitario che deve prendersi cura delle nostre nonne o dei nostri parenti disabili, è costretto ad ammazzarsi di lavoro sotto pagato e sfruttato con ricatto del licenziamento per mantenere uno standard dignitoso nella cura di questi pazienti.

Quando vediamo tutti quei video della polizia che mostrano operatori sanitari che maltrattano pazienti non autosufficienti o disabili, ricordiamo sempre che qualcuno sopra di loro ha deciso le regole del gioco e, oltre a fare profitto come nel privato, potrebbe anche decidere di sfruttare al massimo qualsiasi situazione pur di fare soldi.

E’ stata prodotta, da alcuni lavoratori della Casa di Cura “ Villa Armonia Nuova” (accreditata presso la Regione Lazio con decreto n. U00383 del 12 novembre 2014), una relazione che ha lo scopo di denunciare i fatti di gestione che li vede coinvolti dagli inizi del 2015.

Per opportuna conoscenza e per trasparenza si provvede a pubblicare fedelmente la narrazione ricevuta:

 

nel mese di Febbraio 2015 ci venne comunicato dal legale rappresentante dr. Paolo Rosati, che in ordine ai 114 posti letto accreditati dalla Regione Lazio, i 40 posti letto di RSA risultavano vuoti, senza richieste e che malgrado la domanda presentata in data 09/08/2013 alla Regione per la rimodulazione di posti letto da RSA ad altri di diversa patologia (esordi e disturbi del comportamento dell’alimentazione) ancora non era uscito il decreto che modificasse l’accreditamento con i moduli richiesti e ne autorizzasse le procedure di ricovero. Di conseguenza l’azienda si trovava nell’impossibilità di pagare le competenze del mese di Dicembre 2014 riguardanti le indennità festive e notturne e che inoltre gli straordinari effettuati sarebbero stati trasformati in riposi compensativi.

Di questa riunione con i rappresentanti sindacali interni malgrado molte insistenze non venne rilasciato nessun verbale.

In data 09/03/2015 (come da verbale allegato) in una riunione sindacale ci venne comunicato “che l’Azienda era nell’impossibilità di onorare dal mese in corso il pagamento totale degli stipendi ai propri dipendenti”. Tant’è che sul retro delle busta paga di Febbraio venne riportato a matita dall’Amministrazione quanto ci avrebbero erogato e quanto “circa” avremmo dovuto avere come residuo. Anche chi era in maternità o in malattia da mesi ha ricevuto la stessa riduzione dello stipendio e a coloro i quali avevano in busta la cessione del quinto veniva comunque detratta la somma conteggiando lo stipendio intero anziché quello realmente erogato.

Di questa mancanza di liquidità da parte dell’azienda non é mai stato mostrato un documento e nessun sindacato si é mai preso carico di reperirlo.

Nei successivi mesi ci sono stati molte riunioni sindacali, hanno iniziato lo stato di agitazione e nel mese di Maggio 2015 l’Amministrazione, i Sindacati e un rappresentante dell’ASL RMD sono stati ricevuti dal Prefetto che, dopo l’incontro, visto che non c’era nessun accordo tra le parti, ha consigliato di fare entro una settimana una riunione tra sindacati e amministrazione per trovare un accordo e di fargli avere il verbale in modo da poter procedere per la tutela dei dipendenti. Risulta che il verbale al Prefetto non é mai stato consegnato.

Il 13 Luglio 2015 durante una manifestazione alla Regione Lazio fu ricevuta una delegazione sindacale dal vice di D’Amato. Ai sindacalisti vennero consegnati dei documenti che riguardavano gli importi che la Regione Lazio aveva erogato a Villa Armonia Nuova fino a quel momento e gli fu inoltre detto che visto che la Regione pagava regolarmente non c’era nessun motivo di manifestare contro di essa ma che sarebbe stato lecito chiedere all’Azienda dove erano finiti o come erano gestiti i fondi pagati.

Siamo andati avanti fino ad oggi (Marzo 2016) con solo l’acconto dello stipendio (il 60% circa) sempre in attesa del decreto attuativo e con continue minacce di licenziamento (in una occasione fecero addirittura 8 nomi, poi successivamente smentiti) e con lo spauracchio dall’attuazione del contratto AIOP RSA, insomma oltre un anno vissuto con uno stipendio ridotto e sempre in ATTESA che qualcosa si sbloccasse. Il classico gioco del bastone e della carota.

Ci sono stati anche molti casi di malattia tra i dipendenti (soprattutto a causa dello stress) tanto che in reparto c’erano giá gli ordini di servizio firmati con solo il nome e la data da inserire. A volte dipendenti in riposo dopo le notti venivano chiamati a casa per coprire dei turni e quando non reperibili gli veniva inviato un SMS. Ordini di servizio “telematici” fuori da ogni regola.

Da notare che la struttura opera su tre piani (piano terra, primo e secondo piano).

Al secondo piano, un’ intera ala con 11stanze (più una stanza adibita per i gruppi di reparti) é stata tenuta libera da metá Gennaio 2015 fino a Dicembre 2015 senza degenti. Nell’altra ala del piano sono presenti 24 ospiti tutti del modulo SRSR.

Per ottenere questo, cioé far vedere di avere posti liberi, al primo piano ( capienza 44 posti letto) hanno convissuto senza divisioni (a volte anche nella stessa stanza) tre (3) tipologie di modulo diverse (STPIT, SRTR I, SRTR E).

Al piano terra (capienza 16 posti letto) convivono due (2) tipologie di moduli (STPIT, SRTR I).

Una cosa inoltre da accertare riguarda il fatto che la struttura prima del decreto era accreditata per 100 posti letto e tanti ospiti al massimo ne ospitava. Ora, malgrado alcune stanze siano state adibite per legge ad uso medico, terapeutico o per gruppi di reparto, l’accreditamento é salito a 114 posti letto. I dipendenti non sanno spiegarsi come, ma forse la planimetria lo puó chiarire, ma in ogni caso i moduli risulterebbero non divisi (come ora del resto, ossia piú moduli sullo stesso piano).

La turnazione non viene stabilita in base ai moduli assistenziali ma per piano, inoltre i turni sono settimanali e vengono esposti il venerdí per il lunedí successivo.

Dal mese di Novembre con il personale sfinito e le numerose malattie dovuta anche alle malattie stagionali i turni sono usciti anche giorno per giorno e dove non c’erano cambi venivano consegnati ordini di servizio per doppi turni (di 14 ore nei diurni e fino a 17 ore nei turni notturni).

Da Dicembre 2015 a marzo 2016 l’Azienda è riuscita a farsi riconoscere dalla Regione la cassa integrazione in deroga con la firma di due sindacati su tre. Sono stati inseriti altri 2 tecnici della riabilitazione (4 in totale) che hanno sostituito il personale sanitario ( infermieri ed OSS) i turni sono tornati ad uscire settimanalmente ed il personale a rotazione é stato mandato in cassa integrazione.

I sindacati hanno continuato a firmare le procedure di CIG senza far notare che si è abbassato il livello assistenziale fino a togliere gli OSS o gli infermieri da alcuni turni sostituendoli con i tecnici..

Il 07/10/2015 l’azienda ha comunicato alle OO.SS di aver ” fomalizzato lo stato di crisi per i licenziamenti collettivi”. Nello specifico sono stati proposti i licenziamenti di: 9 Infermieri, 1 OSS, 3 Ausiliari, 1 Operaio specializzato, 1 Centralinista, 3 Impiegati. Da notare inoltre che 9 Infermieri che inizialmente l’amministrazione riteneva in esubero, sarebbero dovuti essere riqualificati nella mansione di “tecnico della riabilitazione”, infatti a fronte della necessità di 11 tecnici nella turnazione, ne sono stati assunti solo 4 a partita iva. Questi 9 Infermieri/tecnici fanno tutti doppia mansione, in base alle esigenze del turno e del piano.

Nel frattempo 4 infermieri non più in pianta organica non sono stati sostituiti.

Il 1 aprile 2016 è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo per l’esubero di 15 unità lavorative ma nessun riferimento esplicito da parte dei sindacati ai documenti riguardo il bilancio, la pianta organica e la planimetria.

All’interno della struttura opera una cooperativa per le pulizie che sembra, faccia riferimento in qualche modo alla Direttrice Amministrativa Elisabetta Guidi, infatti quasi tutti sono parenti o comunque legati a dipendenti vicini all’amministrazione o alla Guidi stessa da notare che questi dipendenti vengono regolarmente retribuiti con stipendio pieno.

A quanto risulta sembra che anche i fornitori vengono regolarmente pagati.

In tutto questo periodo alcuni esponenti politici della Regione Lazio sono andati in struttura personalmente. Il Presidente della commissione sanità regione lazio Rodolfo Lena è addirittura intervenuto durante una riunione sindacale i primi di agosto del 2015 Il 29/02/2016 l’On. Francesco Storace ha incontrato l’amministrazione ed il personale chiedendogli di attendere ancora un po’ “abbiate ancora un po’ di pazienza” e ha consigliato nel frattempo di fare la cassa integrazione e che, ORA che era venuto a sapere della situazione, se ne sarebbe occupato personalmente.

Riguado ció giro i link che mi hanno consigliato.

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/874867/Posti-letto-vuoti-e-lunghe-liste.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/865324/Villa-Armonia–per-una-firma.html

 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma–dal-lazio/863818/Villa-Armonia-Nuova–e-crisi.html

 

http://lanotiziah24.com/2015/07/roma-i-lavoratori-di-villa-armonia-nuova-incontrano-il-presidente-lena/

 

Nessuno interviene garantendo azioni che istituzionalmente gli competono. Pare piuttosto che corruzione, connivenza e mancanza di controllo permettano di porre in essere azioni nei confronti dei lavoratori e degli ospiti della Struttura. Isindacati hanno permesso che venissero violati diritti costituzionali, non hanno controllato i turni, le mansioni, la somma delle ore che i dipendenti sono costretti a fare. Nessuno si è accertato della veridicitá dello “stato di crisi” asserito dall’amministrazione

La ASL RMD ha controllato il livello assistenziale durante i turni per ogni singolo modulo?

Ha controllato la disposizione dei pazienti, la loro divisione?

La Regione Lazio ha controllato come vengono spesi i soldi pubblici erogati a Villa Armonia Nuova?

Ci chiediamo se questo stato di crisi è reale o é il classico sistema di ricatto del datore di lavoro per ottenere tutto quello che si vuole.

I lavoratori devono essere rispettati, in passato c’é chi ha dato la vita per questi diritti. Noi tutti non possiamo permettere che squallide figure per propri interessi si prendano gioco del nostro passato e decidano il nostro futuro.”