Gruppo INI – Soldi pubblici e sanità privata: Dove sono i soldi?

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Qualcuno mi chiedeva se stesse arrivando la puntata successiva del malaffare sulla Sanità del Lazio.

Visto l’argomento l’attesa è sempre breve rispetto alla morte e alle liste d’attesa alle quali Zingaretti, garante della Salute Pubblica, costringe i malati italiani.

Liste d’attesa che si liberano come per magia, dato che ogni anno sempre più italiani rinunciano definitivamente a curarsi.

E per i malati cronici?

Parleremo ancora di strutture sanitarie private accreditate, le “clinicarie”, e questa volta di un gruppo che da solo ne conta ben 9 tra Lazio e Abruzzo.

Il gruppo INI ha mille (1000!) posti letto e almeno altrettanti dipendenti.

Gli appassionati del “genere”  si accorgeranno dei comuni segni di riconoscimento con le altre Cliniche trattate fino ad oggi su questo blog, i neofiti non si impressionino è uno schema lineare, definito e di facile comprensione.

Eravamo rimasti agli ingredienti comuni e necessari alla ricetta che garantisce un menù a base di “soldi pubblici”.

Vediamo il menù della Sanità Laziale gestita dal privato e accreditata da Zingaretti:

  1. Regione Lazio; (primo)
  2. ASL di competenza; (secondo)
  3. Sindacati; (contorno)
  4. Crisi Aziendale (supposta).

Chef esperti utilizzano in ricetta la formula “q.b.” (quanto basta) di tutto.
Preparano il piatto e lo gustano comodamente seduti sotto il tendone dell’AIOP Lazio.

Questa volta ci occuperemo della “prova del cuoco” della famiglia Faroni che gestisce il gruppo INI e di Jessica Faroni Presidente Regionale dell’AIOP Lazio. L’Associazione Italiana Ospedalità Privata che rappresenta, su tutto il territorio nazionale, 500 Case di Cura con oltre 53.000 posti letto di cui 45.000 accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le Strutture sanitarie che abbiamo imparato a conoscere, Villa Armonia [2], Gli Annali, Colle Cesarano [2], sono tutte associate all’AIOP e i nomi dei loro gestori, Paolo Rosati, Massimo Forti, Manfredino Genova  sono tutti parte del Direttivo e/o dell’Esecutivo dell’Associazione stessa

Un’inquietante coincidenza, ma per coloro che non credono alle coincidenza il termine  “Associazione” potrebbe far pensare ad un altro tipo di attività.

Tra gli chef non può mancare l’aiuto cuoco, dr. Marco Vincenzi. Pare che sul territorio tiburtino sia il punto di riferimento per il controllo e la cottura dei manicaretti.

Un amico aiuto cuoco serve sempre…

Il caso ha voluto che pochi giorni prima dello scadere del suo mandato da Sindaco di Tivoli, rilasciasse l’autorizzazione  al cambio di destinazione d’uso per una favolosa speculazione edilizia a vantaggio dei Faroni  e secondo un’informativa del Ros dei Carabinieri, risalente al 18 ottobre 2014, allegata all’inchiesta su Mafia Capitale, Marco Vincenzi “ percepisce reddito anche dall’Istituto Neurotraumatologico Italiano Spa”

E che volete? quando la cucina è buona uno si “Associa”, prima assaggia, poi si accomoda e gradisce …

Ma torniamo alla prova del cuoco. Pronti?

Carta, penna e fornelli…seguite con attenzione la ricetta!

Le ASL di competenza sul territorio, dopo i dovuti sopralluoghi, certificano che nelle strutture sanitarie del gruppo, sono rispettati i requisiti minimi previsti dalla legge.  Ma non sempre come vedremo dopo, indagando.

La Regione, al contrario, accredita sempre.

L’equivalente di:  “prendete una pirofila”;

Il 22 luglio 2015 il gruppo INI avvia una procedura di licenziamento collettivo per 496 dipendenti.
Praticamente si vuole dimezzare il costo del personale  e “diliscare la trota”

Il solito funzionario della Regione Lazio, dr. Raffaele Fontana e i sindacalisti della CGIL, CISL e UIL, che sanno come montare la maionese senza farla impazzire, avallano in alternativa ai licenziamenti, un contratto di solidarietà per 802 dipendenti, che prevede fino al 60% in meno delle ore lavorative. “imburrare la pirofila”

“L’intruglio” era già riuscito negli anni precedenti durante i quali  i lavoratori, oltre alla presenza ordinaria sono stati costretti agli straordinari…

Sotto il naso di  Zingaretti a al lezzo di bruciato, la grande certezza: l’accreditamento non si tocca.

Dopotutto qualcuno deve pur tenere il forno acceso e, che volete, se si passa troppo tempo ai fornelli gli odori non si riconoscono più…

Gli chef, intanto, esperti e qualificati, autorizzano l’abbassamento del livello di assistenza del 60% (corrispondente al minor costo per il datore di lavoro che viene pagato dall’INPS, ovvero dai nostri soldi), confermano l’esubero di 496 lavoratori che restano a rischio licenziamento e quando serve sono costretti a fare gli straordinari. Questa è arte culinaria, signori,  destinata alle buone forchette!

La ricetta, sempre ben riuscita, questa volta diventa una frittata indigesta.

Talmente abituati all’équipe solida ed efficiente, all’affidabilità della ricetta della nonna e al forno sempre caldo, che nessuno si è fermato.

Il Gruppo INI, Villa Armonia, Gli Annali, Colle Cesarano, hanno fatto tutti una bella infornata di ghiottonerie con soldi pubblici ma adesso che conosciamo le ricette, gli ingredienti e soprattutto i cuochi, siamo impazienti di vedere cosa rimarrà  dei loro enormi tacchini ripieni.

A marzo del 2016 sul gruppo INI, come per le altre strutture, ho presentato un’interrogazione parlamentare che ha coinvolto il Governo sull’ennesima vicenda dell’ospedalità privata laziale.

Stranamente  la Ministra Beatrice Lorenzin, risponde (evento rarissimo!), affermando che sono state rilevate delle irregolarità a macchia di leopardo su alcune strutture del gruppo INI. Il fumo e l’olezzo di bruciato è talmente forte, che la Ministra non può più ignorarle, ormai è costretta ad ammettere che qualcosa sia irregolare.

A questo quadro dovete aggiungere che il Gruppo INI non risulta aver depositato i bilanci del 2014 e del 2015.
Stanno smantellando il gruppo? Cerchiamo di capire dove finisce, un enorme flusso di denaro pubblico.
La presidente del Lazio della più importante associazione che tutela il privato sanitario in concorrenza con il pubblico è fuori legge.
Non deposita i bilanci da due anni.

Tutta la documentazione disponibile è stata depositata presso la Corte dei Conti per appurare il possibile danno erariale e che trasmetterà alla Procura della Repubblica qualora rilevasse eventuali responsabilità penali.

In tal caso si spegnerà il forno dello sfruttamento del personale nella riabilitazione sanitaria e dello sperpero di denaro pubblico.
Le parole vuote (“io non sapevo…”) del fratello di Montalbano, al contrario, senza un sonoro VAI A CASA! di cittadini indignati,   continueremo a sentirle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sistema a Zingaretti piace: c’è un’Armonia Nuova

Stanno giocando a un gioco.
Stanno giocando a non giocare a un gioco.
Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco,
di non vedere che vedo il gioco.

R.D. Laing

 

 

 

 

 

Questo è il secondo articolo che dedico a Villa Armonia Nuova e del sistema di illegalità che denuncio.

C’è un Sistema.
Un sistema illegale che viene portato avanti da imprenditori e politici come se fosse UN GIOCO
Per semplificare, il gioco è quello dei mattoncini della 
LEGO.

Tanti pezzi di colore diverso fra loro che combinati danno tante forme al gioco.

Un pezzo del gioco è una clinica, in questo caso sarà “Villa Armonia Nuova”, in quelli precedenti c’era un gioco simile fatto alla “Colle Cesarano” prima e a “gli Annali” poi.

Leggendo le istruzioni vediamo che in questa scatola ci stanno i seguenti mattoncini:

il proprietario, (Dott. Paolo Rosati);

la Regione Lazio;

i sindacati;

l’INPS;

la crisi aziendale;

la cassa integrazione;

l’accreditamento definitivo;

il licenziamento.

La parte più facile del gioco, per quanto possa sembrarvi strano è dichiarare la

CRISI AZIENDALE

I pezzi restanti vanno combinati a piacere, in questo caso: Prima ci si accredita definitivamente presso la Regione Lazio, DOPO di che, Il legale rappresentante (in questa versione del gioco il dr. Paolo Rosati) deve:

accusare “problemi di natura economica”

e tagliare gli stipendi ai dipendenti del 40%.

La regione Lazio e i sindacati sono invece incaricati di firmare la cassa integrazione per 20 lavoratori e per licenziarne almeno 15.

Il 1 aprile 2016…

Fatto scherzetto. 🙂

Questa gente il gioco lo prende seriamente, mica ti fanno pesci d’aprile.

Contemporaneamente, mentre hai dichiarato di essere in crisi e quindi stai licenziando i dipendenti, puoi liberamente aggiungere l’opzione che più ti piace fra le tante a disposizione, come, ad esempio: prestare soldi ad altre società, ristrutturare, acquistare quote societarie ecc…

considerazioni finali

Estratto dall’analisi dei bilanci.

Insomma i soldi non devono restare fermi ma muoversi in continuazione.

In questo caso che stiamo narrando il nostro simpatico Paolo Rosati ha introdotto nel gioco la variante dello scambio dei posti letto.

Aveva capito che i posti letto RSA hanno un valore in picchiata libera e quindi ha chiesto di fare a cambio… manco fossero figurine… con i posti per i disturbi alimentari.

Noi intanto abbiamo fatto controllare da un professionista i bilanci dalla cui relazione si capisce che le regole del loro gioco sono state rispettate:

Considerazioni finali 2

Da questo estratto dell’analisi dei bilanci emerge il dettaglio interessante che la controllante è una società immobiliare.

Infatti, seguendo tutte le regole, il fatturato è aumentato (dal 2011, in tre anni, è passato da circa 5 milioni a circa 5 milioni 440. ), l’utile è aumentato assieme ai compensi degli amministratori e la GES.CA.S. Villa Armonia Nuova srl (la società che gestisce Villa Armonia Nuova) ha finanziato una società controllante per oltre 1 milione di euro.

Noi, che facciamo un altro gioco, ci siamo posti delle domande, ci siamo interrogati, e abbiamo girato i nostri dubbi al governo e con essi al commissario straordinario del Lazio Nicola Zingaretti.

Come si poteva evitare tutto questo?

Se i politici della Regione Lazio, i sindacati CGIL, CISL e UIL, avessero controllato, ora, “questi imprenditori con le pezze al culo”, non attingerebbero DUE VOLTE a soldi pubblici (Regione e INPS) per pagare regolarmente gli stipendi dei loro dipendenti, operatori sanitari.

Vedete com’è utile che non ci sia lavoro in giro? Che ci sia tanta disoccupazione? Ti permette di risparmiare un sacco sul personale, non hai concorrenza imprenditoriale, e l’operatore sanitario dovrà fare buon viso a cattivo gioco per non restare disoccupato, la politica locale chiude un occhio, anzi ti aiuta.

I dubbi derivanti dalla nostra ricerca sono stati sottoposti alla Corte dei Conti per la verifica. Nell’eventualità non ci fossimo sbagliati, e conseguentemente si configurasse il reato di danno erariale, sarà poi compito della Procura di Roma procedere. Se per converso ci fossimo sbagliati, secondo il parere della Corte dei Conti, sarà interessante leggerne la relazione e darne notizia qui.

E se dovesse essere un sistema, significa associazione a delinquere. Per tutti quanti.
E, perdonatemi la battuta, ora vado a controllare le gomme dell’automobile. 🙂

Al prossimo articolo di denuncia!

 

I Migliori “Annali” di Zingaretti

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Immersa nello spettacolare paesaggio montano del Parco dei Monti simbruini, a Cineto Romano, giace isolata e semisconosciuta una casa di cura: “Gli Annali“.

La trovi solo se sei un appassionato di trekking o un addetto ai lavori di assistenza sanitaria e ci domandiamo come la trovino i pazienti.

Noi, l’abbiamo scoperta a causa dei legami che ha con la ben più nota Clinica “Colle Cesarano“.

Le magagne sono le stesse, e di fatto sembrano uno schema:

  • Dichiarare lo stato di crisi durante l’accreditamento provvisorio;
  • mettere in cassa integrazione i dipendenti;
  • Licenziare i dipendenti non appena ottenuto l’accreditamento definitivo.

E se lo dicono loro…

L’unica differenza è che questa struttura pesa sui conti della Regione per “soli” 1 Milione e 800 mila euro annui (2 Milioni nel 2013) contro gli oltre 8 milioni della “sorella maggiore”, la Colle Cesarano.

Le similitudini comunque superano le differenze a cominciare dalla proprietà.

La nostra isolata clinica è infatti amministrata dall’Ing. Massimo Forti. Ricordate? Il “Gatto” socio della “VolpeManfredino Genova con il quale condivide l’amministrazione della Colle Cesarano.

La condivisione prosegue nello strano assetto che lega a livello amministrativo le due strutture.

Secondo i bilanci de “gli Annali Srl” la “Colle Cesarano Srl” è una collegata, nei bilanci della “Colle Cesarano Srl” invece, “gli Annali Srl” è una “controllante”.

Differenze da poco verrebbe da dire. Beh… fino ad un certo punto.

A voler essere pignoli  l’Art. 2359 del Codice Civile ci informa che:

[…] i criteri per individuare le società controllate e collegate; tale distinzione è di fondamentale importanza perché in presenza di questi rapporti saranno applicabili le norme relative alla sottoscrizione ed acquisto reciproco di azioni o quote. […].

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le risposte un po’ meno

Come una briciola lasciata nel bosco per trovare la strada di casa, ci lasciamo questa osservazione alle spalle per tornarci più tardi. Il noioso articolo di legge è la chiave di volta di un ragionamento più ampio, quasi uno spunto investigativo…

Nel frattempo soffermiamoci sulle similitudini fra le due strutture, su quello che dicevamo sembrare uno schema.

Seguendo le briciole lungo il sentiero delle similitudini troviamo che entrambe le strutture hanno

  1. dichiarato la crisi aziendale, durante il periodo di accreditamento provvisorio, sostenendo che la Regione avesse tagliato i fondi destinati e che i capitolati normativi di accreditamento fossero costosi;
  2. strumentalizzato l’interpretazione della normativa regionale;
  3. aperto, quasi contemporaneamente, 5 procedure di licenziamento collettivo;
  4. tenuto in cassa integrazione, durante gli anni di accreditamento provvisorio, circa un terzo del personale;
  5. licenziato circa un terzo del personale dipendente, dopo l’accreditamento definitivo;
  6. dirottato i fondi, in alcuni casi, in società controllate o collegate;
  7. ottenuto una dichiarazione di conformità dalla ASL RMG, in maniera illeggittima;
  8. goduto del silenzio di Zingaretti sulle denunce degli Operatori Sanitari e dal solito funzionario regionale.

Otto briciole verso la casa di Marzapane

Peccato che nelle favole italiane, non ci siano né gnomi né folletti. Le nostre favole sono brutali. Non hanno quasi mai un lieto fine. Le fiabe italiane raccontavano della fame e della miseria, dei soprusi e dell’arroganza dei potenti. Erano un modo per insegnare ai figli la vita, un manuale di sopravvivenza, letteralmente.

Non pervenuta.

Gli otto punti sopra elencati ci svelano quanto reale e violenta sia la strega che altri non è se non il volto arrogante del potere inteso come sopruso.

Il danno alla collettività è enorme.

Esso include il licenziamento di 19 persone, che sommate alle 28 di Colle Cesarano fanno 47… famiglie. Una magia, 19 + 28 = circa 150
facendo una media di tre persone  a famiglia.

Gli anni del purgatorio della cassa integrazione, da novembre 2011 a dicembre 2013, indebitamente invocata, è denaro pagato da tutti noi attraverso l’INPS.

Questo il danno, la beffa consiste nella “superficialità” dei controlli, che verrebbe da definire colpevole e collusa negligenza:

Prima fra tutti la modalità con cui è stata dichiarata la situazione di “Crisi Aziendale”, condizione necessaria per accedere alla richiesta degli ammortizzatori sociali. E’ un capolavoro, quasi una magia, l’apice della tensione della favola:

NESSUNO!

L’ASL Roma G, certifica la presenza in organico del personale che serve per ottenere il “bollino” dell’accreditamento definitivo e, immediatamente dopo, la Proprietà licenzia lo stesso personale, dichiarato nella pianta organica, sostenendo che deve adeguarsi alla normativa che è servita per ottenere l’accreditamento!

La ciliegina sulla torta è il modo in cui sono interpretate le norme per l’accreditamento definitivo, cioé la rispondenza alla dizione normativa circa “l’attestazione dei requisiti minimi”!

“Requisiti minimi”… a “Gli Annali” ne hanno applicato una versione personale. Si saranno chiesti: “…quanto possono essere minini questi requisiti?” Verrebbe da urlare: Quanto minimi li volete? Quante “poche” persone servono per garantire 114 posti letto  in Residenza Sanitaria Assistita (RSA)?

La parola “requisiti minimi” non può essere intrepretata, non si può scendere al di sotto del minino stabilito e, soprattutto, non ci si può lamentare presso la regione che il minimo richiesto sia troppo, meno che mai DOPO aver ottenuto l’accreditamento definitivo in base alla rispondenza a quei requisiti.

Lasciamo perdere…

Com’è possibile che i sindacati prima e la Regione poi, abbiano avallato quello che sembra un’enorme partita di giro di soldi pubblici? E l’INPS? Anche per loro tutto a posto? Neanche un controllino della documentazione presentata?

Manco un’occhiata ai bilanci?

Quelli che cambiano da un anno all’altro nei conti de “gli Annali”. Cioé: se chiudi il 2013 alla cifra “X”, quando la riporti nel 2014, non puoi scrivere “Y”.

Lo fanno per davvero, basta leggerli ‘sti benedetti bilanci. Sono depositati presso la Camera di Commercio, sono documenti pubblici.

E’ una norma contabile… si ripete la storia dei “requisiti minimi”, a “gli Annali” sono dei giocherelloni…

Come si dice in latino che stanno “a giocà”? Cum ludere?

Chi dovrebbe controllare, la Regione Lazio e i sindacati? Che fanno? Giocano pure loro?

Colludono?

Di altrettanta levatura la magia contabile / societaria che lega gli Annali alla Colle Cesarano:

Gli Annali è una casa di cura la cui proprietà è equamente suddivisa fra i 2 fratelli e la sorella Forti al 33,3% cadauno.

Una clinica a conduzione familiare…

Massimo Forti amministra in toto questa struttura e al 50%, con Manfredino Genova, la Colle Cesarano.

Tra le due società sussiste un viavai di denaro e partecipazioni nel capitale che non sembrerebbe sottostare a nessuna normativa.

A leggere i bilanci scopri che la “Colle Cesarano” ha prestato UN MILIONE e DUECENTOMILA EURO a “Gli Annali”, nel 2014, quando a causa della propria “crisi aziendale” licenziava i dipendenti.

Nei bilanci de “Gli Annali” lo stesso milione e duecentomila euro non è considerato un debito, ma un aumento di partecipazione in imprese collegate.

Cioé, tu mi presti i soldi con i quali io ti compro…

Gioco? magia? O…

Truffa?

Nel dubbio meglio interrogarsi.

Lega Nord e AIFA, dimmi che nomina vuoi e ti dirò che Ruspa sei…

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La mania di  fare carriera una volta indagato e accaparrarsi poltrone è nel metodo della Lega Nord, uno dei partiti alleati storici di Berlusconi, il pluricondannato.

La Kasta si accomoda sempre di più nelle poltrone pubbliche e vi pare che potesse mancare l’AIFA?

L’Agenzia Italiana del Farmaco  autorizza, controlla i farmaci immessi sul mercato in Italia, ne garantisce la loro qualità, la loro sicurezza, e il giusto prezzo di mercato per il SSN.

La Lega Nord ci vuole tenere  mani e piedi all’interno di questa Agenzia che ha dimostrato di non essere una agenzia di controllo diretta negli interessi dei cittadini ma di interessi altri, in grave assenza di trasparenza.

In Italia il settore farmaceutico muove 26 miliardi di euro e, a nostro avviso, la gestione dell’AIFA si è dimostrata distorta.

Il Movimento 5 Stelle, già da febbraio di quest’anno, ha messo al corrente la Procura di Roma e l’Antitrust di una “manovrina” dell’AIFA che aggira le norme sulla concorrenza,  avvantaggiando di fatto una società farmaceutica e  non i conti pubblici.

Le nostre proposte non mancano, fermare i “favori ai big Pharma” abbattendo  il costo della spesa farmaceutica  avrebbe fatto risparmiare 600 milioni di euro l’anno al Sistema Sanitario Nazionale.

La notizia dei “rebus degli incarichi sospetti” è quella sull’ennesima nomina di un indagato che tramite  interrogazioni parlamentari abbiamo denunciato e giri di valzer tra tecnici e politici.

Il sistema piace tanto al  leader del partito Salvini che ha una ruspa per tutto mentre ha il tappeto rosso per i suoi rappresentanti indagati da piazzare.

Tra un delirio e l’altro di Salvini non vorremmo scordarci della “carriera” del braccio destro di Maroni, il dr. Massimo Garavaglia, nominato il 26 maggio 2016, con atto della Presidenza del Consiglio, nuovo membro del consiglio di amministrazione dell’AIFA.

Il caro Garavaglia, forte di un indagine a suo carico in corso, riesce a cumulare ben tre incarichi nazionali: coordinatore degli assessori alle Finanze delle Regioni, presidente del Comitato di settore-sanità e membro del Cda Aifa. Mica male per un indagato.

Il nuovo membro dell’AIFA infatti è indagato per  turbativa d’asta e abuso d’ufficio, e da gennaio 2016 ha ricevuto un rinvio a giudizio dalla Procura di Milano.

Il procedimento è allacciato ad un altro processo già in corso che ha portato agli arresti domiciliari l’assessore regionale alla sanità lombarda Mario Mantovani famoso in un intercettazioni per presunte mazzette da 500 euro nascoste nel freezer.

Dovevano dirlo che il vero progetto è riempire il  “carroccio” di personaggi allineati con lo stesso sistema che fanno finta di combattere. Si alleano, colludono e fanno sermoni per convincere d’essere diversi.

Sarà il caso di ricordare ai  “Signori” che coprono polticamente i loro indagati, che i gesti di semplice “etica” non sono elementi accessori nella classe Dirigente.

 

affariitaliani.it

assistsanita.it

La Colle Cesarano, il Gatto e la Volpe e la Clinica della Cuccagna

Colle Cesarano è la più grande casa di cura del Lazio, si trova presso Tivoli, in provincia di Roma, è uno dei tanti crocevia degli interessi economici legati alla Sanità e dell’accoglienza degli immigrati. Uno dei tanti tentacoli di Mafia Capitale.

Un mastodonte che ha:

1) 200 posti letto (tra Psichiatria e Residenza Sanitaria Assistita),

2) costa ai contribuenti ogni anno, più di 8 milioni di euro.

3) E’ circondato da oltre 70 ettari di terra la cui possibilità di costruirci sopra e di farne usi diversi ne aumenta di molto il valore.

Nel 2004 la clinica passa nelle mani della Geress, la Società di un ginecologo, Manfredino Genova, che però preferisce definirsi imprenditore, e dell’Ing. Massimo Forti amm.re delegato de “gli Annali”, un’altra casa di cura del Lazio nelle cui casse arrivano altri milioni di euro la cui provenienza, molto interessante, vi spiegheremo in un prossimo articolo

Nel luglio 2010 la Colle Cesarano avvia una procedura di licenziamento collettivo e mette in cassa integrazione 28 lavoratori (più della metà sono addetti all’assistenza). La cassa integrazione verrà poi estesa ad un totale di 35 dipendenti che saranno tutti licenziati entro il 2014.

Il motivo del licenziamento è dichiarato come una conseguenza della situazione di “crisi aziendale”.

Crisi che non impedisce l’aumento del compenso degli amministratori che passa da 80 mila a 220 mila euro l’anno nel 2013.

In seguito a una perizia contabile fatta da un professionista, sembra che 6 milioni di euro destinati all’assistenza sanitaria della Clinica “Colle Cesarano”, siano passati in altre società ben collegate tra loro, riconducibili sempre al “gatto” Forti e alla “volpe” Genova.



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I 35 dipendenti, quelli licenziati dopo tre anni di cassa integrazione, vengono pagati con gli ammortizzatori sociali, cioé con i nostri soldi; tutto questo perché i due amministratori hanno avuto la faccia tosta di mettersi il cartello al collo con la scritta: “crisi aziendale”.  La “crisi” è il pretesto per ottenere, dalla regione Lazio, la firma su ben cinque procedure di licenziamento ed ottenere i “dobloni” dall’INPS, moderno albero della cuccagna del Forti e del Genova.

Nel frattempo i tagli al personale mietono i loro effetti. Ad agosto del 2010 muore un paziente. I parenti, a cui viene negato l’ingresso, si fanno strada con la forza e riescono a raggiungerlo, per trovarne il corpo in una officina per la manutenzione, sporca e senza aria condizionata. Gli stessi riescono a girare un video che viene trasmesso anche in alcuni tg nazionali.

Nel 2011 un medico psichiatra, ex lavoratore della clinica, denuncia alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, una insostenibile situazione all’interno della casa di cura, sia per i pazienti che per i dipendenti. Addirittura dice di aver litigato con l’amministrazione per ottenere 20 coperte per i pazienti, denuncia cibo insufficiente e false ispezioni alla struttura da parte della ASL RMG.

La Direzione della Colle Cesarano viene infatti avvisata sempre con largo anticipo delle ispezioni.

Il medico riferisce anche di atti falsificati ad “hoc” per “mettere tutti al sicuro”

Da: Commissione Errori Sanitari (omissis)
A: “Claudio Antoniello”<antoniello_c@camera.it>, “Ranieri de Maria”<omissis>, <el-omissis>, “francesca gigli”<f-omissis>, <j-omissis>, <aucasati@libero.it>
24 nov 2011 – 15:38
Inoltro anche la mail di una dipendente—-Messaggio originale—– Da: …omissis...
Inviato: giovedì 24 novembre 2011 15.26
A: orlando_l@camera.it
Oggetto: Leoluca Orlando: CdC …omissis… E-mail di richiesta informazioni da parte di …omissis… Gentile On. Orlando,
le scrivo a proposito della Casa di Cura …omissis… di Tivoli, presso la quale ho prestato servizio di collaborazione professionale come medico psichiatra fino a 2 settimane fa. La situazione della clinica è assolutamente grave ed inaccettabile, i pazienti vertono in una situazione di abbandono e trascuratezza a causa della drastica riduzione del personale, della carenza dei servizi e di una gestione amministrativa votata al taglio e al risparmio, con conseguenti deficit clinici, assistenziali e di vigilanza inammissibili. Per farle solo un esempio, ho dovuto condurre una battaglia personale per avere 20 coperte affinché i pazienti non patissero il freddo, visto che molti si stavano ammalando ed erano costretti a dormire con addosso giacche e cappotti. Oltre a questo, il quantitativo di cibo è nettamente insufficiente (molti familiari hanno riscontrato l’evidente dimagrimento dei pazienti) e per ovviare al rischio di ulteriori soffocamenti sa qual è stata la soluzione? Togliere il pane ai pazienti ricoverati presso il reparto dei “cronici” a cui, tra l’altro, da mesi non vengono restituiti gli indumenti mandati a lavare nella lavanderia interna, che vengono sostituiti con vestiti provenienti dalla Caritas o dalle raccolte degli operatori..
Nel mese di ottobre abbiamo ricevuto l’ispezione della ASL …omissis…, di cui l’amministrazione e la direzione sanitaria era al corrente da circa 2 settimane.. giusto il tempo di inventare protocolli mai elaborati e mai applicati riguardanti la sicurezza, gli interventi in caso di intossicazione farmacologica e di agiti aggressivi e le procedure in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio. Inoltre, ai fini dell’ottenimento della convenzione per il reparto che verrà adibito a Comunità Terapeutica, sono stati formulati progetti riabilitativi personalizzati ai quali, in realtà, molti pazienti non hanno mai partecipato.
Ritengo che l’avvio di un’inchiesta approfondita riguardo a questo caso eclatante di malgestione sanitaria sia necessario ed urgente.. le assicuro che i mesi trascorsi in quel luogo mi hanno fatta sentire nell’era pre-basagliana, perché non c’è nulla che discosti …omissis… da un manicomio.
La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.
— Livia Parisi
Ufficio stampa  Commissione d’inchiesta errori e disavanzi sanitari
Palazzo San Macuto,  via del Seminario 76  Roma
Tel: +39 0667603575 –  Cell: +39 xxxxxxxxxxxxx

Genova a Sx & Forti a dx NOMINel 2012 qualcuno comincia a fare la conta dei morti. La stima è di un morto ogni 50 giorni.

Nel 2012 l’ASL Roma G controlla la Colle Cesarano senza “accorgersi” delle irregolarità, anzi ne certifica i requisiti di qualità che saranno importantissimi per conseguire, nel 2013, l’accreditamento definitivo ricevendo contemporaneamente un aumento di spesa di 600 mila euro.

I successivi controlli della Regione Lazio e dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, sono stati totalmente inesistenti, come accertato da numerose fonti parlamentari e segnalazioni del sindacato SICEL.

La Colle Cesarano ha inoltre fatturato alla Regione Lazio oltre 3 milioni di euro “extra accordi regionali“. Per spiegare quello che si configura come una truffa ed un danno erariale occorre far un esempio per spiegare il “trucco”: la Regione Lazio e la Colle Cesarano hanno siglato un accordo per  la cura di 5 appendiciti l’anno, sapendo che le altre strutture territoriali si occuperanno di altre diverse patologie. Il pagamento, da parte della Regione, avviene con puntualità e correttezza, a fronte delle fatture e le cifre infatti corrispondono. Il problema è che nelle fatture si legge che sono state curate 5 braccia rotte. Per carità molte braccia sono state curate, anzi moltissime, ma cosa ne è stato di quelli con l’appendicite?

Zingaretti, è stato messo a conoscenza di tutto questo dal momento dell’insediamento, come potete leggere qui di seguito:

All’attenzione del Presidente Regione Lazio Nicola Zingaretti – clinica XXX Tivoli
13 aprile 2013 10:08
ALL’ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO – NICOLA ZINGARETTI
Di seguito la mail inviata all’avv. Passi – Regione Lazio – in merito alla fatturazione della Casa di Cura privata xxx di Tivoli, gestione xxx.
L’avv. Passi mi aveva invitato lo scorso 10 gennaio nel suo ufficio per avere dettagli di una precedente segnalazione riguardo il medesimo argomento, oggetto di un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Lazio.
In allegato:
  • gli accordi regionali tuttora vigenti,
  • copia delle aftture con timbro di ricevuta e di liquidazione della ASL Roma G,
  • dettaglio dei posti letto equivalenti.
Da quanto sopra si evince fatturazione in eccesso di 3,5 milioni € per il periodo considerato.
Rimango in attesa di cortese riscontro agli indirizzi in firma.
Distinti saluti,
Aurelio Casati
—-Messaggio originale—-
Da: aucasati@xxx
Data: 04/02/2013 9.00
A: <mpassi@regione.lazio.it>
Ogg: Colloquio 10 gennaio 2013 – XXX
Buongiorno,
faccio seguito al ns. colloquio del 10 gennaio u.s.; con questo materiale, che dovrebbe essere già a disposizione della Regione Lazio, credo che bastino 24 ore per intervenire.
Cordialità,
ing. Aurelio Casati
aucasati@xxx
aucasti@xxx
PEC aurelio.casati@xxx
mobile xxx
 Allegato

Zingaretti sa che strutturalmente alla clinica mancano almeno 600 metri quadri per accogliere i 40 pazienti nei reparti di residenza sanitaria assistita. Insomma sa che la gestione della Colle Cesarano ha bisogno di coperture e fino ad oggi le ha garantite.

Come? proviamo a sbirciare dietro le quinte del palcoscenico della politica, dove troviamo uomini come Marco Vincenzi, uomo di punta di Zingaretti, sebbene a tratti sembri esattamente l’opposto.

Marco Vincenzi è:12073

1) Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Roma dal 2008 al 2012 (quando Zingaretti era Presidente) e, prima ancora;

2) è stato Consigliere Provinciale di Roma;

3)  Sindaco del comune di Tivoli (per due mandati);

4) Amministratore Unico della società termale Acque Albule di Tivoli;

5) Direttore Sanitario delle Terme Acque Albule di Tivoli

6) Dal 2013 è stato Capogruppo del PD.

Ruolo dal quale si è dimesso dopo gli scandali di mafia capitale, i pizzini scambiati con Buzzi e gli emendamenti in suo favore.

Ricapitolando, Marco Vincenzi è strettamente legato a Zingaretti da un lato e ad uno dei protagonisti di Mafia Capitale: Buzzi.

Nonostante Vincenzi frequentasse Buzzi, a volte persino presso la Colle Cesarano, e nonostante il coinvolgimento nell’inchiesta Mafia Capitale, Zingaretti continua a proteggere la carriera politica di Vincenzi. Che infatti diventa:

7) Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio.

Ruolo dal quale si è dovuto dimettere, pochi giorni fa, dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia per CORRUZIONE.

Sarà un caso ma dal 2011 un braccio della struttura sanitaria della Colle Cesarano, destinato fino ad allora alle attività ricreative dei pazienti (bar, luogo di culto, palestra ecc…), è stato adibito a centro accoglienza per gli immigrati ed è stato dato in gestione alla cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi. Tra l’altro l’ingresso degli ospiti e degli immigrati è in comune mentre gli immobili sono divisi tra loro solo da un cancello facilmente scavalcabile.

Le interrogazioni e le denunce presentate dal M5S sono state numerosissime, c’è stata anche una “visita ispettiva” fatta da me e dal consigliere regionale Davide Barillari a giugno del 2015.

E’ stato sollevato il caso  all’attenzione del governo che , superfluo dire, ad oggi risulta non aver risposto in alcun modo.

Tirando le somme possiamo dire che dopo anni di coperture e tutele è arrivato il momento di dare risposte, fare chiarezza e soprattutto fare pulizia

SISTEMA 118 : COGLIERE L’OCCASIONE DEL 112 NUE PER RIFONDARE UN SISTEMA CHE DEVE TORNARE OMOGENEO

Troppe ombre sui sistemi di emergenza sanitaria in Italia. Scandali nel Lazio per le ONLUS che come osservato nell’inchiesta delle IENE rimborsano e retribuiscono in nero personale senza tutele. Spettri di lucro e truffa che si annidano tra tante associazioni di veri volontari che dedicano il loro tempo per concorrere al buon funzionamento del sistema.

Il reclutamento dei medici pare che in molte regioni avvenga in maniera non conforme alla normativa di riferimento, e che tanti medici prestino servizio per conto di privati senza nemmeno un contratto di lavoro. Infermieri arruolati senza contratto e contribuzione. E’ ora di resettare queste anomalie e ripristinare un sistema che garantisca la salute dei cittadini che da nord a sud devono vedersi garantita un’ assistenza di emergenza eccellente

21 sistemi di emergenza regionali diversi in italia. La pressione del nuovo numero unico europeo dell’emergenza e il grande problema del finanziamento del sistema sanitario. 3 fattori che dovrebbero creare il presupposto per un ripensamento globale del sistema di soccorso territoriale. Alcune regioni pensano a creare “una centrale 112” che diventa centrale delle centrali. Ma è la scelta corretta? O sarebbe meglio unire risorse in centrali 112 tecnologicamente avanzate e multiprofessionali con organizzazione omogena eliminando i personalismi regionali, tipici dei sistemi sanitari diversi regione per regione?